Mese: ottobre 2013

Banksy in NY

Banksy è un writer newyorkese, un artista misterioso che non conoscevo prima di pochi giorni fa. I suoi disegni sono veri e propri oggetti da collezione, e valgono migliaia di dollari.

Sto seguendo giornalmente le sue ultime opere, che fanno parte di un progetto chiamato “Better Out Than In”, nel quale è prevista un’opera al giorno durante tutto il mese di ottobre in diversi quartieri di New York.

La cosa fantastica è che non sempre si parla di murales, o graffiti, ma anche di video, installazioni, sculture e perfino un passaggio di un camion che trasportava peluches che emettevano versi.

Naturalmente, questo tipo di arte non è molto gradita al sindaco. A me, invece, piace un sacco.

Foto: Banksy

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Bentornato Mourinho

Credo che Josè Mourinho abbia attraversato il suo periodo più cupo, mediaticamente parlando. Ad inizio stagione c’era qualcosa che era evidentemente cambiato in lui, le stagioni al Real Madrid hanno sicuramente lasciato un profondo segno sulla sua autostima e sulla sua reputazione di “vincente ovunque”. E’ vero, Mourinho ha vinto, a Madrid. Ma non ha vinto abbastanza. Il Barcellona è parso spesso extraterrestre, inarrivabile. Soprattutto Mou ha diviso, sia squadra che tifosi, cosa inedita per quanto riguarda le sue passate esperienze.

Forse era il momento buono per fermarsi e scegliere qualcosa con più calma, scaricando completamente le tensioni del post madridismo. Invece, dopo la cocente delusione del Manchester United di non affidargli la panchina del dopo Ferguson, ha chiamato Abramovich ed ha ottenuto di nuovo la panchina dei blues.

L’avvio al Chelsea è stato difficile, non tanto come risultati, quanto come un’apparente stanchezza di fondo, che avevo notato sia in conferenza stampa che durante e post-partita.

Ad oggi,  dopo l’exploit a fine partita di domenica, posso quasi dire che Josè abbia superato il momentaccio. Credo sia tempo di tornare ad essere amato/odiato come prima. Bentornato, maestro.

 

A difesa della Costituzione – Anpi Pesaro

Venerdi sera, presso la sala Pierangeli della provincia, ho partecipato ad un dibattito organizzato da ANPI Pesaro, per informare i cittadini sul disegno di legge che sta per essere approvato in via definitiva e che dovrebbe derogare l’articolo 138 della nostra Costituzione, un articolo preziosissimo che definisce le regole fondamentali (tipo maggioranze larghe e votazioni lunghe) per rendere più difficile le modifiche della carta costituzionale.

All’incontro erano presenti il professore Giovanni di Cosimo, oltre al deputato Andrea Cecconi del movimento 5 stelle. Erano stati invitati altri esponenti provinciali che siedono in Parlamento, ma con mia sgradita sorpresa hanno tutti disertato (da qualcuno non me l’aspettavo, tipo Sel che sembra tenere molto a questa faccenda era completamente assente).

Di Cosimo, docente di diritto costituzionale, ha spiegato in maniera esemplare i rischi che comporterà questa deroga, davvero pericolosa. Cecconi, dal canto suo, ha rimarcato i punti fondamentali della questione e la battaglia per la difesa di questo articolo che sta portando avanti il suo movimento, e che condivido in pieno.

Sembra inevitabile che la deroga “passi” anche alle prossime votazioni, poi l’ultima via possibile per impedire il tutto sarà solamente tramite un referendum, dove potrebbe essere anche difficile rimandare al mittente la proposta, dato che c’è la voluta (e diabolica) volontà di accorpare a questo cambiamento anche altre modifiche che riscuoteranno evidenti approvazioni popolari (abolizione delle province e riduzione dei parlamentari, per dirne due).

Insomma, una questione importante, che andrebbe diffusa e approfondita in molte altre sedi, e soprattutto che ci venisse quantomeno esposta anche da altri partiti in maniera chiara.

Una cosa, da questo dibattito, mi sembra di averla sicuramente colta: l’attuale governo “delle larghe intese” non è mai stato così tanto solido, e sulle fondamenta di questa volontà comune di derogare questo articolo terranno unite le loro forze, ed essendo il tutto realizzabile in tempi non brevissimi, c’è da prendere in seria considerazione l’ipotesi di Cecconi, secondo cui per almeno un anno il governo terrà duro ed alla fine del semestre europeo, allora si, potrà cadere. Ma prima, fatte le dovute valutazioni, sembra davvero difficile che accada.

Non solo Banca Marche

E’ bene sapere che in Italia, ad oggi, esistono 12 banche in amministrazione straordinaria. Tra queste, c’è pure Banca Marche, un colosso locale.

Il tema per tutte è non solo fare piazza pulita dei disastri delle gestioni ordinarie, ma in molti casi trovare nuovi capitali per ripristinare i ratio patrimoniali. E’ la strada perseguita con insuccesso a Jesi dove occorreva trovare nuovi investitori disposti a entrare nel capitale della banca con almeno 400 milioni di risorse fresche. Non si sono trovati e alla fine il commissariamento è parso inevitabile. L’altra possibilità è quella dopo aver pulito i bilanci di trovare una banca più grande in grado di salvare gli istituti sotto tutela. Ma anche questa appare un via poco praticabile…

…Alla fine il conto lo pagheranno dipendenti e vecchi azionisti che pagheranno i dissesti provocati in passato da manager che in realtà piccole hanno spesso fatto il bello e cattivo tempo. Credito facile agli amici spesso fuori dal territorio in cui opera la banca senza essere sottoposti a controlli. Veri e propri dominus che indisturbati hanno mandato al tappeto le banche che guidavano. Loro di certo non pagheranno il conto.

Ne parla oggi il 24Ore in questo articolo.

Sciolto e decontratto

Domenica mattina, dopo un nebbioso risveglio, ho partecipato al “Giro dei 3 colli”, podistica organizzata dalla società in cui sono iscritto, la UPD Calcinelli.

Le premesse erano le peggiori, dato che mi trascinavo da alcuni giorni problemi di raffreddamento, e soprattutto visto che erano 2 settimane che non correvo come si deve, non avendo potuto farlo nemmeno durante la settimana.

Tempo sereno, caldo (forse troppo per essere metà ottobre) e nebbia mattutina che si dirada via via che ci si avvicina alla partenza. Percorso davvero tosto, ma indubbiamente bello. Partenza dalla piazza di Calcinelli, passaggio a Saltara e salita fino alla Villa del Balì, con discesa finale in picchiata per tornare al punto di partenza.

Dislivello notevole, distanza pure. Crisi personale arrivata puntuale come da copione, forse anche troppo presto secondo i miei calcoli. Cardio spaventoso dato che al secondo km in leggero falsopiano sfioravo i 180bps, roba da ricovero. Nella testa iniziano ad affiorare intenzioni di ritiro, riesco a tener duro, affronto Saltara nel miglior modo possibile e svallo dal Balì in discesa per un ritorno alla base mai tanto sofferto.

Tempo vicino agli 1:08:00, distanza di 12km e 600m circa, un fiatone clamoroso. La foto che vi lascio testimonia il mio arrivo, sciolto e completamente decontratto.

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La bio di Alex Ferguson

Uscirà in Italia a Febbraio, edita da Bompiani, la biografia di Alex Ferguson, ex manager e mito del Manchester United.

Se proprio vogliamo imparare qualcosa su come si gestisce un gruppo, su quella che è stata la sua magnifica storia umana e sportiva, credo che questo signore abbia qualcosa da raccontare.

Detenere la leadership di un gruppo, nonostante 49 trofei vinti  e 27 anni sulla stessa panchina. A pensarci bene, una follia totale nel mondo del pallone dei giorni nostri.

Non vedo l’ora di leggerla.

Le domande a Golia sul metodo Stamina

Torno sul metodo Stamina, di cui avevo già parlato tempo fa.

Lo faccio perché stamattina il blog di Lucacicca segnala questa iniziativa di alcuni giornalisti, che hanno posto 10 domande a Giulio Golia delle Iene, uno che s’è preso particolarmente a cuore la questione del metodo e delle cure del dottor Vannoni.

Sono 10 domande che avrei voluto fargli pure io. Perché non c’è scetticismo che non possa essere smentito, ma altrettanto non c’è ignoranza che non possa essere dimostrata.

Vediamo se risponde.

Mario Monti e le parabole

Il pensiero del giorno va a Mario Monti.

Non riesco ancora a spiegarmi come sia riuscito a passare, in meno di due anni, dalla copertina del Times con tanto di investitura di “salvatore dell’Europa” allo scaricare le colpe dei suoi fallimenti politici anche addosso alla Bignardi che gli avrebbe appioppato sulle braccia un cane a sua insaputa.

Una parabola discendente degna di un approfondito studio universitario, magari nella sua cara Bocconi.

Negare non vale quanto Insegnare

La morte di Eric Priebke e la (volutamente) goffa organizzazione dei suoi funerali, tipico esempio di disorganizzazione amministrativa e maliziosa confusione procedurale italiana, ci hanno riaperto gli occhi su una realtà che troppo spesso ci sfugge e troppo spesso ci lascia indifferenti: chi crede in ciò che ha fatto Priebke, e che lo stima e non lo condanna per questo, esiste ancora.

E’ importante che ci sia stata sbattuta in faccia questa cosa, perché altrimenti sembra che parliamo di cose di storia, mentre la realtà si presenta diversa. Non tutti sono giovani, rasati, con i bomber neri e gli anfibi. La schiera di quelli che non riconoscono l’Olocausto o le pratiche di sterminio naziste o similnaziste, è folta, e molti di questi frequentano ambiti molto meno popolari e subculturati. Per questi non si parla di ignoranza, e quindi la faccenda è forse più grave, perché si parla di voluta consapevolezza.

E’ il caso delle dichiarazioni di Odifreddi, oppure delle opinioni dei Lefevriani, ordine religioso che ha trovato terreno fertile per poter riproporre la loro stupida teoria revisionista. Oltre a questi, non ho dubbi che ce ne sono tanti altri, che non hanno detto nulla ma che la pensano esattamente come loro.

Il negazionismo, dato che esiste, va chiamato per nome ed è più attuale di quanto ci sembri. Credevamo riguardasse solo Ahmadinejad e basta, ma non è così. Trovo sia giusto renderlo punibile, e spero che si dissolva l’empasse in Senato sulla proposta supercelere che è stata fatta in merito al riconoscerlo come reato.

Si, è vero, non risolverà niente. Oppure è altrettanto vero che ci sono cose più importanti. Ma forse anche no. Magari è importante capire che tutto quello che altri vogliono negare in realtà è successo ed è importante scriverlo e legiferarlo se non basta urlarlo. E’ importante, mai come in questi momenti, meditare, ricordare e insegnare. Usiamo la morte di Priebke per alimentare qualcosa che va contro tutto quello che lui ha sempre voluto difendere. La memoria deve essere tenuta viva, le testimonianze di vita vanno via via scomparendo, quindi teniamo alto il livello dell’istruzione su ciò che è stato e che non deve tornare. Insegniamo anche i numeri, perché ci aiuteranno a smentire le illazioni che altri avanzeranno.

In questo modo impareremo qualcosa, ma non uccideremo e non manderemo all’inferno nessuno, non alimenteremo odio e non faremo il loro gioco. E seguiremo gli insegnamenti di chi ci ha preceduto, e ne è uscito fuori con la forza di raccontare ciò che è stato.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.                      (Primo Levi)

 

Internazionale F.C.

Tratto dall’Atto Costitutivo dell’Internazionale Football Club:

Nascerà qui, al ristorante “l’orologio”, ritrovo di artisti, e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo

Il nostro destino e la nostra storia risiedono da sempre nel nostro nome.

Forza Inter, sempre. Anche se, da oggi, molto indonesiana.