Mese: novembre 2014

Guerriero

Dato che con questa canzone dovremo conviverci almeno fino a Sanremo, vediamo di trovare il buono.

Marco Mengoni non è divenuto nemmeno la metà di quello che tutti prevedevano ai tempi di X-Factor, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare, il video della canzone è semplicemente stupendo.

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Hope you have good lawyers

Ieri sera, durante la partita di Europa League tra Tottenham e Partizan Belgrado al “White Hart Lane” di Londra, si sono verificate ben 3 invasioni di campo, che hanno costretto l’arbitro a sospendere momentaneamente la partita.

Tutte e 3 le volte gli invasori erano vestiti con la stessa maglietta bene in vista, riportante il logo di una catena di vendite online. Un modo subdolo e basso di farsi pubblicità, guarda caso proprio la sera prima del “black friday”, giorno in cui si rendono disponibili diversi prodotti a prezzi scontatissimi.

 

L’azienda, come prevedibile visto il gesto privo di qualsiasi responsabilità, si è subito dissociata dagli invasori, postando anche un paio di tweet per manifestare la propria contrarietà verso quanto è accaduto.

Temo non basterà. La Uefa ha già aperto un’inchiesta, ora vedremo cosa ne verrà fuori, temo ben poco.

La cosa veramente spassosa, in tutto questo, è andarsi a leggere le risposte agli innocenti e patetici tweet di discolpa che ha pubblicato l’azienda. Sicuramente hanno trovato un modo per far parlare di loro, ma quanto di tutto questo avrà un reale impatto positivo sulle loro vendite e sulla maniera in cui le persone guarderanno da oggi in poi il loro sito?

Io spero gliela facciano pagare nella maniera più pesante possibile, peccato non sia successo in Premier League…a quest’ora avevano già chiuso il sito.

Foto: Daily Mail

Poi fate un po’ come vi pare

La scorsa settimana Facebook ha aggiornato di nuovo le sue politiche sulla privacy. Nel comunicato di Facebook si legge: «Siamo in grado di suggerire a un tuo amico di taggarti in una fotografia esaminando e comparando le foto di quello stesso amico con le informazioni che abbiamo messo insieme dalle foto del tuo profilo e da altre foto in cui sei stato taggato». In pratica questo significa che Facebook riconosce le facce nelle foto: ogni volta che i genitori di Kate caricano una foto, stanno (involontariamente) aiutando Facebook a unire il mondo digitale della figlia a quello reale. Gli algoritmi analizzeranno le persone attorno a Kate, i riferimenti fatti, e nel tempo determineranno il gruppo di persone in più stretto contatto con lei.

Slate e Il Post riportano un articolo di Amy Webb in cui spiega, per l’ennesima volta, perché non è consigliabile inserire foto dei propri figli sui social network, e della scelta (a mio parere estrema ed inutile) che ha fatto per sua figlia a riguardo.

Si parla di profilo digitale, bio-identificazione ed identità virtuale. Molte cose che girano dietro Facebook ed altri Social sono difficili da interpretare per chi queste cose le mastica, figuriamoci per chi condivide tutto senza alcun freno e con un alto tasso di menefreghismo.

Vi consiglio di leggerlo tutto, anche se non avete figli o non ne vorrete avere, perché magari avete dei nipoti, dei cugini o dei figli di amici, ed è a loro che potreste creare un potenziale danno futuro.

Via: Il Post

Mister Futurbol

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Incredibile come una noiosa faccenda casalinga come lo sbrogliare le cose in soffitta e decidere cosa sia da buttare e cosa da salvare, in realtà diventi una piccola caccia al tesoro.

Succede quindi che dentro un vecchio scatolone ieri sera ho trovato parecchi numeri, quasi un centinaio, di “SportWeek”, il magazine settimanale che esce tutt’ora ogni sabato con la Gazzetta dello Sport. Si parte dal n.1 del 2000, il primissimo numero, e per alcuni anni i numeri sono tanti, mi piaceva (e mi piace) tanto quella rivista ma non ricordavo di averne messe da parte così tante copie. Chissà se hanno un valore al mercato dell’antiquariato…

Tra tutte queste riviste, sotto e ben nascosti, giacevano anche alcuni numeri de “La Gazzetta dello Sport Magazine”, allegato settimanale antesignano di SportWeek. Uno di questi numeri, datato 1996, è quello di cui vedete la copertina nella foto sopra.

Mister Futurbol non era altro che Luis Nazario da Lima, alias Ronaldo, alias il Fenomeno. Il reportage contenuto all’interno è un qualcosa che ancora oggi mi fa brillare gli occhi. L’inviato va alla ricerca delle sue origini, la sua famiglia, il Brasile e poi si passa alla sua crescita in Olanda al Psv,  in cui arrivò giovanissimo e con l’immancabile saudade. Al tempo Ronaldo giocava nel Barcellona ed era esploso come prototipo di giocatore del futuro, un mix letale di tecnica, velocità, potenza ed intelligenza. Mister Futurbol, che poi divenne realmente tale anche se solo per pochi anni nella sua espressione massima, fece vedere al mondo un campionario di meraviglie che resta tutt’ora non paragonabile con nessun’altro venuto dopo di lui.

L’anno seguente finì all’Inter, ci fece sognare e piangere come nessuno più da allora. Vinse quasi tutto con Brasile e Real Madrid, vinse tanto anche individualmente e divenne il miglior giocatore potenziale della storia del calcio. Senza infortuni, Ronaldo sarebbe stato probabilmente il migliore di sempre, discorso che si può fare per tanti, vero, ma per Ronaldo di più. Divenne “solo” uno dei migliori giocando poco e segnando tantissimo con mezzo ginocchio buono a disposizione.

Nell’epoca dei “falsi nueve”, è bello ricordare cosa erano i “veri nueve”, i centravanti, gli attaccanti puri, i bomber di razza. Oltre questa categoria, un gradino sopra, bello distante dal resto, è sempre bene ricordare Ronaldo, il Fenomeno.

 P.s.: scusate per la pessima qualità delle foto, ma pur con diversi tentativi c’è stato poco da fare, purtroppo fotocamere di merda fanno foto di merda, avoja insistere.

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Linus in tweet

Giornata storica per il mondo social italiano: oggi Linus, popolare deejay e direttore di RadioDeejay, si è iscritto a Twitter.

Per chi lo segue giornalmente, e lo legge nel suo blog, questo che ha fatto è un passo clamoroso, essendo da sempre schierato “contro” l’uso dei social network. Alla fine ha ceduto, soprattutto perché circondato da colleghi rompiballe come Nicola Savino, che gli ha composto il primo tweet.

Benvenuto zio Lino. In prospettiva ti vedo male, son sincero. Ma ci sarà anche da ridere, sicuramente.

Acqualagna e le buone abitudini

Come quasi ogni anno, verso fine ottobre ed inizio novembre, siamo tornati ad Acqualagna, stupendo borgo natìo di Enrico Mattei, ma anche patria del tartufo pregiato. In questo periodo, infatti, si tiene l’ormai celebre “Fiera Nazionale del Tartufo”.

Ogni volta è un piacere, sia per l’atmosfera di festa che ti avvolge (quasi da Natale anticipato) e sia per il consueto giretto di assaggi negli stand ed il gran finale con l’immancabile mangiata al tendone della Pro Loco comunale.

Non so da quanti anni prendiamo parte a questa fiera (quasi dieci anni, a memoria) ed è davvero consolante poter trovare sempre un punto di riferimento che non cambia negli anni, con la stessa ospitalità, dove ci piace sicuramente ingolfarci di roba come pochi, ma dove non manca mai anche una certa allegria che fa da contorno grazie alla musica del corpo dei Bersaglieri che ci ritroviamo quasi sempre al nostro fianco.

Bello ritrovare certi posti, ma soprattutto bello ritrovare certe persone, come il “maitre” del posto, il grande Giuliano da noi ribattezzato “Robespierre“, per via del suo impeccabile portamento mai fuori posto simile ad un protagonista della rivoluzione francese. Giacca, foulard, sorriso e massima disponibilità e cortesia; anche quest’anno ci ha messo a nostro agio, con la collaborazione del nipote Manuel, segno che la tradizione va avanti ed anche nel migliore dei modi.

Il grande “Rob” ha rispolverato dall’interno della giacca un articolo d’annata tratto dal mio vecchio blog, dove avevo raccontato la nostra cena allo stand nel lontano 2008. Lo conserva ancora come una reliquia, così abbiamo colto l’occasione per ritrarci con in mano l’articolo a distanza di alcuni anni. Ho pure ritrovato la vecchia foto tra i miei archivi e di seguito le pubblico entrambe.

Guardate che roba, sono passati 6 anni ed il confronto è impietoso, io sembro avere 15 anni in più e lui ne dimostra 10 in meno. Un grandissimo personaggio, “Che bella gioventù!”.

 2008

Ceppo e Roberspier Acqualagna

2014

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ARTICOLO DEL 2008

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La palla ovale

Il momento esatto in cui Tom Coolican, malcapitato rugbista del team Usa, realizza che forse alcuni anni fa era meglio seguire i suoi tanti amici che si sono dati a quel simil-sport “made in United States” fatto di armature, paracolpi, balletti isterici, campi sintetici ed azioni da 4 secondi l’una.

Fonte: Rugby 1823

42 km e 195 metri

Però, prima che mi diciate che parlo sempre di corsa, vorrei ribadire un concetto che ho già espresso più volte: dovrebbe essere obbligatorio correre UNA maratona nella vita. La gara, ma soprattutto il percorso di avvicinamento, sono un tale viaggio fisico e mentale che rappresentano un’emozione che pochissime altre esperienze vi possono regalare. Una sola, poi potete tornare al vostro divano.

VIA: Linus Blog