Mese: gennaio 2013

Lo spaventoso crollo del titolo Saipem

Ieri la borsa di Milano ha subito un crollo pesante, sicuramente trascinata dalla vicenda Mps, ma soprattutto per il tracollo del titolo Saipem (gruppo Eni), storicamente un listino in espansione e di notevole importanza.

“Il titolo ha fatto segnare in apertura un tracollo del 37,5% scendendo a 19 euro, un prezzo che non si vedeva dall’estate del 2009. Una caduta eclatante, in buona parte attesa però dopo l’allarme utili shock lanciato ieri sera a mercati chiusi. A far fuggire lettealmente gli investitori non sono tanto le revisioni al ribasso della redditività per l’anno 2012 appena chiuso ma il pesante arretramento per il 2013”

Sono numeri pesanti. Com’è stato possibile tutto ciò in un sol giorno? Sono stati previsti e comunicati in precedenza degli utili al ribasso, nella misura del 50%, ed è già tanto. Vero anche che è in corso un’indagine della procura  di Milano sul cosiddetto “affaire Algeria”, ovvero il presunto scambio di soldi per ottenere autorizzazioni e permessi utili a chiudere importanti commissioni nel paese africano.

L’indagine è in espansione, coinvolge dirigenti interni ed esterni all’azienda e potrebbero portare notevoli sviluppi, si parla pure di un’ipotetica intenzione della controllante Eni di sganciare la ditta dalla casa madre. Queste cose, gli speculatori le sapevano bene, e ne erano a conoscenza prima di tanti altri, da qui la vendita sfrenata dei titoli di ieri.

Ora staremo a vedere se verranno fuori altre notizie, e che ripercussioni avranno sui mercati. Perché uno può parlare di politica quanto vuole, ma è in questi campi che si decidono le sorti di un paese.  Voi, intanto, parlate pure di Balotelli.

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Tutto qui

Uno potrebbe spendere ore a spiegare i buoni motivi che lo spingono a passare un fine settimana in montagna. Ma in fondo, chi te lo fa fare? Parti nel cuore della notte, la noia del carico/scarico bagagli, viaggio lungo, il freddo, le file per lo skipass e per gli impianti e tante altre scomode cose che tutti possiamo solo odiare.

Poi capita che sali in Marmolada, ti spari per la terza volta tutte le cabine che ti portano in vetta, vai in terrazza e ti guardi attorno. Di colpo, tutto trova una risposta e pensi che se si fanno queste cose, in fondo, un motivo ci debba pur essere.

Vi lascio una foto di ieri mattina, scattata a 3.265 metri.

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La triste vicenda del Modena volley femminile

E’ veramente difficile trovare similitudini più adeguate tra il mondo reale ed il mondo sportivo, analizzando la triste vicenda della Universal volley femminile Modena.

E’ anche abbastanza difficile da riassumere. Diciamo che di mezzo c’è un po’ di tutto, a partire dall’inevitabile crisi finanziaria, la malagestione di dirigenti incapaci, la solita pratica dello “scaricabarile” e le inevitabili ripercussioni su dipendenti e soprattutto fruitori del servizio, ovvero il pubblico.

Succede che l’allora Liu-Jo Modena approda nella massima categoria di volley femminile italiano nel 2010, un paio di annate ottime e tante buone giocatrici. Poi il main sponsor se ne va alla fine della scorsa stagione, il presidente pone due marchi sulle maglie e garantisce che tutto andrà bene. I soldi sono pochi, e la faccenda si complica. Il problema è che almeno uno dei 2 marchi (Datch) dice non aver stipulato nessun contratto di sponsorizzazione, l’altro marchio (Assicuratrice milanese) dice di aver adempiuto per quella che era la loro parte, ma naturalmente non risponde della gestione economico/patrimoniale della Società. Le giocatrici percepiscono una sola mensilità di stipendio ed il Presidente Astarita rimbalza le colpe sui partners commerciali, dicendo che non sono stati rispettati gli obblighi contrattuali.

La squadra nel frattempo era andata avanti, e bene. Terza in campionato, proprio quando, e siamo ai giorni nostri, i problemi arrivano al culmine. Così, la situazione precipita. Le giocatrici protestano a modo loro oscurando gli sponsor sulle divise da gioco con delle croci fatte con il nastro adesivo, il patron si trova in un vicolo cieco e dichiara, dopo breve summit dirigenziale, lo scioglimento della società, il ritiro dal campionato di volley di A1 non prima di una figuraccia galattica con Fipav e Fivb per l’annullamento della gara di Challenge Cup che era prevista per stasera e che non verrà disputata, nonostante la società turca avversaria e lo staff arbitrale si trovassero già in Italia.

Piccola riflessione finale: dopo la vicenda di Crema (anch’essa ritirata), ancora un ritiro a campionato in corso. Con il senno di poi, meglio una gestione sapiente che smantella consapevolemente fior di campionesse perché unico modo per sopravvivere, che vedersi cancellare tutto di punto in bianco per una malagestione frutto di ambizioni rincorse con il paraocchi (ogni riferimento/confronto con gli ultimi anni di storia della Robursport Volley Pesaro è puramente casuale).

Capirne di più su Mps, Siena, Mussari e Pd

Tutto ciò che sta succedendo a Mussari, al Monte dei Paschi ed alla città di Siena è solamente un picco (sebbene notevole) dei problemi che da tempo lievitano nella cittadina toscana.

Se volete sapere qualcosa in più su questa faccenda e tutte le altre che vi gravitano attorno, e di come si è disgraziatamente arrivati sino ad oggi, vi consiglio di farvi un giro sul blog di Lucacicca.

Essendo del posto, ne parla da tempo, quindi vi basta cercare, tramite la barra di ricerca posta a destra, qualche parola a caso tra “mps, siena, monte paschi, mussari” per trovare qualche articolo interessante che vi aiuti a ripercorrere i fatti più o meno recenti che sono accaduti.

Personalmente, questo post rimane il mio preferito.

Una poltrona per Franco

“Ma la vera novità rispetto ai giorni scorsi per le liste berlusconiane in Emilia è quella di Franco Carraro, il «poltronissimo», 73 anni, socialista nella prima Repubblica, tre volte ministro, sindaco di Roma e soprattutto ras dello sport italiano da presidente della Federazione gioco calcio e del Coni.”

Il potronissimo continua ad alimentare la sua leggenda. C’è sempre posto per un Franco Carraro in questo belpaese. Forze fresche per il Pdl che verrà.

Giocatori insostituibili

Tralasciando ogni commento sul come sia stata gestita la questione, il trasferimento e la trattativa con la moglie, c’è un solo dato di fatto: un giocatore da sogno come Wesley Sneijder sarà rimpianto anche fra 15 anni.

Spero, da interista, di potermi sbagliare.
Grazie per averci fatto vedere come si gioca a calcio.

Django Unchained per chi non ama Tarantino

Ho visto Django Unchained, l’ultimo film di Quentin Tarantino.

Il problema che si pone a priori, con i lavori del regista americano, è il “bacino di utenza” al quale è diretto. Chi ha già visto i suoi film, sa già se è interessato oppure no, solitamente le categorie sono ben delineate: quelli che lo vedranno qualsiasi cosa sia, quelli che eviteranno perchè non interessati al suo stile. Io, evidentemente, appartengo alla prima categoria.

Il fatto è che, dopo aver visto Django, mi sento di poter rivolgermi ai “non Tarantiniani” consigliando la visione del film nonostante tutto, per una serie di semplici motivi, che vi elenco brevemente:
-il cast, di primissimo livello, che aiuta non poco a far scorrere le quasi 3 ore di durata della pellicola grazie all’alta qualità dei dialoghi;
– la manifattura del film, curato nei dettagli ma anche nelle scene più complesse, dalla sceneggiatura ai costumi, ma soprattutto le musiche come sempre di livello eccelso;
– le scene di splatter sanguinolento sono limitate davvero al minimo, considerando che si tratta di un western e che comunque parliamo sempre di Tarantino;
– se hai passato i tuoi primi 15 anni di vita a guardare ogni tanto qualche film western assieme a tuo padre oppure qualche altro appassionato in famiglia, è davvero difficile resistere al fascino delle ambientazioni e delle scene;
– il linguaggio è quanto mai pulito, molto meno “sporco” di tanti altri lavori precedenti;
– alcune scene, specialmente quella della “retata notturna”, a me hanno fatto ridere di gusto.

Insomma, se volete dare una seconda chance al cinema di Quentin oppure siete alla vostra prima esperienza con una sua pellicola, credo sia il momento giusto. A voi la scelta.

Coaching Mourinho – recensione libro

Durante queste feste natalizie ho avuto tempo e modo di leggere. Tra le altre cose, ho letto l’ultima fatica di 2 scrittori/docenti di leadership spagnoli. Il libro si intitola “Coaching Mourinho”. La sinossi del libro recita:

“José Mourinho è unanimemente considerato il più grande allenatore di calcio vivente. Oltre a prestigiosi riconoscimenti individuali a livello internazionale (miglior allenatore del mondo, Pallone d’oro degli allenatori, Panchina d’oro), ha vinto innumerevoli trofei nazionali e internazionali in un breve arco di tempo e con squadre di diversi paesi (Portogallo, Inghilterra, Italia e Spagna). Scritto da due esperti di leadership e gestione d’impresa, Coaching Mourinho ripercorre la carriera dello «Special One» dai suoi esordi come interprete nello Sporting Lisbona ai trionfi che gli hanno dato fama mondiale: un ritratto del mitico portoghese che è anche un’indagine sui segreti del suo successo. Aggiornato agli ultimi eventi della stagione 2011-2012, il libro non è indirizzato solo agli amanti del calcio curiosi di conoscere la filosofia del grande allenatore e il modo in cui prepara le partite; sa anche rivolgersi a chiunque voglia capire meglio come si dirige con successo un gruppo di persone o un’impresa.”

Avendo letto in precedenza altri libri riguardanti il tecnico di Setubal, potrei darvi qualche dritta. Premesso che la copertina recita : “tecniche e strategie vincenti del più grande allenatore del mondo”, bisogna dire che di utile, per chi già conosce Josè Mourinho, c’è ben poco.

Il libro, per dirlo selvaggiamente, è frutto della sapiente idea di voler spiegare qualche tecnica di approccio mentale alla partita, agli allenamenti ed alla leadership di gruppo e poterla trasporre nel mondo del lavoro e della vita di tutti i giorni, ma facendolo in modo “mourinhano”. E’ pieno di citazioni, molte delle quali conosciute, di storie già sentite e di divagazioni su altri temi che sconfinano nell’inutile. Ci sono cenni storici ai grandi conquistatori e leader del passato, celebri frasi di grandi teologi oppure di presidenti e giocatori, il tutto mischiato in un prodotto che non si capisce mai in che punto voglia portarti.

Il mio consiglio è questo: se volete riferimenti al suo metodo di lavoro, il libro da leggere è un altro (consiglio “Mourinho questione di metodo”), se volete nozioni sul personaggio, la sua vita e la sua storia (almeno fino al Chelsea) basta e avanza la sua autobiografia. Se volete nozioni sulla leadership, il coaching e la preparazione mentale alle partite, a mio parere non è questa la lettura per saperne di più. Se invece volete un po’ di tutto questo, spiegato per neofiti in maniera sintetica…allora si, è il libro che fa per voi.

Reloaded

Eccoci qui, per alcuni una novità, per altri un ritorno (piu’ o meno gradito).

Un blog, nel 2013…perché? La risposta sta tutta nella semplice voglia di tornare a condividere con diverse persone, molte delle quali sconosciute, i miei pensieri, le mie passioni, esperienze, dubbi, conquiste e mille altre cose della vita. Tutto qui, ma suppongo basti e avanzi.

Non prometto un costante aggiornamento, nemmeno una direzione precisa o un argomento più trattato di altri. Non prometto nemmeno di essere sempre serio. Mi prendo solo l’impegno di potervi occupare qualche minuto durante la giornata, sperando di “arrivarvi” in qualche modo. In fondo, sarà solo una voce tra milioni di altre voci che scorrono nella rete, ma sarà la mia.

p.s.: è tutto evidentemente work in progress….chiedo perdono in anticipo.