La Robur Pesaro e la pallavolo che scompare

La Robursport Pesaro non sarà al via del prossimo campionato di A1. Tutto ciò dopo dieci stagioni in massima serie, nelle quali la società pesarese ha vinto tutto quel che c’era da vincere (tre scudetti, una Coppa Italia, quattro Supercoppe Italiane e, in Europa, una Cev Cup e una Challenge Cup) tranne la Champions League (nella quale ha raggiunto la qualificazione alle Final Four nel 2011), e stabilito un record assoluto di vittorie consecutive in partite ufficiali (42, dal 2 aprile 2008 al 1° marzo 2009), nonché qualificandosi ai play-off per nove anni di fila. Nel palmares figurano anche una Coppa Italia di A2 e quattro trofei nel Sand volley (il Grande Slam messo a segno nel 2009 e la Supercoppa italiana vinta nel 2011)

Con questo comunicato, privo di motivazioni e ricco di palmarès, la Robur Sport Pesaro, squadra femminile di volley conosciuta anche come “Scavolini Volley”, lascia il campionato di A1. Un campionato che sta perdendo pezzi, che ne perderà altri in futuro e che si presenta con 10 squadre iscritte al momento, ed una situazione generale da brividi, con pessime prospettive vista l’incapacità di arginare la situazione anche a livello federale.

Nel mondo dello sport attuale la decisione dei dirigenti Robur credo sia un sincero atto di arresa senza sconfitta, a differenza di pessimi esempi negativi con cui si ha avuto a che fare negli ultimi tempi, specialmente nel mondo del volley femminile. Non ci sono soldi, inutile prendersi in giro e provare a tirare a campare, con il rischio di arrivare a fine campionato senza soldi per pagare le giocatrici, lo staff oppure la federazione.

La Robur ha scritto la storia della pallavolo femminile italiana, ha conosciuto giocatrici grandiose e ci ha fatto divertire come poche altre cose negli ultimi anni da queste parti. Io personalmente dovrei essere l’ultimo che si dovrebbe lamentare dell’attuale decisione, dato che ho sfruttato il periodo d’oro per abbonarmi nelle 2 stagioni successive al primo scudetto, per poi abbandonare il tifo (anche per motivi di tempo disponibile) nelle ultime, faticose, annate prive di successi. Da queste parti si sono viste le gesta di Costagrande, Skowronska, Guiggi, Sheilla, Ferretti, Jacqueline, Elke, Hooker e tante altre ragazze più o meno amate, ed è dura accettare la realtà dei fatti per chi fino a poco tempo fa (2 anni solamente) partecipava alla final four di Champions League.

Se volete una disamina più accurata, qualche curiosità sui perché ed anche un interessante spunto di discussione sul “cosa sta succedendo” a Pesaro e non solo, vi consiglio questo articolo a firma di un insider come Alberto Giunchi, che (a differenza mia) segue da tempo ed ha continuato a seguire le vicende delle biancorosse fino al triste epilogo.

Ad Maiora, cara Robur. Ti voglio ricordare così.

ROBUR

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