E la corsa?

E’ un po’ che non scrivo di corsa. Non lo faccio da tempo, anche perché c’è poco da scrivere, dato che non sto praticamente facendo più attività come si dovrebbe.

Dopo la CorriLucrezia del 25 aprile non ho disputato nessuna podistica, mi sono allenato a intervalli molto irregolari, con distanze mai troppo lunghe ed inserendo diversi giorni di vuoto tra un’uscita e l’altra.

La motivazione è molto semplice: non basta comprare casa per poterne godere, specialmente se si ha a che fare con dei lavori di ristrutturazione. Al momento gli unici pochi scampoli di tempo libero extra-lavoro sono quasi interamente dedicati a progettare, valutare, discutere e sistemare faccende “domestiche”.

Nel frattempo mi sono allenato alla meno peggio, e proprio ieri ho provato a disputare nuovamente una corsetta di 10km ad Urbania, cittadina a me carissima, partecipando anche quest’anno al “Giro dei 4 ponti”. Anno scorso andò malissimo, quest’anno almeno il caldo soffocante ce lo siamo risparmiati, ma non posso dire sia andata molto meglio.

Da cronometro ufficiale ho migliorato 3 secondi (54:54 nel 2013, 54:51 nel 2014), pur considerando che all’ultimo chilometro ho avuto un attacco terribile di mal di fegato che mi ha costretto a fermarmi per circa 300 metri (probabile scotto pagato per la tirata davanti alla tv con la Nazionale della notte precedente, e le conseguenti 4 ore di sonno). Dovrei essere soddisfatto, ma non lo sono pienamente.

Ho migliorato solamente perché ho imparato a correre e conoscevo il percorso (che comunque resta particolarmente ostico nel suo totale), quindi ho perfezionato la gestione pur non avendo una forma ideale, ma resto dell’idea che io e la corsa siamo completamente incompatibili in quanto ad attitudine di base. Non vado forte, e la cosa a volte sconforta, a volte semplicemente si accetta.

Magari un giorno avrò tempo e modo per dedicarmi a migliorare tempi e metodi di allenamento, al momento non posso metterlo in cima alle mie priorità e prendo il buono di fare comunque attività fisica. Resta il fatto che niente ti appaga quanto raggiungere il culmine della salita e sapere che sta per iniziare la tanto meritata discesa. Credo si capisca da questa foto di ieri mattina.

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