Siviglia – Consigli per l’uso

Alcuni consigli per un viaggio a Siviglia, che mi sembrano dovuti e che scrivo volentieri anche se riferiti alla mia sola visita di pochi giorni.

Cosa visitare: oltre ai posti che vi segnalano le guide e che non potete non visitare (cattedrale, torre giralda, alcazar) a noi è piaciuto tanto il barrio Santa Cruz e poi assolutamente consigliata una visita nella zona del Parque de Maria Luisa con l’incantevole Plaza de Espana.

Dove alloggiare: vi consiglio un appartamento, mi è parso di capire che vanno per la maggiore (il nostro si chiamava Apartamientos Santa Barbara, molto ben recensito), che alla fine vi costa come un bed&breakfast e vi lascia più libertà potendovi gestire un po’ tutto a modo vostro.

Come spostarsi: da aereporto al centro città vi bastano solitamente 2 bus e ve la cavate con 6 euro a testa invece dei 23 circa che vi chiede un tassista (linea EA fino a Santa Justa e poi linea 32 fino al capolinea e siete in Plaza Duque). Per girare noi siamo sempre andati a piedi, e ve lo consiglio perché vi perdete un mare di cose, il bus l’abbiamo usato solo per andare in zona Stadio (Sanchez Pijuan, le mie fisse…) che resta fuori dal fulcro delle zone principali, la metro credo sia quasi inutilizzata e poco funzionale.

Cosa mangiare: il consiglio è farvi la colazione in casa. Prendete l’occorrente in un market per una colazione all’italiana con magari qualcosa preso nelle tante panetterie o pasticcerie che ci sono nelle vie del centro. Per gli spagnoli il concetto di colazione è molto vago e riconducibile ad un caffè, quindi o andate per l’english breakfast in una cafèteria oppure vi gestite da soli. Per pranzo e cena la parola Tapas è il verbo assoluto, di certo nella zona il pesce è ottimo (almeno per la mia esperienza) ma una volta che entri nel giro dei tapas-bar ti scordi dei ristoranti e vai con quelli. Se andate a Cadice, obbligatorio prendere un “Pescaido fritos” ma vi verrà voglia solo passeggiando per le calles e sentendo l’odore fortissimo del fritto che invade i vicoli.

Cosa bere: no sangria (molti non ce l’hanno proprio), andate per il “tinto de verano” che altro non è che vino rosso, allungato con acqua gas, limonata o aranciata (a seconda di come lo prendiate) e dei cubetti di ghiaccio. In alternativa una semplice cana (si pronuncia “cagna”, birra piccola alla spina). Se andate a Cadice e non dovete guidare per tornare allora prendetevi una manzanilla (o semplicemente uno sherry), che ci sta benissimo e siete vicini al triangolo di produzione andalusa dello speciale vino liquoroso.

Tapas: da menzionare a parte perché dove vi girerete troverete una lavagnetta con questa parola e una sfilza di nomi incomprensibili. Sono “piatti” da gustare un po’ al volo, alcuni con pane altri senza, composti da pesce, carne o verdure, un po’ di tutti i tipi, le varietà sono infinite. Le tapas migliori noi le abbiamo mangiate all’ESLAVA, che era sotto casa ed è un posto dove siamo tornati perché davvero è IL posto. Non fatevi spaventare dalla fila, chiedete ai camerieri di mettervi nella lista per fuori (in sgabelli o in piedi…non fatevi mai mancare la pazienza) oppure per un quasi impossibile tavolo dentro. Sgomitate e intanto ordinate da bere, il resto verrà da sé grazie al personale che è impeccabile. Gli altri posti in cui abbiamo mangiato tapas e che erano consigliati sulla Lonely sono comunque andati benissimo (dalla Vineria Sal Telmo ad un posticino a ridosso del Barrio de Santa Cruz).

Andalusi: non il massimo del calore e dell’accoglienza, questo ci è sembrato un comune denominatore. Fatto salvo per la sopracitata Eslava, negli altri posti ci è spesso capitata un’accoglienza “genovese” nel servire ai tavoli e prendere ordinazioni. Sono fatti così e per quello che mi è capitato non si sforzano nemmeno a venirvi incontro con l’inglese. Imparatevi le cose fondamentali in spagnolo, perché in italiano facevano più confusione che altro. Rideteci su e bevete un bicchiere di vino, in fin dei conti è una vacanza e va vissuta come tale…non fate i soliti precisini italiani che si aspettano tutto come da loro. Se è questo quello che volete, allora l’Andalusia non fa per voi.

Hasta luego!

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