Il vero Bike Sharing

Apprendo questa sera, tramite la tv locale, che a soli 3 mesi dall’installazione a Fano del servizio di bike sharing, una gran parte delle postazioni risultano prive di biciclette, altre invece sono state dismesse per lo scarso utilizzo invernale.

Ora partirà una serie di controlli presso i possessori delle chiavi, che si sono regolarmente iscritti in comune per il servizio di noleggio biciclette, e credo verrà fuori che molti di loro se le tengono in casa.

La faccenda mi fa sorridere, principalmente per 2 motivi.

Innanzitutto sarei veramente curioso di capire il VERO motivo per cui possa essere vantaggioso installare delle postazioni di bike sharing ad inizio ottobre per poi sorprendersi del fatto che siano inutilizzate o deteriorate.

Poi, mi è tornata in mente la mia esperienza di bici a noleggio a Parigi. Si chiamano Velib e le trovi nei posti più turistici della cittadina, e non credo siano soggette agli stessi problemi delle nostre bicilette arancioni. Il motivo? Il prelievo delle Velib può essere fatto solo tramite carta di credito o pass Navigo (nominativo), e preventivamente viene verificata dalla stazione di prelievo (sul posto, non in Comune) la disponibilità di almeno 150 euro che ti prenotano in pre-addebito sulla carta (in caso ti venisse voglia di non riportarla entro i tempi stabiliti).

Insomma, regole chiare e mezzi di controllo idonei rendono la faccenda molto più facile da gestire. Magari, la prossima volta.

Foto | PU24

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4 comments

  1. Il servizio di cui parli, quello con carta di credito, l’ho visto in varie città medio/grandi (mestre, verona, bruxelles) mentre quello che c’è a fano sembra destinato a città piccole… mi vien da dire anche che a fano dovranno risolvere gli stessi problemi che immagino avranno avuto a pesaro, senigallia e le altre città che adottano lo stesso tipo di servizio.
    Quindi boh, secondo me sia quello che con carta di credito che quello adottato a fano sembrano servizi validi: entrambi sono a rischio vandalismo allo stesso modo; anzi, le strutture con carta hanno pure i pos sulle pensiline e sembrano genericamente bici più costose.
    Inontre, se qualcuno ha ben pensato di tenersi la bici in casa è proprio fesso: in pratica prendendo la bici dalla rastrelliera sei costretto a lasciare sulla rastrelliera stessa la chiave, che è numerata ed associata al proprietario: sarà uno scherzo quindi per il comune ritrovare il responsabile e farsi rimborsare i soldi dei danni.
    Per il discorso bici rimosse d’inverno, avrei invece da ridire su quella rastrelliera davanti al pesce azzurro: non mi sembra un “parcheggio scambiatore” quello, nel senso che non è comodo da raggiungere in auto per lasciarla lì ed andare in bici da altre parti. Inoltre, per i turisti lo vedo poco utile perchè sei già in zona mare, fai quasi prima a piedi 🙂
    Sarebbe secondo me il caso di spostare proprio quella rastrelliera e metterla o davanti la stazione delle corriere (è vero che ce n’è una li vicino in zona sport park, ma in zona stazione treni-bus più ce ne sono meglio è) e soprattutto metterne una nel parcheggio del cimitero e/o nel parcheggio dietro lo scientifico (magari c’è già ma anche li più ne metti meglio è).

    1. Uhm…sono parzialmente d’accordo.

      Non ci piove che si può migliorare la fruizione del servizio in alcune zone, e magari limitarlo in altre (se non eliminarlo del tutto). D’altro canto, credo che un preaddebito in carta e la consapevolezza di aver dato i tuoi numeri di codice siano il miglior deterrente possibile per evitare spiacevoli inconvenienti come la mancata restituzione e la conseguente caccia al responsabile.

      Che poi, scusami, ma come diavolo funzionano queste di Fano?
      Mi danno una chiave, registrata a mio nome. Ok.
      Inserisco la chiave, la bici si sgancia e posso andare, la chiave resta nella rastrelliera.
      Poi, per riprendere la chiave, devo tornare per forza a ridepositare la bici nel posto in cui l’ho presa?

      1. >Che poi, scusami, ma come diavolo funzionano queste di Fano?
        Il funzionamento è lo stesso a senigallia e pesaro e in tutte le città del circuito http://www.bicincitta.com, tanto che puoi usare la chiave presa in un comune qualsiasi.
        comunque si: ti registri in comune e dietro cauzione di 10 euro ti danno una chiave nominale.
        Poi vai alla rastrelliera e con la chiave estrai la bici, mentre la chiave rimane li sul “blocchetto”. Entro mezzanotte del giorno stesso devi riportarla nel punto in cui l’hai presa, riprendendoti la chiave, pena multa.
        Se te la rubano basta che denunci il furto ai carabilieri, se fai danni difficilmente qualcuno se ne accorgerà perchè una volta che l’hai messa giù non c’è modo di risalire a chi l’ha presa, ma comunque le bici sono dei pezzi di ferro iperresistenti con le ruote piene, al massimo ti si può rompere un pedale o il cavalletto.

        Quanto al deterrente, sicuramente con la carta di credito stai più tranquillo, ma ad occhio mi sembra un servizio più “costoso” anche da erogare, anche se effettivamente in ottica turismo è molto più comodo usare la carta di credito piuttosto che fare la fila in comune e perdere una giornata di sole per avere la chiave.
        Detto questo, tecnicamente se voglioni “te s’inculano” comunque, con entrambi i sistemi.

      2. Ah, ecco.

        Capisco che Fano non è Parigi e nemmeno Verona, ma il bello sarebbe proprio offrire la possibilità di poter lasciare la bici in zone completamente diverse da dove l’hai presa. O almeno, a me questa possibilità mi aveva fatto girare Parigi con molta più tranquillità.

        BTW Fano non ha una metropolitana e per coprire le zone più lontane tra una rastrelliera e l’altra bastano 10 minuti, quindi ci sta che tu debba riportarla al posto d’origine.

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