Mese: dicembre 2013

“Don’t laugh”

Ci sono cose, sportivamente parlando, che vanno viste ed apprezzate anche da chi non frequenta quel mondo, oppure non è interessato o appassionato ad un preciso sport.

Lo speciale di Sky Sport in cui Federico Buffa racconta la storia del più grande giocatore di pallacanestro della storia, ovvero Michael Jordan, rientra esattamente in questa categoria.

Regalatevi, se potete, un’ora di spettacolo.

La prima corsa con nuovo Gps

Ferie natalizie significa anche momenti di svago che in altri periodi dell’anno difficilmente riesci a ricavarti. E momenti di svago, per il sottoscritto, molto spesso coincidono con momenti di sport praticato.

Stamattina, complice un graditissimo regalo natalizio, sono uscito a correre per provare il mio nuovo orologio Gps, un TomTom Runner, dato che per un anno ho corso con solo cronometro, mentre per gli allenamenti usavo un cardio e in aggiunta il mio Ipod Nano.

Ho testato il Gps su un percorso che mi piace parecchio, tutto intorno a casa, anche se l’assenza di corsa “seria” da quasi un mese e mezzo e le condizioni meteo non proprio favorevoli, hanno sicuramente influito sulla prestazione. Ma oggi era importante correre, uscire, provare delle belle sensazioni, e l’obiettivo è stato raggiunto in pieno.

Sono “salito” a Monte Giove, peccato perché il tracciato parte praticamente un km dopo che sono partito, data la difficoltà iniziale nel prendere il segnale. Poi, tutto bene, interfaccia semplice, scritte belle grandi e visibili e cardio collegato e funzionante.

Infine, la sorpresa finale. Il mio Ipod sullo stesso percorso mi ha indicato per diverse volte un totale di 12km circa. Il Gps, impietoso, dice che sono nemmeno 9, considerando il km andato a vuoto possiamo arrivare a 10. Il motivo di questa discordanza è molto semplice, l’iPod usa un accelerometro per calcolare le distanze, che quindi va in funzione del movimento dell’apparecchio…e scendere per la discesa della “Patuccia” saltellando praticamente sul posto per non cadere all’avanti, data la ripidità del dislivello, deve aver compromesso non poco la valutazione delle distanze.

L’avevo sempre sospettato, ora ne ho avuto al riprova inconfutabile, anche perché leggendo le comparazioni online il TomTom risulta molto più preciso di altri ottimi rilevatori Gps da corsa. Poco male, per quanto possa servirmi.

Vi linko il percorso e i dettagli della sessione, spero sia visibile anche ai non iscritti.

Lo trovate qui.

Gps prima corsa

Un giorno a Stamford Bridge

Premessa fondamentale: 36h circa tra andata e ritorno, di cui praticamente 12 a disposizione per girare Londra prima di Natale, ed ho impiegato un pomeriggio intero per andare a vedere una partita di Premier League. Questa follia, da sola, sarebbe da analizzare, se non fosse che era stato tutto progettato in anticipo, e con l’assenso di chi mi accompagnava e mi ha seguito pure allo stadio.

Sabato 14 dicembre, Londra, si gioca Chelsea – Crystal Palace, partita (e derby cittadino) del campionato inglese, calcio d’inizio ore 15 ore locale.  Avevo già i biglietti, comprati tramite il Chelsea Club Italia. Mattinata in giro per le vie dello shopping, pranzo veloce e poi in movimento verso la zona dello stadio, abbastanza lontana da dove eravamo ma facilmente raggiungibile in metro.

Tensione che sale perché avevo progettato di arrivare in zona Stamford Bridge (lo stadio del Chelsea) alle 14 ma a quell’ora ero ancora in metro. Mentre attendo lo scambio con la linea gialla che doveva portarmi a Fulham Broadway, ecco arrivare un gruppone di persone con sciarpe bianco-azzurre dei colori del Chelsea a rassicurarmi. Non sono in ritardo, e questo è bene.

Saliamo in metro, il 90% delle persone ha una sciarpa o una maglia del Chelsea, ma dentro silenzio totale, ognuno chiacchiera a bassa voce con il vicino di posto. Arriviamo a destinazione, sapevamo che dovevamo solo seguire questo fiume di persone per arrivare allo stadio, situato a circa 300 metri. Si aprono i portelli, iniziano i primi cori. Saliamo in strada e troviamo pochi poliziotti a cavallo e qualche steward, nel frattempo noto che a noi si mischiano altre persone con sciarpe rosso/blu…erano i tifosi del Palace, la squadra avversaria, tranquillamente a spasso con noi cantando i loro cori indisturbati. Impensabile, nel nostro paese.

Poi lo stadio, da fuori abbastanza normale, una bella struttura, all’entrata nessun problema ai tornelli, nessuna fila disordinata, nessun documento o pass da esibire, solo un controllo formale delle borse e il passaggio tra le sbarre. Poi all’interno, zona accoglienza con bar e birreria, schermi in ogni parete che trasmettono in diretta la partita del giorno, la sfida al vertice tra ManCity ed Arsenal, che per la gioia dei tifosi “Blues” sta stravincendo il Manchester, quindi c’è occasione per accorciare sulla prima in classifica.

Da qui, la scala d’ingresso allo stadio. Noi eravamo al primo anello, settore “East Stand”, quarta fila partendo dal campo, quindi praticamente qui.

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Mi godo l’atmosfera, il riscaldamento (che a me piace sempre quanto la partita, vai a spiegare certe cose), il graduale popolamento di tutto lo stadio (sold out) e poi pronti ad iniziare. Pubblico tutto in piedi fino al calcio d’inizio, poi tutti seduti a godersi lo spettacolo. Emozioni davvero uniche, con il rumore del pallone e le voci dei giocatori lì davanti a te, cori continui ma mai fastidiosi, pubblico caldo nel settore Palace e pubblico un po’ “snob” da parte Chelsea, grande sportività e rispetto massimo anche tra i giocatori in campo.

Che dire, davvero difficile spiegare tutto questo se non si vive. Ho visto partite e visitato alcuni degli stadi più belli, da San Siro allo Juve Stadium, dal Camp Nou al Bernabeu, ma nel caso inglese vince l’insieme delle cose, unico e inimitabile. E’ un’occasione unica di riconciliazione con il calcio, inteso come sport e valori sportivi nel più profondo significato del termine. Rispetto, agonismo, valori tecnici elevati, professionalità e divertimento. Qui c’è tutto, funziona, e guarda caso porta soldi, investitori, e stadi pieni.

Confronto sistema inglese/italiano: è vero, gli stadi possono fare la differenza e molto del nostro “arretramento calcistico” rispetto a queste realtà risiede sicuramente nelle strutture inadeguate ed obsolete. Ma bisogna andare ad analizzare altre cose. In Inghilterra s’è creato un sistema per cui ognuno è portato a vivere questo momento nel massimo rispetto, perché sa che se fa una cazzata anche fuori dallo stadio, per lui sono guai grossi. Temo che nella nostra realtà lo stadio aiuti, ma non risolva i veri problemi, che avvengono FUORI dallo stadio e che risiede nel radicato pensiero che l’avversario ed i suoi tifosi sono innanzitutto nemici da eliminare, e non parte attiva dello spettacolo.

Confronto tecnico/tattico: sicuramente non il massimo in quanto a tattica, soprattutto in fase difensiva, che in entrambe le squadre è stata deludente. Detto questo, a livello tecnico e agonistico siamo su un pianeta completamente differente dal nostro. Intensità altissima per tutto l’incontro, e dire che giocavano contro la seconda e la penultima. Tecnicamente, logico che i buoni giocatori fanno la differenza. Il Chelsea aveva in panchina Eto’o, Lampard, Schurrle, Oscar e Cole. Tutti giocatori che in qualsiasi squadra italiana sarebbero top player da ingaggio massimo.

Non aggiungo altro, perché ce ne sarebbero di cose da dire e da analizzare su tanti aspetti, ma non basterebbero 3 topic. Se proprio ci tenete, fatemi domande e vi risponderò.

Vi lascio un breve video girato a bordocampo prima del match, girato con qualità pessima grazie al mio storico BB. Fa schifo, per poco non mi cade pure lo smartphone…ma è un bel ricordo di un momento felice.

Londra A/R in 36h

Sono stato a Londra in questo fine settimana. Sarebbe perfino errato definirlo weekend, dato che io e Chiara siamo partiti venerdi alle 16 e domenica mattina alle 10 eravamo già atterrati ad Ancona.

Un blitz inedito, ma voluto e reso possibile grazie all’ennesima disponibilità di amici che ci hanno ospitato. Poche cose, come un giro tra i negozi del centro, una veloce ricerca di regali non andata a buon fine, una partita di premier league, una cena da Byron, un pranzo dal greco e un’altra serata passata a tavola mangiando cibo libanese recapitato direttamente a casa.

Era la mia terza volta a Londra, sicuramente mai così veloce, ma sempre inspiegabilmente affascinante ai miei occhi nonostante abbia tutto per tenermi lontano, dalla pioggia al costo della vita.

Per il match di sabato farò un post a parte, perché lo merita.

In merito a tutto il resto, grazie Londra ma soprattutto grazie Robi, grazie Nico e grazie a chi, insieme a me, non riesce mai a star ferma e mi segue in certe imprese sciagurate ed uniche.

Tornare a correre, nel modo giusto

La mia prima stagione di corsa “seria” sta volgendo al termine, diciamo pure nel peggiore dei modi, dato che mi son fermato da un paio di settimane, non per scelta ma per colpa di una contrattura rimediata durante la classica partitella a calcio con amici.

L’inverno è grande nemico della corsa, le podistiche locali sono quasi tutte finite, quindi questa settimana torno a correre come meglio riesco, nel poco tempo libero disponibile.

A proposito di correre, ho letto ieri un articolo su Outside con 10 semplici consigli scritti da Alberto Salazar, uno che ha vinto qualcosina correndo in giro per il mondo.

Ve li riporto, tradotti. Fatene tesoro, soprattutto se principianti.

1) Essere coerenti con il proprio piano di lavoro. Se è possibile correre 4 giorni la settimana, si possono ottenere il 90 % dei risultati di 7 giorni di corsa.
2) Prendere sul serio i giorni di riposo, ci devono essere, soprattutto dopo i lavori più duri, senza eccezioni.
3) Aumentare i km gradualmente, mai aumentare oltre il 10% ogni mese. Si scopre di essere andato oltre al limite sempre quando è troppo tardi per rimediare, quindi non strafare.
4) Correre il più possibile su erba, trail, sporco. Le superfici dure aumentano i traumi, meglio allenarsi sul morbido.
5) E’ difficile correre più velocemente di quanto ci si allena. Meglio programmare intervalli di lavoro sulla velocità.
6) Potenziare l’intero corpo, dato che tutto il resto guida le gambe. Rafforzare la schiena è fondamentale, meglio farlo tramite lavori di flessibilità dinamica come yoga, pilates e arrampicata piuttosto che pesi e lavoro in palestra.
7) Indossare le scarpe giuste. Ognuno ha un modo di appoggiare il piede che va supportato e gestito da scarpe specifiche. Se il piede va in pronazione o in supinazione ci vogliono calzature con supporti.
8) Perfezionare la postura mentre si corre. Braccia che spingono in avanti, senza incrociare. Schiena dritta e piede che poggia bene.
9) Ci sono periodi in cui credi di spingere te stesso oltre un certo limite. Darci dentro e non pensare mai di essere mentalmente debole da non affrontare quello che verrà in seguito.
10) Utilizzare, bene, la tecnologia. Gps, cardio, ipod possono tutti aiutarti a seguire e perfezionare i tuoi programmi di lavoro.

Frase del giorno

Io penso che anche Renzi voti per me nel segreto dell’urna perché sono l’unico che punta a mandare a casa le larghe intese

Pippo Civati, con l’intervista pubblicata su Repubblica oggi, si conferma l’unico motivo valido capace di farmi compiere uno sforzo terribile domenica prossima, ovvero andare a spendere 2 euro per votare il candidato segretario alle primarie PD.

Giovanissimi

Dal comunicato n.82 della Lega Calcio Seria A:

Ammenda di € 5.000,00 : alla Soc. JUVENTUS per avere suoi (giovanissimi…) sostenitori rivolto ripetutamente ad un calciatore della squadra avversaria un coro ingiurioso.

Il giudice sportivo della Seria A ha inflitto 5.000 euro di multa alla Juventus per gli insulti rivolti ad un giocatore avversario. Il coro in questione, ormai un classico, è urlare “ooooOOOOOO MERDAAA!” ad ogni rinvio del portiere. Il problema, questa volta, è che il coro è stato fatto dai giovanissimi ragazzini invitati dalla Juve nei settori dello stadio che erano stati chiusi ai “grandi”. Questo ci meritiamo. I bambini imparano dai grandi, ed apprendono il peggio, soprattutto in uno stadio, specialmente in Italia.

Tosel ha fatto bene a sanzionare la Società, ed ha fatto ancora meglio a sottolineare quel “giovanissimi”. Fosse stato per me avrei nuovamente chiuso la curva, guarda un po’ che ti dico.

Alla Juve si dicono sconcertati per la multa. Non ne avete il diritto, dico io. Perché siamo bravi e lungimiranti quando apriamo ai bambini, ci promuoviamo come un esempio per tutti e ci prendiamo i meriti e i vantaggi in immagine. D’altro canto, dovremmo essere anche severi e irreprensibili quando non li educhiamo a dovere. Sarò uno senza cuore, ma sottoscrivo in pieno ogni parola di Fabio Capello.