A difesa della Costituzione – Anpi Pesaro

Venerdi sera, presso la sala Pierangeli della provincia, ho partecipato ad un dibattito organizzato da ANPI Pesaro, per informare i cittadini sul disegno di legge che sta per essere approvato in via definitiva e che dovrebbe derogare l’articolo 138 della nostra Costituzione, un articolo preziosissimo che definisce le regole fondamentali (tipo maggioranze larghe e votazioni lunghe) per rendere più difficile le modifiche della carta costituzionale.

All’incontro erano presenti il professore Giovanni di Cosimo, oltre al deputato Andrea Cecconi del movimento 5 stelle. Erano stati invitati altri esponenti provinciali che siedono in Parlamento, ma con mia sgradita sorpresa hanno tutti disertato (da qualcuno non me l’aspettavo, tipo Sel che sembra tenere molto a questa faccenda era completamente assente).

Di Cosimo, docente di diritto costituzionale, ha spiegato in maniera esemplare i rischi che comporterà questa deroga, davvero pericolosa. Cecconi, dal canto suo, ha rimarcato i punti fondamentali della questione e la battaglia per la difesa di questo articolo che sta portando avanti il suo movimento, e che condivido in pieno.

Sembra inevitabile che la deroga “passi” anche alle prossime votazioni, poi l’ultima via possibile per impedire il tutto sarà solamente tramite un referendum, dove potrebbe essere anche difficile rimandare al mittente la proposta, dato che c’è la voluta (e diabolica) volontà di accorpare a questo cambiamento anche altre modifiche che riscuoteranno evidenti approvazioni popolari (abolizione delle province e riduzione dei parlamentari, per dirne due).

Insomma, una questione importante, che andrebbe diffusa e approfondita in molte altre sedi, e soprattutto che ci venisse quantomeno esposta anche da altri partiti in maniera chiara.

Una cosa, da questo dibattito, mi sembra di averla sicuramente colta: l’attuale governo “delle larghe intese” non è mai stato così tanto solido, e sulle fondamenta di questa volontà comune di derogare questo articolo terranno unite le loro forze, ed essendo il tutto realizzabile in tempi non brevissimi, c’è da prendere in seria considerazione l’ipotesi di Cecconi, secondo cui per almeno un anno il governo terrà duro ed alla fine del semestre europeo, allora si, potrà cadere. Ma prima, fatte le dovute valutazioni, sembra davvero difficile che accada.

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