Mese: agosto 2014

Tra Olivi, Vigneti e Amici

Finite le ferie, e siamo già alle prese con un settembre traumaticamente invernale.

Scusate la perdurante assenza dal blog, ma la faccenda “casa” regna sovrana.

Nell’attesa di raccontarvi brevemente le mie ferie 2014, vi parlo delle mie ultime fatiche sportive. Dopo un lungo periodo di inattività, quasi un mese tra metà luglio e metà agosto, sono uscito un paio di volte a correre e poi ho deciso clamorosamente di iscrivermi alla corsa a tappe “Tra Olivi e vigneti – Edizione 2014”.

Scelta estrema, dato che si tratta di 2 gare podistiche disputate in 2 giorni consecutivi, da 10 km circa l’una, su tracciati impegnativi, il primo quasi esclusivamente trail (sterrato) ed il secondo un sali/scendi dalle parti di Cartoceto con una minima parte di trail ed il resto su asfalto.

Percorsi tosti, sicuramente i più impegnativi che mi son capitati da parecchio a questa parte. Contava esserci, ed arrivare alla fine di entrambe, ce l’ho fatta soffrendo da bestia, arrancando specialmente nella seconda tappa, ma alla fine ci sono arrivato.

Risultato pessimo per il sottoscritto, in quanto a tempi e prestazione, ma ottimo per il team Calcinelli Run che è arrivato primo nella classifica a squadre. Tanti bei ricordi da portarmi dietro: correre davanti a panorami unici lungo i percorsi, la valle del Metauro è uno spot meraviglioso per la nostra provincia, ed in più il vantaggio di finire le gare in due aziende agricole (Guerrieri e Lucarelli) dove fermarsi a gustare i prodotti dopo la fatica della corsa.

E’ andata bene anche per ci ospitava, nel senso che il nostro gruppo già alla fine della prima tappa aveva ampiamente fatto la sua parte, anche nel dopo-gara.

gruppo guerrieri

Il peso del passato

Con dispiacere lascio un incarico cui tengo molto – ha spiegato – ma ho un avversario terribile che sono riuscito a governare per 22-23 anni e che alla fine però sta vincendo, ed è lo stress…

…Nella mia vita non sono stato un buon padre, avendo trascurato molto mia figlia. Ora ho una nipotina di un anno e mezzo e non voglio fare lo stesso errore

Arrigo Sacchi è stato uno dei più grandi allenatori della storia del calcio, non quanto per i risultati (comunque eccelsi) ma per l’innovativo modulo di gioco che ha portato alla ribalta. Il calcio, dopo Sacchi, non è più stato lo stesso.

Il problema, è che Sacchi è divenuto uno dei migliori anche grazie alla sua maniacale ossessione per la perfezione, sia verso i risultati che a proposito del gioco e della disciplina da applicare al calcio.

Dopo il Milan dei record, la botta subìta con la Nazionale in finale ad Usa’94 ha restituito al calcio un Sacchi perdente. Arrivare ad un nulla dall’apice assoluto, e vederlo sfuggire, l’ho sempre interpretato come il momento spartiacque tra il prima e il dopo della sua carriera.

E così è stato. Alcune esperienze deludenti da allenatore, alcune belle esperienze come dirigente, l’impegno con la Nazionale ora lasciato. Una costante sensazione di disagio ed uno stress assurdo che non riesce a fronteggiare.

Auguro ad Arrigo di sconfiggere i fantasmi del passato, e magari provare a guarire da questo problema dedicandosi alla famiglia. Non deve dimostrare più nulla, se ne faccia una ragione.

Via: Repubblica