il Mister

Verso la fine della biografia di Javier Zanetti, c’è un capitolo intero intitolato “il Mister” che parla di Josè Mourinho.

E’ interessante leggere, per la prima volta,  il modo di concepire il pallone dalle parole di uno che ha vissuto i suoi metodi di lavoro direttamente, in questo caso mai voce fu più autorevole del capitano dell’Inter probabilmente più forte di sempre.

Alcuni virgolettati rubati allo Special One mi sono veramente piaciuti, e sono rimasti bene impressi nella mente di Zanetti.

Tratto dal discorso al primo giorno di ritiro estivo, davanti al gruppo di giocatori allibiti che non si stesse correndo ma si stesse seduti in sala riunioni a parlare:

Io pretendo da voi solo due cose: grande attenzione e grande intensità. Non pensate sia facile perché sono atteggiamenti che pretendo su ogni cosa che fate insieme. Nelle riunioni, in allenamento, in partita e nel dopo-partita quando cercheremo di capire cosa ha funzionato e cosa no. Se sarete sempre attenti andremo lontano altrimenti abbiamo già perso, stamattina.

Sulla “filosofia” di gioco:

Il segreto è pensare. Vi allenerete a pensare e vi rafforzerete pensando . Penserete gli schemi che vi indico, giocherete a pallone pensando. Avete capito? Un giocatore che non pensa non può giocare a calcio.

Le valutazioni di Zanetti tra metodo ed applicazione pratica:

Pensare giocando, giocare pensando. La filosofia di Mourinho efficace in partita ed ardua in allenamento. Ad esempio creare tre campetti ravvicinati, in cui in uno si gioca a tre tocchi, in uno a due, in uno “di prima”.  Non appena riusciamo ad applicare le regole del campo dove stiamo giocando, un fischio di Mourinho ribalta tutto e si ricomincia da capo. Chi doveva fare tre tocchi passa a giocare di prima e viceversa. “Alta intensità!” urla il Mister, e noi sudiamo per lui.

Le tattiche psicologiche per tenere tutti sulla corda:

…alla vigilia del periodo più difficile, quando dovevamo affrontare due finali e la Roma era avanti a noi in campionato, un giorno ci richiama tutti in allenamento e passando davanti a noi uno per uno, si ferma davanti a me ed esclama: “Anche tu, Zanetti…non corri per il campo, cammini!”. Ci rimasi male, l’istinto fu di difendermi “ma come, Mister…mi puoi rimproverare tutto ma non che cammino”. Poi capii a cosa si riferiva, era un modo per tenere tutti sulla corda, per dire “se ho rimproverato Zanetti, il capitano, allora vuol dire che siete tutti in discussione”.

Pare che la strategia funzionò a dovere.

Foto | Inter.it

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