Troppo facile

“Ho più di un milione di motivi per dirvi grazie. Più di un milione come i voti che abbiamo preso al primo turno. Più di un milione come i voti che abbiamo preso al ballottaggio. Eravamo soli e contro di noi c’era tutto il gruppo dirigente del PD e del centrosinistra. Ma abbiamo ottenuto il 35% al primo giro e il 40% al secondo. Fossi un politico vecchio stile, direi che si tratta di un grande risultato e brinderei al successo.  Ma non è così. Riconosco lealmente la vittoria di Bersani e dico che io ho perso. Già. Perché noi non abbiamo fatto questo lungo viaggio per fondare una correntina dentro il PD. Neanche se questa correntina ha il 40% dei consensi dell’intero centrosinistra. No! Noi volevamo governare l’Italia. Per cambiarla come abbiamo detto fin dal primo giorno. Non ce l’abbiamo fatta. Allora è giusto riconoscere la sconfitta, senza troppi giri di parole in un Paese in cui tutti vincono e nessuno cambia. Chi ha vinto ha l’onore e l’onere di rappresentare anche gli altri, senza alcun inciucio e impiccio. Chi ha perso deve dimostrare di saper vivere la dignità e l’onore proprio quando la maggioranza sta da un’altra parte.”
(
Matteo Renzi – Enews del 03/12/2012)

E’ l’esercizio dei democratici del day-after: invocare Matteo Renzi e piangersi addosso per l’ennesimo fallimento.

Renzi ha perso le primarie, ed io l’avevo votato. Bersani “non ha vinto” le politiche, ed io l’ho votato. Ora sarei contento e curioso di vedere come gestisce questa situazione, perché mi sembra troppo facile prepararsi per gli onori e poi sfuggire agli oneri, gravosi, che si presentano davanti. E sarebbe pure ora di ammetterle, queste sconfitte, perché di questo si tratta, hai voglia a mandare avanti gli altri, quando si perde.

Troppo facile invocare i tempi del “Matteo Renzi” che poteva essere e non è stato. Vediamo come ve la cavate voi, “adesso”. Sarò qui a giudicarvi, ma stavolta senza pietà, visto che mi date meno soddisfazioni dell’Inter.

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6 comments

  1. Ho sempre considerato Bersani un politico ed un uomo onesto: ora mi aspetto da lui le dimissioni, visto che appare evidente che la sua linea, vincente dentro il PD, è perdente nel paese.

  2. Il ragionamento non fa una piega, ma tecnicamente ha il compito di presentarsi davanti a Napolitano e provare a fare qualcosa. E’ anche vero che Napolitano, per come stanno le cose, forse farebbe prima a chiedere a Grillo di formare un governo (e non sto scherzando). Anche perché, al momento attuale, al posto di Bersani alla guida del PD non ci andrebbe nessuno a farsi “sbranare”, tantomeno Renzi che sarà pure acerbo ma mica è un coglione.

    1. Secondo me dovrebbe riconoscere la sconfitta nei fatti, e mandare un’altra personalità del centrosinistra, più istituzionale, o meglio ancora una figura terza (monti ormai non è spendibile ma ad esempio l’attuale ministro cancellieri potrebbe farlo) a cercare un governo che, con i voti di PD e M5S, cambi legge elettorale e due/tre provvedimenti d’urgenza e condivisi, per poi andare a votare a luglio.
      Tra parentesi, manco so se tecnicamente ho detto centomila cazzate o solo dieci.

  3. Si ma, sempre tecnicamente, i seggi danno ragione al PD e la camera ti dà il potere di proporre, quindi lasciare adesso e prestare il fianco per un governo tecnico secondo me sarebbe una sconfitta nella sconfitta. Che vada a parlare con Napolitano (che se sarà pure rotto il c…o di smagonare così tanto a quasi 90 anni) e semmai avrà l’incarico che proponesse uno di quei provvedimenti che sicuramente sarebbe votato dal Movimento (e sappiamo quali sono: legge elettorale, anti-corruzione, ecc…). E poi oh…che se la veda lui, cristiddio.

  4. Credo (ma potrei sbagliare di qualche settimana) che tra il “semestre bianco” di Napolitano (cioè gli ultimi 6 mesi del mandato dove non può fare quasi nulla) e l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, non si possa tornare al voto (ammesso che lo si voglia davvero) prima di fine anno.
    Comunque da Napolitano non ci andrà Grillo, ma i suoi…e inizieranno a capire che non è la stessa cosa (con tutto il rispetto). Dovranno dimostrare di essere davvero all’altezza del ruolo che hanno conseguito, perchè dentro il Parlamento il loro capo ci potrà arrivare solo con sms e email.
    Sta di fatto che i numeri dicono che dovrebbero essere i primi ad essere sentiti. Ma gli altri, cioè i partiti tradizionali, faranno di tutto per dare un Governo al Paese: se si torna alle urne, Grillo prenderà più del 50% e governerà da solo (o quasi), loro scomparirebbero (o quasi), ma anche l’Italia sprofonderebbe nella crisi del non-governo (senza quasi).
    Se Bersani ha le palle, deve morire in piedi: andare lui da Napolitano e stare lì finchè ci sarà speranza. Poi potrà lasciare a Renzi, magari facendo un congresso serio (scommettiamo che non succede?).

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