Stamina e il mio rifiuto a firmare

La storia di Federico, bambino affetto da una rara e grave sindrome, ha colpito un po’ tutti nella mia zona ed ha avuto risonanza nazionale. Al bimbo è stato consentito di essere curato con il metodo Stamina, sulla vicenda si è dovuto pronunciare un tribunale perché la cura in questione è di recente applicazione e viene svolta da un solo istituto in Italia.

Conseguentemente a questo episodio, è partita una importante campagna di raccolta firme per chiedere la possibilità di curare i prossimi casi a venire senza attendere che un tribunale si pronunci in merito. Sabato, a Fano, tantissime persone hanno firmato e personalmente, seppure avevo il banchetto delle firme accanto a quello in cui io operavo, mi sono rifiutato.

Perché l’ho fatto? Perché capisco il nobilissimo principio che sta alla base della mobilitazione, capisco il caso specifico del piccolo Federico (e di altri) che smuovono le coscienze di genitori e di tutti noi, però vorrei chiarezza. Innanzitutto vorrei capire meglio, sia di cosa si tratta e sia di quali siano gli eventuali rischi futuri di questa cura alternativa. La decisione del tribunale riguardava non a caso lo specifico trattamento di Federico, perché la cura è ancora troppo “acerba” per essere estesa a tutti i casi che si presentano. Non a caso, ieri è uscito un preoccupante articolo su Nature (non una rivista qualsiasi) che parla del pericoloso rischio che si è assunta l’Italia, e il ministro Balduzzi ha subito chiarito che la sua era solamente un’autorizzazione a sbloccare le procedure previste dai giudici, non un riconoscimento ufficiale.

Insomma, l’argomento è complicato ed è prettamente scientifico, e se Elena Cattaneo, direttrice del laboratorio sulle staminali dell’università di Milano, nell’articolo definisce il trattamento “pura alchimia”, allora io mi chiedo come posso io, con la mia solidale firma fondata su una completa ignoranza in materia, voler imporre un qualcosa del quale nemmeno afferro la portata attuale della complessità, figuriamoci la portata delle conseguenze future.

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2 comments

  1. Approvo pienamente questo tuo pensiero.
    Credo che troppo spesso su queste vicende ci sia troppa superficilaità.
    Inoltre non penso che il giudice sia un mostro e si diverta a negare le cure ai bambini che stanno per morire.

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