L’utilità dei commenti nei blog

Francesco Costa, giornalista del Post e di altre testate, ha recentemente “ristrutturato” il suo blog ed ha posto un’interessante questione, vista la decisione di non consentire più i commenti all’interno degli articoli che pubblicherà.

La novità di cui qualcuno si accorgerà tra poco è che non ci sono più i commenti. Ci ho pensato parecchio – per anni, direi – e c’è da molto tempo un esteso e interessante dibattito sul loro uso e la loro utilità. Nel mio piccolissimo, ho concluso che nel 2013 per un blog personale i commenti siano uno strumento inadeguato ai tempi, in certi casi persino dannoso: generano la formazione di comunità di commentatori molto ristrette, enormemente più ristrette del numero totale di persone che leggono il blog, che finiscono spesso per parlarsi addosso e rendere il luogo un po’ inospitale. Quando si riesce a portare avanti una discussione costruttiva, fatto piuttosto raro, lo si fa dribblando il commento aggressivo di quello che ha letto solo il titolo del post, il commento di Gino che vuole solo prendere in giro Pino, gli insulti rituali dei soliti due o tre, il commento di quello che scrive una cosa che non c’entra niente, quello livoroso e basta: e tutti quelli che rispondono a ciascuno di loro. Se ne avete visti di meno, negli ultimi tempi, è grazie alla moderazione preventiva: che però è un lavoraccio che rovina le giornate. Insomma, anche al di là di alcune cose molto episodiche ma molto spiacevoli che sono accadute negli anni (minacce di ogni tipo, e altre giornate rovinate a occuparsene), sono arrivato alla conclusione che nel 2013 i commenti non siano un gran servizio né per la grandissima parte di chi legge questo blog né per chi lo scrive, e che ne peggiorino la sua qualità generale (tesi che ormai poggia su basi piuttosto concrete).

Chi vuole scrivere qualcosa in risposta a un mio post può farlo ancora con almeno tre strumenti diversi, tutti a loro modo migliori e più efficaci dei commenti su un blog, e che spesso coinvolgono già oggi molte più persone di quelle poche decine che scrivono qui: la mia pagina pubblica su Facebook, dove i commenti a un post appaiono tutti nella stessa conversazione (come su un blog); il mio account su Twitter, interpellando direttamente me ma in pubblico; il sempre valido indirizzo email, interpellando direttamente me e in privato. Attraverso questi tre canali già oggi cerco di rispondere sempre a tutti, cosa che sui commenti ormai non faccio da tempo.

A pensarci bene, la sua scelta è condivisibile. E’ già difficile trovare il tempo per scrivere quello che si ha in testa, se poi ci metti altro tempo a filtrare i commenti dei soliti rincitrulliti, off-topic oppure spammer e provi a moltiplicare questo lavoro per 2/3 piattaforme social, capisco benissimo che la sua decisione va solamente rispettata.

Nel mio piccolissimo, il flusso di commenti del blog non è minimamente paragonabile al suo. La condivisione che metto in pratica è volutamente tramite twitter senza postare su facebook. Riesco ancora ad apprezzare i pochi commenti che giungono sul blog senza doverne cancellare alcuno e non vedo motivi per seguire il suo esempio. Quindi, come diceva qualcuno, “Continuate a sparare, stronzi!!”

Via: Francesco Costa Blog

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