I furbetti cadono sempre in piedi

Che fine hanno fatto i “furbetti del quartierino“?

A distanza di quasi dieci anni, pochi giorni fa mi sono imbattuto in questo articolo di Repubblica, che spiegava la vita attuale di Ricucci, Coppola, Gnutti e tutta la combriccola che nel 2005 venne fermata sul più bello, dopo un’estate di scalate finanziarie pazzesche.

Adesso sono di nuovo in campo. Come se la vita, alla fine, fosse una plusvalenza. Danilo Coppola, Er Cash, due tentati suicidi, un crac da 300 milioni per il quale è stato infine assolto, è uno dei player meno “esibiti” (dal «mondo istituzionale», come lo chiama lui) della partita Expo 2015. Vola tra Roma e Milano con il jet personale; per il megaprogetto Porta Vittoria è riuscito a farsi dare 180 milioni dalle banche, e, se è vero che l’operazione gliene porterà in tasca 500, vuol dire che sotto l’audace (e resistente)carré alla francese il cervello è ancora fino. Stefano Ricucci adesso è Mister Ricucci: ha spostato i suoi affari a Londra («altra mentalità, si lavora meglio»), ramo real estate nel senso che, quando il tombeur de femme riposa, compra e vende case da nababbi, senza più abitarle. Ricordate Luigi Zunino da Nizza Monferrato? Ora si muove in tandem con il miliardario californiano Tom Barrack (già re della Costa Smeralda), per niente intenzionato a mollare la presa sul suo ambizioso progetto firmato Norman Foster: Milano Santa Giulia.

Tutti in campo. Nessuno si è veramente suicidato e nessuno di loro se la passa in gattabuia. Per chi, al tempo, esultò e rise delle loro disavventure, ora la solita conferma della realtà attuale: i furbetti cadono sempre in piedi. Mortacci loro.

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