Negare non vale quanto Insegnare

La morte di Eric Priebke e la (volutamente) goffa organizzazione dei suoi funerali, tipico esempio di disorganizzazione amministrativa e maliziosa confusione procedurale italiana, ci hanno riaperto gli occhi su una realtà che troppo spesso ci sfugge e troppo spesso ci lascia indifferenti: chi crede in ciò che ha fatto Priebke, e che lo stima e non lo condanna per questo, esiste ancora.

E’ importante che ci sia stata sbattuta in faccia questa cosa, perché altrimenti sembra che parliamo di cose di storia, mentre la realtà si presenta diversa. Non tutti sono giovani, rasati, con i bomber neri e gli anfibi. La schiera di quelli che non riconoscono l’Olocausto o le pratiche di sterminio naziste o similnaziste, è folta, e molti di questi frequentano ambiti molto meno popolari e subculturati. Per questi non si parla di ignoranza, e quindi la faccenda è forse più grave, perché si parla di voluta consapevolezza.

E’ il caso delle dichiarazioni di Odifreddi, oppure delle opinioni dei Lefevriani, ordine religioso che ha trovato terreno fertile per poter riproporre la loro stupida teoria revisionista. Oltre a questi, non ho dubbi che ce ne sono tanti altri, che non hanno detto nulla ma che la pensano esattamente come loro.

Il negazionismo, dato che esiste, va chiamato per nome ed è più attuale di quanto ci sembri. Credevamo riguardasse solo Ahmadinejad e basta, ma non è così. Trovo sia giusto renderlo punibile, e spero che si dissolva l’empasse in Senato sulla proposta supercelere che è stata fatta in merito al riconoscerlo come reato.

Si, è vero, non risolverà niente. Oppure è altrettanto vero che ci sono cose più importanti. Ma forse anche no. Magari è importante capire che tutto quello che altri vogliono negare in realtà è successo ed è importante scriverlo e legiferarlo se non basta urlarlo. E’ importante, mai come in questi momenti, meditare, ricordare e insegnare. Usiamo la morte di Priebke per alimentare qualcosa che va contro tutto quello che lui ha sempre voluto difendere. La memoria deve essere tenuta viva, le testimonianze di vita vanno via via scomparendo, quindi teniamo alto il livello dell’istruzione su ciò che è stato e che non deve tornare. Insegniamo anche i numeri, perché ci aiuteranno a smentire le illazioni che altri avanzeranno.

In questo modo impareremo qualcosa, ma non uccideremo e non manderemo all’inferno nessuno, non alimenteremo odio e non faremo il loro gioco. E seguiremo gli insegnamenti di chi ci ha preceduto, e ne è uscito fuori con la forza di raccontare ciò che è stato.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.                      (Primo Levi)

 

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