My Two Euro for Pippo Civati

Ho iniziato a seguire con un certo interesse la corsa alla segreteria del PD, in vista delle primarie che si terranno l’8 dicembre.

I candidati, per chi non lo sapesse, sono Civati, Cuperlo, Pittella e Renzi. Sono stati pubblicati anche i documenti congressuali, una sorta di manifesto programmatico sulle idee che hanno i candidati, cosa vogliono fare di questo sgangherato PD ed in prospettiva cosa vogliono fare di questo paese in caso di eventuale futuro governo.

Per quanto mi riguarda, credo che andrò a votare. Ho scartato da subito le opzioni Pittella e Cuperlo, cercando di capire chi tra Civati e Renzi sia meritevole di un voto.

Ho scaricato i pdf di entrambi, mi son letto prima quello di Renzi (totale 18 pagine), ed in seguito ho letto pure quello di Civati (sono 70 pagine…), e la mia idea me la sono già fatta e ho paura che sia dura cambiarla da qui a dicembre.

Non è il miglior Renzi quello che abbiamo di fronte, questo credo sia chiaro a tutti quello che lo hanno seguito da un po’ di tempo a questa parte. Non dico mediaticamente parlando, ma proprio nei contenuti stessi. Civati, da molti punti di vista, sembra molto più sul pezzo, consapevole e soprattutto politicamente pronto per una segreteria del partito. Non parla per grandi linee, finora ha esposto idee chiare e seguito linee coerenti. Su molte cose, forse troppe, Renzi è ripetitivo pur vagando nell’astratto, per luoghi comuni ed utilizzando slogan che ormai non hanno più, almeno sul sottoscritto, l’effetto desiderato.

Tifavo per Renzi, un anno fa, e lo votai. L’ho sempre seguito con interesse, ma in questo momento sinceramente non me la sentirei di dargli il mio voto. Quanto a Civati, sarebbe un vero peccato vederlo perdere un’occasione simile solamente per l’evidente gap mediatico che lo separa da Matteo. Mi è parso lampante il fatto che Pippo stia lavorando da molto più tempo a questo progetto, e soprattutto con le giuste prospettive e la dovuta competenza su tutta una serie di problematiche, soprattutto interne al partito, che vanno risolte e cambiate prima di ripresentarsi per guidare un governo. Su tesseramento, partecipazione, idee, prospettiva e tanti altri punti Civati mi ha convinto.

Al momento, senza dubbi, il mio appoggio va a lui, pur consapevole di giocare una partita della quale credo sappiamo già tutti il risultato.

Per contro, non dico che rinnego Renzi, dico solo che lo vedrei molto meglio in un altro ruolo, ma non in quello di segretario del Partito Democratico.

Certo che, nostalgicamente, ripensando alla prima Leopolda, è davvero un peccato pensare a queste due persone così diversamente capaci e che non sono riusciti a portare avanti assieme quel grande progetto comune. Peccato, davvero.

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