La triste vicenda del Modena volley femminile

E’ veramente difficile trovare similitudini più adeguate tra il mondo reale ed il mondo sportivo, analizzando la triste vicenda della Universal volley femminile Modena.

E’ anche abbastanza difficile da riassumere. Diciamo che di mezzo c’è un po’ di tutto, a partire dall’inevitabile crisi finanziaria, la malagestione di dirigenti incapaci, la solita pratica dello “scaricabarile” e le inevitabili ripercussioni su dipendenti e soprattutto fruitori del servizio, ovvero il pubblico.

Succede che l’allora Liu-Jo Modena approda nella massima categoria di volley femminile italiano nel 2010, un paio di annate ottime e tante buone giocatrici. Poi il main sponsor se ne va alla fine della scorsa stagione, il presidente pone due marchi sulle maglie e garantisce che tutto andrà bene. I soldi sono pochi, e la faccenda si complica. Il problema è che almeno uno dei 2 marchi (Datch) dice non aver stipulato nessun contratto di sponsorizzazione, l’altro marchio (Assicuratrice milanese) dice di aver adempiuto per quella che era la loro parte, ma naturalmente non risponde della gestione economico/patrimoniale della Società. Le giocatrici percepiscono una sola mensilità di stipendio ed il Presidente Astarita rimbalza le colpe sui partners commerciali, dicendo che non sono stati rispettati gli obblighi contrattuali.

La squadra nel frattempo era andata avanti, e bene. Terza in campionato, proprio quando, e siamo ai giorni nostri, i problemi arrivano al culmine. Così, la situazione precipita. Le giocatrici protestano a modo loro oscurando gli sponsor sulle divise da gioco con delle croci fatte con il nastro adesivo, il patron si trova in un vicolo cieco e dichiara, dopo breve summit dirigenziale, lo scioglimento della società, il ritiro dal campionato di volley di A1 non prima di una figuraccia galattica con Fipav e Fivb per l’annullamento della gara di Challenge Cup che era prevista per stasera e che non verrà disputata, nonostante la società turca avversaria e lo staff arbitrale si trovassero già in Italia.

Piccola riflessione finale: dopo la vicenda di Crema (anch’essa ritirata), ancora un ritiro a campionato in corso. Con il senno di poi, meglio una gestione sapiente che smantella consapevolemente fior di campionesse perché unico modo per sopravvivere, che vedersi cancellare tutto di punto in bianco per una malagestione frutto di ambizioni rincorse con il paraocchi (ogni riferimento/confronto con gli ultimi anni di storia della Robursport Volley Pesaro è puramente casuale).

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2 comments

  1. Dico la mia.
    O Modena ha falsificato le carte, e quindi si va sul penale, o semplicemente ad inizio campionato non aveva le carte in regola per l’iscrizione. Il fatto che sia stata iscritta è una buffonata, ed è ora che un qualche cambio di gestione nella lega si faccia.

    PS: penso che intendessi non Chieri, che è ancora viva e vegeta, ma Crema

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