Mese: gennaio 2014

Niseko

Niseko è una località turistica invernale del Giappone. Si trova nell’isola di Hokkaido, ad un’ora circa di aereo da Tokio, ed è un posto veramente particolare. Il perché è descritto molto bene nel bellissimo servizio che Outside ha dedicato a questo posto nel numero di gennaio

Visit Niseko for ten days in January and you will ski nearly five feet of fresh snow—more than most resorts receive in a month.

Detto in parole povere, ogni anno a Gennaio c’è “un culo” di neve.

Ma non è che sia un caso, il bello è che ciclicamente si formano nello stesso mese di ogni anno le stesse condizioni per cui è SICURO che nevichi costantemente. E la neve è particolare, perché è polverosa e quindi perfetta per escursioni in backcountry, con fuori pista perfetti e immacolati. Le piste sono aperte 12 ore al giorno e pure in notturna la vallata è quasi praticamente tutta accessibile anche nei boschetti…in pratica, il paradiso.

Un amico c’è stato un paio di anni fa, ha provato a spiegarmi a parole la faccenda ed ha concluso allargando le braccia dicendo “guarda…cazzo…devi andarci, inutile che te lo spiego sennò non rendo l’idea di cosa ti trovi sotto la tavola”.

Se volete andare a Niseko dall’Italia con il gruppo giusto, vi consiglio di contattare i ragazzi del 6punto9, uno staff fantastico con cui ho fatto un paio di camp, e che sono aperti a tutti i livelli di apprendimento. Loro vanno da diversi anni in Giappone,  e proprio questa settimana sono a Niseko.

Io…chissà…i prossimi anni…ma forse è meglio che me lo levi dalla testa il prima possibile.

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Listone Fanese

Daniele Sanchioni è il candidato sindaco di Fano per la coalizione del Centrodestra, ed ha presentato in questi giorni la sua candidatura con una cena. Nel comunicato, leggo questo.

Siamo una grande Coalizione: 11 forze politiche tra partiti e liste civiche.

11 (undici) forze politiche in una sola lista.

Credo che questa faccenda nasca malata in partenza, per diversi motivi.

Ditemi voi se sia possibile governare anche un solo semplice comune con un numero simile di partiti e partitini, soprattutto dopo l’esperienza degli ultimi anni in cui gli assessorati più problematici erano guarda caso gestiti da personaggi non facenti parte della lista civica vincitrice (a caso mi viene da fare il nome di Silvestri). E’ inevitabile che in meno di cinque anni la cosa diventi ingestibile.

Seconda cosa, come ha detto Oscardo Ferri (se non vado errato), quella che era stata una strategia vincente prima con Aguzzi (candidare un ex-centrosinistra in lista con il centrodestra) non è detta che possa funzionare una seconda volta, soprattutto se si esce da un quinquennio non proprio favoloso alla guida della città.

Un’altra cosa che si potrebbe dire, magari, è che invece che provenire dalla sola Agricoltura, il candidato proviene direttamente dal PD, ed è pure assessore provinciale sotto lo stesso partito, e non mi sembra che si sia ancora degnato di dare le dimissioni, cosa che io riterrei opportuna se, come dichiara lui stesso, ritiene il Partito Democratico “un partito da rottamare”.

Buona campagna, in senso elettorale ma anche in senso agricolo.

BieberOn

Se non l’avete già saputo, ve lo dico io. Justin Bieber è stato arrestato ieri a Miami per una corsa clandestina.

Tralascio i giudizi e la mia totale convinzione sul fatto che il ragazzo, purtroppo, è destinato a seguire le stesse tappe di altri baby-fenomeni prima di lui (mi vengono in mente a caso Culkin e la Spears). Mi soffermo su altro.

Entro su twitter. Vedo i trend di oggi. In top c’è l’hashtag #WeWillAlwaysSupportYouJustin. Ci clicco sopra, il primo tweet che mi compare è questo:

 




ero rimasto alle contese adolescenti tra Blur/Oasis e TakeThat/East17.
E’ probabile che mi sia perso qualcosa, negli ultimi anni. Meglio così.

il Mister

Verso la fine della biografia di Javier Zanetti, c’è un capitolo intero intitolato “il Mister” che parla di Josè Mourinho.

E’ interessante leggere, per la prima volta,  il modo di concepire il pallone dalle parole di uno che ha vissuto i suoi metodi di lavoro direttamente, in questo caso mai voce fu più autorevole del capitano dell’Inter probabilmente più forte di sempre.

Alcuni virgolettati rubati allo Special One mi sono veramente piaciuti, e sono rimasti bene impressi nella mente di Zanetti.

Tratto dal discorso al primo giorno di ritiro estivo, davanti al gruppo di giocatori allibiti che non si stesse correndo ma si stesse seduti in sala riunioni a parlare:

Io pretendo da voi solo due cose: grande attenzione e grande intensità. Non pensate sia facile perché sono atteggiamenti che pretendo su ogni cosa che fate insieme. Nelle riunioni, in allenamento, in partita e nel dopo-partita quando cercheremo di capire cosa ha funzionato e cosa no. Se sarete sempre attenti andremo lontano altrimenti abbiamo già perso, stamattina.

Sulla “filosofia” di gioco:

Il segreto è pensare. Vi allenerete a pensare e vi rafforzerete pensando . Penserete gli schemi che vi indico, giocherete a pallone pensando. Avete capito? Un giocatore che non pensa non può giocare a calcio.

Le valutazioni di Zanetti tra metodo ed applicazione pratica:

Pensare giocando, giocare pensando. La filosofia di Mourinho efficace in partita ed ardua in allenamento. Ad esempio creare tre campetti ravvicinati, in cui in uno si gioca a tre tocchi, in uno a due, in uno “di prima”.  Non appena riusciamo ad applicare le regole del campo dove stiamo giocando, un fischio di Mourinho ribalta tutto e si ricomincia da capo. Chi doveva fare tre tocchi passa a giocare di prima e viceversa. “Alta intensità!” urla il Mister, e noi sudiamo per lui.

Le tattiche psicologiche per tenere tutti sulla corda:

…alla vigilia del periodo più difficile, quando dovevamo affrontare due finali e la Roma era avanti a noi in campionato, un giorno ci richiama tutti in allenamento e passando davanti a noi uno per uno, si ferma davanti a me ed esclama: “Anche tu, Zanetti…non corri per il campo, cammini!”. Ci rimasi male, l’istinto fu di difendermi “ma come, Mister…mi puoi rimproverare tutto ma non che cammino”. Poi capii a cosa si riferiva, era un modo per tenere tutti sulla corda, per dire “se ho rimproverato Zanetti, il capitano, allora vuol dire che siete tutti in discussione”.

Pare che la strategia funzionò a dovere.

Foto | Inter.it

Tempismo e trasparenza

Oggi sul blog di Beppe Grillo appare un articolo che invita ad una consultazione tra gli iscritti per decidere quale sistema elettorale sia migliore tra maggioritario e proporzionale.

Per fine febbraio la legge elettorale del M5S nelle sue linee essenziali sarà pronta.

Ricordo ancora un post, sempre nel medesimo blog, che invitava tutti ad una consultazione per formulare una legge elettorale idonea a rappresentare la volontà popolare.

La legge elettorale è fondamentale per il funzionamento dello Stato e la stessa legittimità delle istituzioni. Per questo deve essere il MoVimento 5 Stelle nel suo complesso a deciderla. ..Il percorso informativo/decisionale durerà qualche mese e definirà la legge elettorale ufficiale del M5S.

Il post era del 26 settembre. In mezzo sono passati 4 mesi.

Matteo Renzi è diventato segretario del PD l’8 dicembre. Il 2 gennaio ha proposto 3 tipi di riforma della legge elettorale, ed ha presentato una bozza quasi definitiva il 20 gennaio.

Capisco la filosofia alla base del Movimento, ma è anche vero che se bisogna fare una consultazione popolare per ogni decisione che si vuol prendere, il rischio è di essere poco tempestivi. Così ci si ritrova ad inseguire il bistrattato Renzi su un punto cardine della propria proposta politica originaria.

Credo non se lo aspettassero nemmeno loro, un impatto simile. E credo sia chiaro a molti che il gioco delle prese per il culo, del Renzie-Fonzie, è finito, e che si giocano una bella fetta del proprio elettorato ora che qualcuno sta provando a fare qualcosa ed ha decisamente smosso le acque.

Per contro, è doveroso dare atto ai Cinquestelle della loro operazione trasparenza, con pubblicazione online di tutti i rendiconti dei propri parlamentari. Una rivoluzione che spero costringerà tanti altri a conformarsi in futuro.

Prima di loro, su questo tema, c’era il nulla assoluto.

Confusione

Capita sempre più spesso, stamattina è già successo due volte.

Diversi clienti dello studio commerciale vedono le diverse trasmissioni di attualità e approfondimento della sera (La7 regna sovrana, in questo campo) che si occupano sempre più spesso dei disservizi del paese. Guardano i servizi e fanno propria la disperazione della gente alle prese con Tares, Imu, Mini-Imu, IUC, ecc. e si precipitano in ufficio con la domanda “top trend” degli ultimi periodi “ma scusate, sicuri che io non ho nient’altro da pagare oltre a quello che mi avete consegnato?”.

Io stesso, ieri sera, facendo zapping ho visto le scene apocalittiche di un ufficio tributi di Roma preso d’assalto dalle 5:15 nel mattino, con tanto di lista di attesa improvvisata e totale caos all’interno con ressa collettiva di fronte agli sportelli, con il contribuente accerchiato da 10 persone che lo pressano da dietro, in barba a privacy e civiltà.

Spiace dirlo, ma posso solo dare ragione a queste persone. Io stesso, lo ammetto, faccio fatica a distinguere ormai le sigle, le periodicità e le competenze delle tasse che sono state introdotte negli ultimi scandalosi periodi di malgoverno. Provo a mettermi nei panni di un 75enne, e la prima cosa che farei è chiedere aiuto.

Se vogliamo iniziare a mettere in chiaro alcune cose, mettiamo tra i primi posti una seria revisione del sistema fiscale. Non è più accettabile una gestione simile, né da parte dei contribuenti, né da parte dei consulenti e di chi cerca di avvicinare le parti. E in tutto questo, in pochissimi mesi il governo Letta ha fatto solamente disastri, perché non va bene essere populisti, ma ci vuol poco ad essere realisti vedendo ogni giorno la realtà da dentro.

Foto | TvBlog

Una tranquilla Domenica in scioltezza

Io e la corsa, epopea infinita di storie.

Succede che accetto l’invito del mio gruppo podistico per un’uscita di gruppo la domenica mattina. Si parte alle 8 dalla piazza di Calcinelli. Vado col Lodo, un amico fidato, e decidiamo di fare circa 10 km.

Poco prima di partire, si creano due gruppetti, quelli da meno vanno per 15km, che é tanto per me al momento attuale, ma che accetto comunque di provare non avendo alternative valide e non conoscendo bene il percorso.

Morale della favola: giro che si è allunga troppo, crisi fisica clamorosa con gambe che si inchiodano dopo i 15 km e mi costringono a fermarmi almeno 3 volte. Vengo recuperato in auto a quasi 20 km sul ponte di Calcinelli dal Lodo che aveva intuito le mie difficoltà non vedendomi tornare alla base. Un calvario inaudito, la peggiore crisi della mia breve carriera. Questo il giro di oggi.

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