Mese: maggio 2013

L’ansia

In questi giorni non ho connessione Adsl in casa, è saltata e Telecom sta lavorando per ripristinare la linea. Di conseguenza, senza internet, ho riacceso la televisione. Poche cose, pochi minuti, non mi piace la TV e se non trovo film interessanti preferisco spegnere e leggere un libro.

Ieri sera mi son visto una puntata de “Il Testimone”, su Mtv, con Pif (sempre sia lodato) che ha seguito Roberto Saviano nel suo ritorno a Napoli dopo tanti anni. E’ da vedere, anche solamente per capire minimamente con che malessere ed ansia vive un personaggio sotto scorta, e che ritorna nel posto in cui parecchi vorrebbero farlo fuori.

La puntata integrale la trovate qui.

Firenze

Ho passato il weekend a Firenze, insieme a Chiara. Faccio subito una premessa-shock: non avevo mai visitato Firenze, intendo mai con gli occhi da turista. Liberato di questo peso, lascio spazio al resto.

Sono stati 2 giorni e mezzo davvero particolari, ricchi di tante belle cose nonostante il tempo avverso (soprattutto sabato). Un solo consiglio: “Teatro del Sale“, un posto davvero particolare, direi unico, non vi sto a spiegare di che si tratta, cercate info e se siete a Firenze per un paio di sere DOVETE prenotare (importante, posti limitati) ed andarci.

Per il resto, giro turistico tra Piazza della Signoria, Santa Maria Novella, Piazza Santa Croce, gli Uffizi, i Lungarni, Ponte Vecchio ed altri luoghi turistici (tra cui il civico in cui nacquero i Litfiba, per dire…). Intermezzi enogastronomici da non sottovalutare in posticini accuratamente selezionati per le vie del centro, pieni zeppi di gente ma che si meritano tutte le file di questo mondo.

Oltre alla cultura, qualche momento di riflessione sul significativo ricordo dei 20 anni dall’attentato di Via dei Georgofili, di cui si parlava in città e sui giornali locali, un barbaro attentato mafioso che io avevo quasi dimenticato. A pensarci bene, è una delle stragi di mafia più dimenticate di sempre, ma va ricordata, celebrata, pur senza clamori, ma con la giusta misura di memoria storica e critica politica e sociale. E’ importante non scordare mai cosa successe quella notte del 27 maggio 1993 nel cuore di Firenze.

In chiusura, tornando ai piccoli piaceri, per puro sfizio personale e dopo anni di vani inseguimenti, domenica mattina mi son sparato pure la DeejayTen, la gara podistica di Radio Deejay che partiva da Piazza della Signoria ed arrivava in Santa Croce dopo un giro turistico di 10km (o 5km per i principianti) poco fuori dal centro. 10.000 iscritti, finalmente un po’ di sole, lo show del Trio Medusa, molti baffi, un percorso mozzafiato passando da piazzale Michelangelo, la festa all’arrivo…insomma, bellissimo.
Risultato sorprendente, seppure non importante: ho chiuso in 50′ 10″, migliorando il personale(!!) sui 10km, considerando chei primi 2,5 km sono tra le viuzze del centro in mezzo ad una folla oceanica, direi che è andata piu’ che bene. Sono arrivato a 6 min da Linus ed a 4 min dal sindaco Matteo Renzi, che era partito in prima fila ma comunque zitto zitto è andato forte. Beh, so’ soddisfazioni.

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Fano Jazz – Salva l’edizione 2013

Il Fano Jazz By The Sea si terrà anche nel 2013. Riporto integralmente la bella notizia, arrivatami via mail poco fa. Mi sento di aver contribuito anche nella mia piccola parte, ma era fondamentale l’aiuto di tutti per non far morire questo  importante festival made in Fano.

Carissimi, Fano Jazz By The Sea e’ SALVO!!!!!!

Anche quest’anno, se pur con minor risorse, il Festival giunto alla XXI edizione si terra’ dal 22 al 28 luglio 2013.

Questo risultato niente affatto scontato lo si deve alla volonta’ di un vasto pubblico che ha riconosciuto al festival un valore assoluto i termini di: musica d’arte, radicamento nel territorio, cultura, pubblico, valore economico, storicita’, unicita’.

Un grande e forte ringraziamento va quindi a tutti coloro che si sono mobilitati; ed e’ straordinario come Fano Jazz By The Sea abbia dimostrato di saper raccogliere intorno a se una comunita’ sensibile ai temi della cultura.

In poco tempo e senza far tanto clamore centinaia e centinaia di persone di ogni eta’ e da ogni parte del mondo, hanno voluto sottoscrivere l’appello per affermare che Fano Jazz By The Sea non poteva e non doveva morire, perche’ rappresenta un valore per tutta la collettivita’.

Ammirevoli, significative, inaspettati, e a tratti commoventi i commenti lasciati da molti sottoscrittori.

Ben 17 pagine di motivazioni, uno spaccato che fa riflettere sul bisogno di cultura e sulla salvaguardia di progetti culturali legati al territorio.

Questo risultato ci incoraggia non poco; faremo tutti gli sforzi necessari per garantire ancora una volta un festival di alto profilo e confidiamo nella presenza di un vasto pubblico ai concerti in programma, come grande risorsa di ogni progetto culturale!

Capire il limite, e fermarsi prima

Matteo Renzi gode della mia stima e della mia attenzione politica, come quelli di tanti altri giovani che lo stanno seguendo, grazie anche ad una puntuale e fresca presenza mediatica.

Ora, io capisco voler piacere ai ragazzi, ma esiste un limite anche nel sembrare forzatamente al passo coi tempi. La comparsata ad Amici e le foto per il settimanale “Chi” mi fanno pensare che questo limite mediatico, oltre il quale si passa da stimato e geniale all’essere ridicolo e fuori dal tempo, sia stato ampiamente oltrepassato.

Via: Disambiguando

Kanye West e il nuovo album

Kanye West sta per tornare con un nuovo album, si chiamerà “Yeezus” e dovrebbe uscire dopo la metà di giugno. Nel frattempo, in anteprima e per gonfiare un pochino l’attesa dell’evento, ha proiettato su alcuni palazzi sparsi nel mondo la video premiere del nuovo singolo “New Slaves”.

Kanye West è un po’ difficile da collocare in qualche segmento musicale. Sicuramente il più talentuoso e geniale artista hip hop degli ultimi 10 anni, ha sviluppato uno stile ed una serie di collaborazioni trasversali che l’hanno portato decisamente fuori dai canoni tradizionali di quel genere, toccando l’apice di creazione artistica con un album capolavoro quale “My beautiful dark twisted fantasy”.

Kanye, personaggio mediaticamente esagerato, uno di quelli che farebbero le fortune di qualsiasi rivista di gossip per anni, artisticamente parlando secondo me ha ancora qualche coniglio da tirare fuori dal cappello, e son curioso di vedere che ha combinato stavolta dopo la deludente parentesi di “Watch the trone” con Jay-Z. Le premesse dell’album sono buone, soprattutto a vedere la lista di collaborazioni più o meno confermate.

Via: DLSO

Umiltà

Comunque vada a finire, ovvero che sia riconfermato o meno alla guida tecnica dell’Inter, Andrea Stramaccioni dovrà fare tesoro di tanti errori commessi.

Riconoscere umilmente i propri limiti e le proprie capacità potrebbe essere un buon punto di partenza, personalmente e professionalmente parlando. Quindi, il prossimo anno, se un bravo allenatore esperto ti dice che vinci giocando da provinciale (con piena ragione), il consiglio è di rispondere con più umiltà.

Consiglio musicale della settimana

Sto ascoltando “Comedown Machine”, ultima fatica degli Strokes.
Non son ancora a quel livello di ascolto per dire che sia un buon album, o un album pessimo e peggio ancora anonimo.
Penso che gli Strokes vanno amati a prescindere, “Is This It” portò la luce in un periodo molto buio per qualsiasi tipo di rock, e nel frattempo ridendo e scherzando son passati 12 anni e quattro album.
Il singolo è “All the time”, la mia preferita del momento è un’altra.

Io ce l’ho fatta, e non sono nessuno

Giacomo Jack Sintini è un pallavolista con una storia particolare, molto semplice da raccontare. Prima era un professionista della pallavolo, nel 2011 gli fu improvvisamente diagnosticato un linfoma, si è curato ed è guarito circa un anno fa. Non contento, è tornato a giocare, è stato chiamato da una delle squadre più forti d’Italia (e del mondo) per fare la riserva di un giocatore fondamentale come il palleggiatore. Fatto sta che Raphael, l’alzatore titolare, si fa male in gara4 della finale scudetto e quindi Sintini si ritrova a giocare la decisiva gara5 da titolare, senza aver mai praticamente giocato tutto l’anno, nel ruolo più delicato di tutti. E va a finire che vince, lui e la sua squadra.

La sua intervista a fine partita con Ale Antinelli è una di quelle cose che fanno bene allo sport, che fanno bene alla vita. E’ una testimonianza diretta di autentica gioia. Grazie, Jack.

Il nostro giovane talento

Dopo aver vissuto qualche mese anche in Norvegia, e dopo poco piu di due anni qui a Londra, mi rendo conto che -pur sentendo la mancanza del mio Paese- le opportunità in Italia per noi giovani non sono al passo con quelle che ci vengono concesse all’estero.
A Londra mi trovo in una azienda internazionale, dove l’età media e’ di 30 anni. Dove con impegno, ambizione e sicuramente flessibilita e passione, si ha modo di avanzare nella propria carriera professionale nel giro di poco tempo. Sono in un’azienda dove i manager ci tengono a formarti e a vederti crescere, dove danno peso alle tue proposte e ai tuoi interventi, dove a soli 25 anni ti mandano a seguire training sull’intelligence e le investigazioni online presso una delle maggiori centrali di polizia dell’Inghilterra, o dove ti mandano ad arrestare persone durante un’operazione di polizia, per poi proseguire con un interrogario in carcere, o dove ti fanno partecipare a meeting sulla criminalita organizzata presente in UK.

Roberta ha quasi 27 anni, è di Fano ma vive e lavora a Londra, è una delle migliori amiche della mia ragazza. La conosco da nemmeno 2 anni, ma è un tempo sufficiente per sapere quanto è in gamba. E’ stata intervistata da Radio24 in merito alla sua esperienza professionale e di vita.
Vi consiglio di leggere la sua intervista completa, la trovate a questo indirizzo.
P.s.: tra le millemila attività di questa ragazza, c’é la passione per la fotografia, che coltiva al pari di un hobby anche se potrebbe benissimo farne un lavoro. Il suo sito, spettacolare diario visivo di una vita a spasso per il mondo, lo trovate qui.

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Vip in Tweet

Se ne è parlato in passato, se ne riparla ora. Twitter è esploso grazie ai “Vip”, ma allo stesso tempo molti di loro, specialmente quelli che seguono direttamente i loro account, ne soffrono le regole, fanno fatica a gestirsi e ne finiscono tritati. Di esempi ce ne sono diversi, da Fiorello a Claudio Lippi, fino all’ultimo caso eclatante di Mentana.

Massimo Mantellini, uno che capisce qualcosina di queste dinamiche, ha scritto un articolo interessante meditando sulla cosiddetta gestione di questo tipo di comunicazione, detta orizzontale. Ve ne riporto lo stralcio che ho ritenuto più interessante:

Nella Internet percepita di Mentana e Battista Twitter è un’autostrada a 4 corsie nella quale, per la miseria, qualcuno improvvisamente si accorge che attraversare la carreggiata a piedi conducendo la carrozzina con due gemelli è una scelta sconsigliabile. Possiamo considerare tutto questo un vile attacco alla libertà dell’individuo o anche un insulto alla democrazia, perpetrato da migliaia di automobilisti anonimi? Possiamo dedurne che gli automobilisti potrebbero rallentare e fermarsi per farci attraversare l’autostrada? Nell’eldorado della Internet percepita forse sì, su qualsiasi altra autostrada normale no. Detto in altre parole: esistono dei codici, occorre adottarli.

In particolare i social network, che sono pezzi di Internet molto evoluta e che hanno imparato molto dalle dinamiche di rete sociale negli ultimi 15 anni, prevedono, anzi sono costruiti, pensando a questa idea di rete tollerante e filtrabile. Su Facebook Enrico Mentana può accettare solo i propri intimi amici, su Twitter può lucchettare il profilo o usare le liste e leggere solo le persone che gli piacciano o anche, sembra incredibile, bloccare gli imbecilli. Esiste perfino un tasto apposito. Gli interessa tutto questo? Ha tempo da dedicare a tutto questo? Non so, non mi pare. Nella sua testa è probabile che Internet dovrebbe adattarsi a lui, comprenderne ruolo ed intelligenza, sensibilità e diritti. Il serpentone autostradale, figura stupida per definizione, dovrebbe civilmente fermarsi per permettergli di attraversare la strada.

Quello che Mentana credeva facilmente gestibile quanto la conduzione di un TG si è in realtà rivelato insostenibile per diversi motivi. Sicuramente alla base c’è un minimo di sensibilità agli insulti presente in chiunque di noi (anche se famoso). E’ anche vero che a certi personaggi particolarmente incapaci a tutelare il proprio spazio (non facendolo gestire da appositi staff che filtrano le porcherie), magari narcisi e permalosi, resta indigesto il fatto che nessuno stenda tappeti rossi ogni qualvolta battano un colpo. E allora, se su twitter non sai starci, meglio che te ne vai senza nemmeno fare tanto casino.

Via: Manteblog