Mese: giugno 2014

Tornano i Cortili Letterari a Fano

Anche questa estate torna l’appuntamento con i “Cortili Letterari” a Fano, un modo per parlare di libri direttamente con gli autori in cortili, giardini e luoghi particolari della nostra splendida cittadina.

Una bellissima iniziativa curata da Elisa Sabatinelli con il supporto di altri appassionati di scrittura e la collaborazione con la libreria “Il Libro” di Corso Matteotti.

Il primo appuntamento è fissato per domenica 29/6 alle ore 18:30 presso il cortile di Via de Borgogelli n.8, si parlerà di “La Collina” con l’autrice Andrea Delogu.

Sto leggendo il libro proprio in questi giorni, mi aveva incuriosito la bella recensione di Lucacicca, narra dell’esperienza di vita e di storie che la scrittrice ha vissuto direttamente nella comunità di San Patrignano, essendo nata lì dentro e pure cresciuta sino ai 12 anni circa. E’ un libro forte, ma d’altronde, parlare di recupero dalla tossicodipendenza negli anni ’80, significa aver a che fare con storie di vita al limite ed una piaga sociale terribile ed inaffrontabile per molti.

San Patrignano ci provò, per alcuni ci riuscì, per altri no. Questo libro aiuta a farvi un’idea di cosa succedeva all’interno, con gli occhi e le testimonianze di chi ci ha vissuto.

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Il Parco Rebecca di Cuccurano

Tra le cose più belle che mi sono capitate nell’ultimo periodo, una menzione d’onore spetta per la storia del parco di Via del Pietrisco, a Cuccurano. Preciso subito che non ho contribuito operativamente in alcun modo alla realizzazione dell’impresa, mi sono limitato a dare il mio contributo in altro modo.

Vivo a Cuccurano, una piccola frazione di Fano, da sempre (32 anni). Nascere nel 1982 in Via del Pietrisco significa aver avuto a che fare per almeno 13/14 anni della mia vita con il parco che è posto alla fine della strada, creato verso la fine degli anni ’70.

Negli anni della nostra giovane gioventù giovanissima è stato teatro di epiche sfide calcistiche, scontri tra fazioni rivali (Via del Pietrisco vs Via della Scuola, manco fosse “The Warriors”), partite di baseball, nottate intere a giocare a nascondino, giravolte sul dorso degli scivoli, grattate clamorose alle articolazioni, ecc… Poi, con gli anni, il lento è penoso declino, con un parco lasciato in stato di abbandono e totale incuria, e quindi reso praticamente inutilizzabile anche alle famiglie che hanno dei bambini piccoli da far giocare e che si sono trasferite da poco nella zona. La situazione iniziale, per capirci, era questa.

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Proprio da un’idea di queste famiglie, nel mese di marzo, è partita un raccolta fondi destinati al riammodernamento del parco e l’installazione di nuovi giochi. Si è creato un gruppo su Facebook per coinvolgere i conoscenti, sono state messe delle scatole per offerte in alcuni esercizi vicini alla struttura e poi il classico passaparola che comunque riesce sempre a raggiungere tante persone.

Fatto sta, che grazie all’intervento di molti, grazie all’appoggio di un’associazione culturale locale ed all’impegno costante e instancabile dei promotori, si è arrivati ad un risultato strabiliante. Alberi ripuliti e potati, panchine ricostruite, scivolo restaurato e colorato, giochi nuovi, riposizionamento delle pietre per il camminamento e soprattutto un’aria generale di nuovo che mancava da troppo tempo.

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Mancava la ciliegina finale sulla torta. Il Parco è stato inaugurato alla presenza del Sindaco e del Vescovo una settimana fa, ed è stato intitolato alla memoria di una ragazza della Via, scomparsa tragicamente e improvvisamente un anno fa a soli 13 anni.

Una cosa di cui andare orgogliosi, se non altro per il grande valore sociale che ricopre un atto come questo, dove è il cittadino che mette a posto il pubblico e lo fa a suo spese e nel poco spazio di tempo libero che si ritrova tra lavoro e famiglia.

Bentornato Parco di Via del Pietrisco, ma soprattutto benvenuto Parco Rebecca.

Un’epoca in una copertina

Marca sintetizza il passaggio di consegne avvenuto definitivamente ieri sera ai Mondiali.

La Spagna degli ultimi 6 anni è stata una squadra assolutamente incredibile. Ha marchiato a fuoco un periodo del calcio mondiale, ha creato un modello di gioco per tutti inimitabile, ha tirato fuori campioni su campioni. Ora, è ufficiale, siamo alla fine, è ora di passare il testimone.

Inutile ammettere che li ho “odiati” furiosamente, ma era un odio buono, misto ad invidia. Oggi, mi alzo ed applaudo. Os debemos muchos, Campeones.

Perché leggo Il Post

Il motivo fondamentale per cui leggo sempre “Il Post” (e perché secondo me dovremmo farlo tutti) è racchiuso nelle righe che raccontano la storia di Yara Gambirasio.

L’articolo lo trovate qui. Una pagina, 11 capitoli sintetici.

Vengono riportati i fatti, le date, le persone coinvolte e pure la zona presa in esame. Raccontati come tutti dovrebbero fare e nessuno fa. Provate a cercare le parole “killer” e “mostro” all’interno dell’articolo. Non le troverete.

La frase di chiusura è esemplare:

È bene ricordare che Bossetti è accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio e che ci sono prove consistenti contro di lui, ma che deve essere comunque ancora processato e che non c’è nessuna sentenza di colpevolezza nei suoi riguardi.

I migliori, senza dubbio alcuno.

E la corsa?

E’ un po’ che non scrivo di corsa. Non lo faccio da tempo, anche perché c’è poco da scrivere, dato che non sto praticamente facendo più attività come si dovrebbe.

Dopo la CorriLucrezia del 25 aprile non ho disputato nessuna podistica, mi sono allenato a intervalli molto irregolari, con distanze mai troppo lunghe ed inserendo diversi giorni di vuoto tra un’uscita e l’altra.

La motivazione è molto semplice: non basta comprare casa per poterne godere, specialmente se si ha a che fare con dei lavori di ristrutturazione. Al momento gli unici pochi scampoli di tempo libero extra-lavoro sono quasi interamente dedicati a progettare, valutare, discutere e sistemare faccende “domestiche”.

Nel frattempo mi sono allenato alla meno peggio, e proprio ieri ho provato a disputare nuovamente una corsetta di 10km ad Urbania, cittadina a me carissima, partecipando anche quest’anno al “Giro dei 4 ponti”. Anno scorso andò malissimo, quest’anno almeno il caldo soffocante ce lo siamo risparmiati, ma non posso dire sia andata molto meglio.

Da cronometro ufficiale ho migliorato 3 secondi (54:54 nel 2013, 54:51 nel 2014), pur considerando che all’ultimo chilometro ho avuto un attacco terribile di mal di fegato che mi ha costretto a fermarmi per circa 300 metri (probabile scotto pagato per la tirata davanti alla tv con la Nazionale della notte precedente, e le conseguenti 4 ore di sonno). Dovrei essere soddisfatto, ma non lo sono pienamente.

Ho migliorato solamente perché ho imparato a correre e conoscevo il percorso (che comunque resta particolarmente ostico nel suo totale), quindi ho perfezionato la gestione pur non avendo una forma ideale, ma resto dell’idea che io e la corsa siamo completamente incompatibili in quanto ad attitudine di base. Non vado forte, e la cosa a volte sconforta, a volte semplicemente si accetta.

Magari un giorno avrò tempo e modo per dedicarmi a migliorare tempi e metodi di allenamento, al momento non posso metterlo in cima alle mie priorità e prendo il buono di fare comunque attività fisica. Resta il fatto che niente ti appaga quanto raggiungere il culmine della salita e sapere che sta per iniziare la tanto meritata discesa. Credo si capisca da questa foto di ieri mattina.

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I Mondiali dei poveri

Iniziano oggi i Mondiali di Calcio più disorganizzati che la storia ricordi.

Per chi, come me, fosse povero e sprovvisto di abbonamento Sky (gli unici che consentono la visione di tutte le partite), le premesse della Rai sono state delle peggiori, ma il rischio “che si stacchi un cavetto” durante le prossime dirette non sarà un’esclusiva della rete nazionale.

Comunque, ecco la programmazione che ci attende sulle reti Rai nei prossimi giorni.

 

  • Giovedì     12 giugno ore 20:15  Brasile-Croazia
  • Venerdì    13 giugno ore 20:35 Spagna-Olanda
  • Sabato     14 giugno ore 23:15 Italia-Inghilterra
  • Domenica 15 giugno ore 20:35 Francia-Honduras
  • Lunedì      16 giugno ore 17:15 Germania-Portogallo
  • Martedì     17 giugno ore 20:35 Brasile-Messico
  • Mercoledì  18 giugno ore 20:35 Spagna-Chile
  • Giovedì      19 giugno ore 20:35 Uruguay-Inghilterra
  • Venerdì      20 giugno ore 17:15 Italia-Costa Rica
  • Sabato      21 giugno ore 20:35 Germania-Ghana
  • Domenica  22 giugno ore 17:15 Belgio-Russia
  • Lunedì       23 giugno ore 21:15 Camerun-Brasile
  • Martedì      24 giugno ore 17:15 Italia-Uruguay
  • Mercoledì   25 giugno ore 21:15 Ecuador-Francia
  • Giovedì      26 giugno ore 21:15 Algeria-Russia

 

Lettera aperta al nuovo Sindaco di Fano

Durante questa campagna elettorale per le amministrative di Fano, è andata tanto di moda la comunicazione tramite “lettera aperta”. Mi accodo agli altri, e pure io mi permetto di scrivere il mio pensiero, diretto al nuovo sindaco, Massimo Seri.

Caro Massimo, 

Auguri. Ne hai bisogno.

Marco Ceppetelli

Foto: FanoInforma

Capitano

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“Lo sport ha un ruolo educativo importante. Tre sono le strade che vedo: la scuola, lo sport e i posti di lavoro per i giovani perché questi aspetti tengono lontani alcool e droga. E’ importante che lo sport rimanga un gioco perché solo così fa bene al corpo e allo spirito. E lo sport vi aiuta a mettervi in gioco, nella vita, con gli altri e con Dio. Fatelo, ma non accontentavi di un mediocre pareggio. Tenete le porte aperte agli altri, soprattutto ai più bisognosi, accoglieteli con simpatia e semplicità…come capitano vi sprono a non chiudervi in difesa ma a giocare all’attacco. E non cercate individualismi ma gioco di squadra”

Sono entrato nel mondo Csi Fano nel 2002, 12 anni dopo ne sono ancora dentro e ne faccio parte attivamente.

Per il sottoscritto, affrontare la giornata di festa di ieri, con il caldo insopportabile, la folla e la sfacchinata che ci siamo fatti, sarebbe stata una pura follia solo un anno e qualche mese fa. Poi, visto questo nuovo personaggio arrivato in Vaticano, e vista l’occasione delll’incontro per i 70 anni dalla nascita dell’ente sportivo, mi sono convinto che era importante esserci, anche per vedere ed ascoltare di persona chi avevamo davanti.

Oggi, dopo l’incontro con Papa Francesco del quale sono stato testimone, posso dire di aver raggiungo un punto molto alto di soddisfazione personale in merito a questo cammino di collaborazione che porto avanti da tempo. Sono stati anni dedicati a costruire qualcosa, da semplici amicizie a piccole storie, ed è stato belle riconoscersi nelle sue parole. Educare, insegnare, dare esempi positivi.

Siamo pieni di moralizzatori, ma siamo quasi privi di educatori. Mi chiedo se partendo dal nostro piccolo mondo del Csi riusciremo a creare sportivi migliori, dirigenti migliori e società sportive migliori, anche grazie a questa giornata, in cui i veri protagonisti sono stati quelli delle generazioni future, ovvero i giovanissimi, se non addirittura i bambini.

A voi cogliere il meglio, coltivarlo e farlo fruttare, a noi la responsabilità di affrontare il presente e preparare la strada nel migliore dei modi, da domani con qualche stimolo in più.