Mese: aprile 2014

Il momento

Ieri sera mi son visto la stellare sfida di semifinale champions tra Bayern Monaco e Real Madrid. Per chi non lo sapesse, ha stravinto il Real praticamente giocando una partita perfetta contro un Bayern che invece non si era mai visto così spaesato e inerme.

Molte immagini, tanti episodi salienti, ma ricorderò questa partita soprattutto per un momento tra i tanti.

A metà primo tempo, con il Real Madrid già in vantaggio per 3 a 0 e il passaggio alla finale praticamente deciso, il centrocampista Xabi Alonso ha commesso un inutile fallo a metà campo, un’evidente entrata da cartellino giallo.

Alonso era diffidato, sapeva che un’ammonizione gli avrebbe fatto saltare la finale, quindi ha cercato di “camuffare” il fallo cadendo a terra pure lui. L’arbitro non ha abboccato, e si è diretto verso di lui con il cartellino giallo in mano. Il giocatore spagnolo è rimasto seduto sull’erba diversi secondi, inconsolabile, a ragionare tra sé e sé sulla stronzata appena fatta, ma questo non gli ha evitato l’ammonizione (inevitabile perché giusta) arrivata puntuale. La sua faccia descriveva in maniera impeccabile la delusione di non poter giocare la prossima partita, quella più importante della stagione.

Son storie di sport, dettagli, che a me piacciono tanto. Xabi Alonso non ha bisogno di dimostrare nulla, ha vinto tutto, anche più volte, sia con i club sia con la Spagna, ed è uno dei 3 giocatori più forti del mondo nel suo ruolo. La cosa bella, in tutto questo, è forse proprio questa: ho vinto tanto, voglio vincere ancora. Balotelli, guarda e impara.

Foto | Abc.Es

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Libération

Venerdì scorso ero a Lucrezia, per l’annuale e consueta podistica del giorno della Liberazione. L’unica volta in cui ho corso in maniera quasi del tutto scollegata, pensando più agli altri che a me stesso.

Avevo coinvolto due amici e li avevo pure convinti a partecipare, praticamente senza allenamento, e percorrere 10 km sotto un sole costante ed un caldo improvvisamente bestiale.

E’ andata benissimo, per loro, entrambi arrivati al traguardo in tempi ragionevoli. Per me non è andata, nel senso che non ho mai pensato a quello che normalmente mi importa quando si gareggia, perché non era la cosa importante. E’ stata una di quelle volte in cui i sorrisi degli amici coprono i pensieri personali e i cronometri valgono zero.

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I furbetti cadono sempre in piedi

Che fine hanno fatto i “furbetti del quartierino“?

A distanza di quasi dieci anni, pochi giorni fa mi sono imbattuto in questo articolo di Repubblica, che spiegava la vita attuale di Ricucci, Coppola, Gnutti e tutta la combriccola che nel 2005 venne fermata sul più bello, dopo un’estate di scalate finanziarie pazzesche.

Adesso sono di nuovo in campo. Come se la vita, alla fine, fosse una plusvalenza. Danilo Coppola, Er Cash, due tentati suicidi, un crac da 300 milioni per il quale è stato infine assolto, è uno dei player meno “esibiti” (dal «mondo istituzionale», come lo chiama lui) della partita Expo 2015. Vola tra Roma e Milano con il jet personale; per il megaprogetto Porta Vittoria è riuscito a farsi dare 180 milioni dalle banche, e, se è vero che l’operazione gliene porterà in tasca 500, vuol dire che sotto l’audace (e resistente)carré alla francese il cervello è ancora fino. Stefano Ricucci adesso è Mister Ricucci: ha spostato i suoi affari a Londra («altra mentalità, si lavora meglio»), ramo real estate nel senso che, quando il tombeur de femme riposa, compra e vende case da nababbi, senza più abitarle. Ricordate Luigi Zunino da Nizza Monferrato? Ora si muove in tandem con il miliardario californiano Tom Barrack (già re della Costa Smeralda), per niente intenzionato a mollare la presa sul suo ambizioso progetto firmato Norman Foster: Milano Santa Giulia.

Tutti in campo. Nessuno si è veramente suicidato e nessuno di loro se la passa in gattabuia. Per chi, al tempo, esultò e rise delle loro disavventure, ora la solita conferma della realtà attuale: i furbetti cadono sempre in piedi. Mortacci loro.

L’anti-informazione

Luca Sofri ci illumina, e ci informa come dovrebbe fare un buon giornalista, prendendo ad esempio la notiziona sparata ieri a caso da quasi tutte le testate italiane (Repubblica sempre in testa al corteo, btw), secondo cui Facebook avrebbe deciso di spegnere Whatsapp per far passare tutti sull’app interna Messenger troppo poco sfruttata.

La notizia si è poi rivelata infondata.

Fatto sta che stamattina in ufficio già un paio di colleghi erano a discutere delle eventuali disastrose conseguenze che ne sarebbero derivate.

E’ incredibile come più il mondo ci offra informazioni, e più le informazioni che arrivano non vengano verificate o approfondite.

Strisce chimiche

Il mio assessore comunale preferito ha annunciato in pompa magna la novità del momento sulle strade fanesi: le super strisce pedonali.

Tengo tutto a mente, ne riparliamo fra 3/5 anni.

Questo materiale rappresenta un’importante novità di utilizzo, favorisce il deflusso delle acque garantendo il drenaggio di qualunque superficie e pure in caso di pioggia permette la massima rifrangenza. Inoltre tale tipo di applicazione ha una durata media che va dai tre ai cinque anni; questo consentirà da una parte di evitare la continua manutenzione di tali attraversamenti che tra l’altro, in queste strade a forte densità di traffico, è soggetto a maggiore deterioramento e dall’altra risparmio di risorse normalmente destinate alla manutenzione ordinaria per questi tipi di interventi.

Fonte | OcchioAllaNotizia

Diplomato

Alla fine, la mia tanto sospirata ed attesa prova sulla mezza maratona, è finalmente arrivata.

E’ stata una domenica intensa, quella di ieri. Sveglia alle 5:30, partenza assieme a due compagni di squadra alle 6:15 per San Benedetto del Tronto. Arrivo in forte anticipo, ritiro pettorali con calma e poi giretto di perlustrazione sul percorso prima della partenza delle 9:15 circa.

Tempo nuvoloso e variabile, temperatura e condizioni perfette per correre. Percorso lineare, con zero dislivello e un circuito di 2 giri con 2 rettilinei, di cui uno lunghissimo, con poche variazioni per la visuale, il che lascia poco svago alla testa nei momenti difficili.

In partenza buone sensazioni, primi 10 regolari con media consueta e forse anche troppo alta per quello che mi attendeva. Poi, nuovamente, lo scoglio dei 16 km si è fatto terribilmente sentire. Non mi ero preparato a dovere, e lo sapevo, avendo fatto 20 km una sola volta, per giunta fermandomi. Poi altre volte 15 e 16 km ma sempre faticando sul finire. Insomma, sapevo che quello era il “punto di non ritorno”. Sicché crisi al 16esimo e 18esimo, con conseguente pit stop per rifornimento e tanti metri senza correre ma solo camminando.

Poi dal 19esimo in poi mi son detto “dai, piano piano arrivi come arrivi ma devi farlo”. E’ davvero difficile spiegare cosa si sente in quei momenti, è tutto un conflitto tra il corpo che ti dice “ti prego, porca puttana, fermati!” e la testa che dice “dai, se molli adesso sei uno stronzo”. Alla fine ha vinto la testa, e con me ha vinto un altro ragazzo con il quale ho fatto gli ultimi 3 e con il quale ci siamo abbracciati all’arrivo. Non ricordo nemmeno il suo nome. Ricordo di aver urlato di gioia al traguardo e aver baciato il suolo, in alcuni momenti quasi mi son sentito mancare, ma la volontà ha vinto su tutto. Ho chiuso in 2:02:49 da mio crono personale.

Naturale che si possa e si debba fare meglio, ora l’obiettivo si sposta sul farne una in meno di 2 ore, ci lavorerò su ma diamo tempo al tempo. Ho voglia di svagarmi un po’, senza obiettivi precisi e concedermi qualche domenica in libertà, dato che ultimamente ne ho “sacrificate” parecchie alla corsa.

Eravamo tremila alla partenza, sono arrivato in mezzo, tra gli scarsi, ma sono arrivato. Che strano, consapevolmente scarso, ma contento. Non ho foto della gara, avevamo altro a cui pensare. Ma ho il diploma, lo pubblico a fine articolo.

P.s.: complimenti sinceri all’organizzazione, davvero ottima. Grande partecipazione, bel pacco gara, villaggio ben fornito, docce (seppur fredde, ma vabbè) e tante buone cose. Bravi.

diploma797

Pacco sorpresa

Lavori in Fiat? E allora perché non hai una Fiat?

La nuova politica di marketing aziendale Fiat, volta ad incentivare l’acquisto di auto di produzione dell’azienda a prezzi super vantaggiosi, mi lascia un poco perplesso. Certo, con il 26% di sconto sarebbe da pensarci su.

Però credo si sia esagerato, e anche parecchio.

Non credo sia una male in sè, come proposta, ma siamo al confine tra azione eclatante e giusta causa. Non sempre gli obiettivi da perseguire giustificano i metodi eclatanti.

Soprattutto, prima chiedetevi perché quei dipendenti hanno deciso di non comprare Fiat. Perché in fondo è questo, il problema.

Foto: Repubblica

Getty Images consultabile liberamente

Circa un mese fa una delle più grandi agenzie di foto del mondo, la Getty Images, ha deciso di rendere il proprio sterminato archivio consultabile e condivisibile da tutti via web.

C’è da perdersi, soprattutto tra le foto di archivio.

Ho scelto la mia preferita di oggi. 20 Settembre 1985: il mondo deve ancora conoscerli ma i GnR suonano per la prima volta Rocket Queen dal vivo al Troubadour di Los Angeles. Boom!!

Embed from Getty Images

Progressi

Ieri mattina ero ad Urbino, per la Vivicittà 2014, gara che si svolge a livello nazionale e che ho corso per il secondo anno consecutivo.

L’obiettivo stagionale, come già detto, è correre una mezza maratona, possibilmente arrivando alla fine, e domenica prossima ci proverò a San Benedetto del Tronto con la Mezza Maratonina dei Fiori.

Nel frattempo, ho voluto fare i quasi 12km (in 2 giri) di ieri per tenermi allenato e “tastare il polso” in generale dopo alcune uscite altalenanti delle ultime settimane. Naturale che quando parti con l’idea di allenarti, è la volta buona che le gambe rispondono. Ho chiuso in 1h00m42sec, l’anno scorso nello stesso percorso chiusi in 1h05m55sec.

Sono 5 minuti di progresso, ma soprattutto sono 2 giri corsi a tempo identico, il che mi conforta in vista della faticaccia di domenica prossima. Speriamo bene, anche se io metto le mani avanti: non ho mai corso più di 20km e soffro terribilmente il caldo. Ai posteri l’ardua sentenza.

Vi regalo il report di ieri, tiè.