Sevilla

Di ritorno da Siviglia, compongo questo post sull’aereo che mi sta riportando a Bologna, per poi pubblicarlo a casa. Dormire è quasi impossibile dato il continuo tlin del campanello di servizio e il parlare al microfono del personale Ryanair, quindi meglio scrivere del mio viaggio.

Da dove iniziare? Intanto, dalle premesse. Avevamo scelto Siviglia perché avendo le ferie nella prima settimana di settembre ci sembrava un posto che garantisse caldo e sole, senza rinunciare alla cultura. E così è stato. Il clima andaluso non è parso per niente differente dal luglio italiano in termini di temperature, con sole cocente ma con la differenza di essere meno afoso e più ventilato, e la bellezza di avere luce naturale ancora fino alle 21 circa. A settembre, un lusso.

Siamo stati praticamente 3 giorni e mezzo a Siviglia, mentre un giorno siamo andati con il treno a Cadice, una bellissima cittadina di mare sulla costa che si affaccia sull’Africa. Credo sia stata la scelta migliore, perché oltre a Cadiz potevamo uscire altri giorni e vedere anche Granada, o Cordoba, o Tarifa, o altre località andaluse, ma ci saremmo comunque visti tutto senza assaporare niente. In questo modo, invece, abbiamo respirato e vissuto la vita di Siviglia in diversi modi, dal risveglio ritardato con la colazione nel nostro appartamento, le uscite per visitare alcuni posti, il pranzetto veloce, il piacere della siesta in casa o su una panchina al parco, ripartire visitando altre zone per poi finire di nuovo a perdersi nei vicoli, mangiare su degli sgabelli in mezzo al chiacchierare della gente e tornare a casa, magari un po’ “alticci”, e continuare a sentire il brusio della strada dal terrazzo dell’appartamento.

Scriverò in seguito i miei consigli su Siviglia (cosa visitare e come viverla dal mio punto di vista di turista alla prima visita). Spendo invece due parole sulla Spagna, che avevo visitato altre 3 volte, ma nella quale non tornavo dal 2007. Cosa è cambiato nel frattempo? Il suo fascino resta immutato, ma dal punto di vista sociale le differenze mi sono balzate agli occhi. Una infinità di cartelli “se vende” e “se alquila” (affitta) sono posti nelle finestre di ogni palazzo che ti vedi attorno, è chiara ed evidente la preoccupazione di una crisi che non porta lavoro e che specialmente in Andalusia, ci dicevano e leggevamo, registra il tasso più alto del paese. Diciamo pure che io ho ritrovato la Spagna con occhi diversi, dato che nel 2007 erano in pieno “periodo Zapatero” e tutto faceva supporre che quello fosse il paese da seguire, da imitare e da invidiare, ed io stesso mi vedevo in un futura esperienza di vita e di lavoro lì…oggi sinceramente mi è parso diverso e non mi ha riservato le stesse attrattive, ma è chiaro che anche le mie prospettive sono cambiate parecchio.

E’ stata comunque un’ottima vacanza, altra esperienza indimenticabile e testimonianza del fatto che viaggiare, come sempre, aiuta un’infinità di altre cose. Ad esempio, tanto per fare il pavone, il mio spagnolo è tornato attivo e splendente (!?!?) a distanza di anni dalla mia ultima visita in terra iberica. Di questo, ne sono sicuro, non devo ringraziare il corso serale fatto alcun anni or sono, bensì la lettura quasi quotidiana delle testate sportive spagnole. In fondo in fondo, non tutto il calcio viene per nuocere…

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2 comments

  1. io ero stato nel hatto 2004 mi sembra, e di siviglia mi aveva colpito il fatto che fosse un “cantiere aperto”. mi ricordo che ogni cantiere era finanziato dall'”ajuntamento de andalucia” (mi sembra) che era una specie di finanziatore pubblico, ed immagino che la crisi abbia tagliato quei soldi li.
    di fatto avevo avuto l’impressione di un posto splendido che se non ci investe il pubblico per primo difficilmente riesce ad attirare capitali privati, un pò come il nostro mezzogiorno.
    e cmq se siete arrivati a cadice, dovevate ritornare passando per algeciras, fermandovi a “los canos de meca” e “cabo trafalgar” (http://goo.gl/Bnrh48, http://goo.gl/Bnrh48)… che posti!
    di ritorno poi potevate prendere questa “autostrada sul nulla” (http://goo.gl/7doDFE) e il concetto di “investimento pubblico” ritorna preponderante…

  2. In effetti ci sono una infinità di stabili e di opere con davanti una targhetta e il riferimento all’opera realizzata tramite l’Ajuntamiento (si, proprio quello). Per il resto, tante opere in via di realizzazione, alcune ambiziose come alcuni palazzoni davanti alla stazione dei treni ed in via generale un sentore di stallo totale dopo il mega impulso palazzinaro del governo Aznar e che mi ricordo tangibile durante le mie altre visite.

    A Cadice siamo andati in treno, purtroppo era l’unico modo per farlo in tempo veloce ed in giornata. La prossima volta mi segno le città e mi faccio il tour andaluso. 😀

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