Mese: febbraio 2013

Buone notizie

Mi sono sforzato a trovare una buona notizia in questa pessima settimana.

L’ho trovata, finalmente. 

MILANO – F.C. Internazionale desidera ringraziare l’attaccante norvegese John Carew per la grande disponibilità e professionalità dimostrata. Le sue attuali condizioni atletiche, però, lo costringerebbero a un periodo di lavoro specifico e individuale medio-lungo non compatibile con le esigenze del club.

Pensiero condiviso

Evidentemente,  più di una persona ha ripensato a quelle parole di Renzi che ho postato ieri.

Sembra passato un secolo, era neanche 3 mesi fa.

Troppo facile

“Ho più di un milione di motivi per dirvi grazie. Più di un milione come i voti che abbiamo preso al primo turno. Più di un milione come i voti che abbiamo preso al ballottaggio. Eravamo soli e contro di noi c’era tutto il gruppo dirigente del PD e del centrosinistra. Ma abbiamo ottenuto il 35% al primo giro e il 40% al secondo. Fossi un politico vecchio stile, direi che si tratta di un grande risultato e brinderei al successo.  Ma non è così. Riconosco lealmente la vittoria di Bersani e dico che io ho perso. Già. Perché noi non abbiamo fatto questo lungo viaggio per fondare una correntina dentro il PD. Neanche se questa correntina ha il 40% dei consensi dell’intero centrosinistra. No! Noi volevamo governare l’Italia. Per cambiarla come abbiamo detto fin dal primo giorno. Non ce l’abbiamo fatta. Allora è giusto riconoscere la sconfitta, senza troppi giri di parole in un Paese in cui tutti vincono e nessuno cambia. Chi ha vinto ha l’onore e l’onere di rappresentare anche gli altri, senza alcun inciucio e impiccio. Chi ha perso deve dimostrare di saper vivere la dignità e l’onore proprio quando la maggioranza sta da un’altra parte.”
(
Matteo Renzi – Enews del 03/12/2012)

E’ l’esercizio dei democratici del day-after: invocare Matteo Renzi e piangersi addosso per l’ennesimo fallimento.

Renzi ha perso le primarie, ed io l’avevo votato. Bersani “non ha vinto” le politiche, ed io l’ho votato. Ora sarei contento e curioso di vedere come gestisce questa situazione, perché mi sembra troppo facile prepararsi per gli onori e poi sfuggire agli oneri, gravosi, che si presentano davanti. E sarebbe pure ora di ammetterle, queste sconfitte, perché di questo si tratta, hai voglia a mandare avanti gli altri, quando si perde.

Troppo facile invocare i tempi del “Matteo Renzi” che poteva essere e non è stato. Vediamo come ve la cavate voi, “adesso”. Sarò qui a giudicarvi, ma stavolta senza pietà, visto che mi date meno soddisfazioni dell’Inter.

E’ ora di parlare di cose serie

Visto il periodo povero di notizie, viste le tematiche e gli argomenti che ci attendono nel fine settimana ed oltre, tra post-elezioni e pre-conclave, mi sembra giusto parlare di cose serie.

Ci tengo quindi a segnalarvi che l’ultimo disco dei Mumford & Sons, “Babel” (al quale sono arrivato tardi, lo ammetto), al primo ascolto m’è sembrato un ottimo disco per una mezz’oretta di buon running spensierato.

Naturalmente, dovrebbe essere un buon disco anche per altre situazioni, ma attendo i prossimi 4/5 ascolti per un’idea più chiara e precisa. Una cosa è sicura: o piacciono da morire, o si detestano da morire. E questo è sempre un bene.

1,21 Gigowatt!!

Un signore di nome Bob Gale (che Dio lo benedica) ha avuto la grandiosa idea di ricreare e restaurare la macchina più bella ed importante della storia cinematografica (e non solo) e riportala allo stato originale del film.

Il restauro è stato appena completato. La DeLorean di Ritorno al Futuro è ora in mostra agli Universal Studios di Los Angeles. Lasciatemi sognare ad occhi aperti.

Foto: Bttf.com

Giovanni Soldini e il valore della natura

Giovanni Soldini ne ha fatta un’altra delle sue, compiendo la tratta New York-San Francisco a tempo di record passando da Capo Horn a bordo della barca a vela Maserati.

Le sue parole, all’arrivo dopo l’ennesima impresa, fanno riflettere non poco:

…per la maggior parte del tempo pensiamo di poter governare la natura. Non è così. E si vede…una decina di iceberg a Capo Horn, non uno, non si erano mai visti. Vuole dire che il clima sta cambiando rapidamente. Mi hanno sempre insegnato che i venti sono la memoria delle correnti. E noi abbiamo trovato i venti dominanti che arrivano da Est, anziché da Ovest come sempre accaduto. Uno stravolgimento che potrebbe cambiare, ad esempio, la corrente del golfo con conseguenze poco immaginabili, ma certamente catastrofiche. Vi siete mai chiesti perché in Inghilterra sono così preoccupati di questa storia del clima? Londra potrebbe diventare come il Canada senza quella corrente… Avremmo il dovere di pensare un pò di più a quello che facciamo, anche nelle cose di tutti i giorni (come spegnere le luci o non usare sempre le auto). E pensare di rispettare di più la terra, almeno per i nostri figli. Quando vedo la centrale a carbone in piena La Spezia mi chiedo cosa stiamo facendo?”

E’ bene che a ricordare queste cose siano personaggi che possono far sentire la loro voce, è bene che lo facciano tanti altri. Sento parlare troppo poco di inquinamento, legato anche alle imprese sportive. Leggevo tempo fa un articolo sulle spedizioni di massa sull’Everest e del mostruoso inquinamento che ne deriva a ridosso dei campi base. E’ bene che se ne parli molto di più, perché poi sarà troppo tardi per affrontare il conto che la natura ci farà pagare.

Ricordo ancora le parole di Soldini l’indomani del passaggio a Capo Horn: “E’ andata bene, il mare ci ha fatto passare”. Spero che il mare ti faccia passare tante altre volte, caro Giovanni. Trovate qui le foto dell’arrivo.

7 giorni tra paura e speranza

La settimana scorsa non è stata delle migliori, per il sottoscritto. Se proprio vogliamo classificarla, è stata una delle peggiori che io ricordi da tanto tempo.

Tra piccoli problemi personali, alcuni problemi famigliari e una tragedia che si è consumata a distanza di pochi metri da casa, ho avuto modo di riflettere, e tanto, sulle paure che mi circondano, sul senso della vita e l’importanza che quasi mai riusciamo a darle.

Il fatto che una ragazzina di 13 anni se ne vada improvvisamente è un qualcosa che, per quanto mi riguarda, è difficilmente collegabile alla razionalità. Certo, ti porta a confrontarti sul significato massimo del valore della vita, di poterla apprezzare ogni singolo giorno che ci viene dato, ma d’altro canto ti mette di fronte ad alcune paure che sono direttamente legate alle peggiori cose che potrebbero accadere a te ma peggio ancora a chi ti sta vicino. Penso che le domande che sono balenate in testa alla comunità di Cuccurano che ha vissuto direttamente questo dramma, siano state le stesse un po’ per tutti: “Come reagirei, in questi casi?” “Che cosa farei, fossi un suo fratello o un genitore?” “Che ne sarebbe della nostra famiglia nell’affrontare una situazione simile?”. Credo non ci sia un modo prestabilito per affrontare o vivere al meglio certe situazioni. Ognuno, se possibile, trova la sua strada migliore per uscirne in qualche modo, per affrontare le sue paure.

Poi, tra un pensiero e l’altro, in questo weekend ho avuto modo di riprendere le mie letture. Sto leggendo “il bar delle grandi speranze” di JR Moehringer. Ad un certo punto, mi trovo questo passo, direi perfetto per il momento attuale e spiraglio di luce per ripartire:

«Allora è deciso» sentenziò Bud. Si alzò dallo sgabello e venne verso di me, annusando il pugno e sistemandosi gli occhiali alla Buddy Holly. «Devi fare tutto quello che ti spaventa, JR. Tutto. Non parlo di cose che mettono a rischio la tua vita, ma tutto il resto. Pensa alla paura, decidi subito come affronterai la paura, perché la paura sarà il problema più importante della tua vita, te l’assicuro. La paura sarà il motore di ogni tuo successo, la radice di tutti i tuoi fallimenti, e il dilemma di tutte le storie che ti racconterai su te stesso. E qual è l’unica possibilità che hai di battere la paura? Seguirla. Andarle dietro. Non considerare la paura come il cattivo della storia.”

E allora, avanti. Si riparte, con fiducia e speranza.