Ecomostri della laguna

Giovedì mattina questo tweet di Beppe Severgnini mi ha fatto tornare in mente il problema delle crociere che attraversano Venezia.

Per chi non lo sapesse, da alcuni anni attraverso la Giudecca è consentito il transito di questi bestioni del mare, che permettono lo sbarco direttamente nel cuore della laguna e il suggestivo ingresso praticamente in piazza San Marco.

Non so se vi è mai capitato di assistere direttamente a questa abominevole scena, personalmente nel 2011, durante un mio soggiorno a Venezia, notai piazza San Marco invasa da tantissime casacche fluorescenti guidate da un capogruppo. Erano loro, i turisti delle crociere, che scendono raggruppati in piccoli greggi, ognuno col suo numero, e girano per i maggiori poli turistici della città. Li ritrovi in tutte le zone della città, sono inconfondibili.

Le conseguenze negative sono diverse. A parte il pessimo impatto visivo ed ambientale per gli altri normali turisti che si vogliono godere la laguna, ci sono altri aspetti peggiori da considerare. Innanzitutto l’inquinamento, esagerato. Le dimensioni delle imbarcazioni fanno sì che si creino onde giganti anche nei canali più piccoli, creando problemi ai naviganti abituali, ai normali cittadini che si spostano o lavorano in aqua e pure ai gondolieri. Infine, le stesse onde impattano anche sulle abitazioni, che strutturalmente alla lunga potrebbero avere difficoltà nel ricevere cavalloni inaspettati che impattano sulle già particolari fondamenta delle case veneziane.

Le conseguenze positive sono, naturalmente, l’afflusso turistico maggiorato e il ritorno economico che ne segue, perché come potete immaginare girano soldi esagerati attorno a questi viaggi, le compagnie pagano fiori di soldoni per permettere ai propri clienti di vivere questa incredibile esperienza e il comune incassa pur dovendo subire critiche e lamentele di residenti e non.

Io capisco la volontà di proporre un’esperienza unica, ma qui si è andati oltre la decenza, ai confini del ridicolo, vendendo l’anima di una città che è un patrimonio non solo turistico, ma culturale prima di tutto. Non vorrei che poi si arrivasse a piangere sugli errori del passato quando è troppo tardi, con edifici irrimediabilmente rovinati, beni storici inagibili ed immancabili amministrazioni che scaricano colpe sui predecessori. C’é da sperare che il comitato “No grandi navi” un giorno possa gioire, ma siamo quantomai di fronte ad una lotta impari tra piccoli Davide opposti al gigante Golia, forte di interessi economici esagerati.

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One comment

  1. Per scomodare un detto d’oltralpe: l’argent fait la guerre e non occorre esser maliziosi per intuire i grandi interessi economici e commerciali coinvolti nel passaggio delle grandi navi da crociera.
    Il fenomeno è esemplificativo della totale incapacità delle amministrazioni e reggenze varie di gestire e governare la bellezza. I veneziani non hanno tradito la loro natura di mercanti ma ahimè, sono scaduti in una realtà di basso e lutulento commercio, di ignavia e rassegnazione dei cittadini, di geriatrico vecchiume sparso un po’ dappertutto.
    Venezia va protetta dal suo stesso splendore, se si continua a considerarla un’anticaglia finirà per divenire come Ercolano e Pompei.
    Ma non è tutto perso.
    La Venezia che non viene venduta ai turisti è una città piena di iniziative culturali, a misura d’uomo e di bambino, dove non manca il tempo per i rapporti interpersonali e la bellezza e la luce invadono le ore.

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