Mister Futurbol

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Incredibile come una noiosa faccenda casalinga come lo sbrogliare le cose in soffitta e decidere cosa sia da buttare e cosa da salvare, in realtà diventi una piccola caccia al tesoro.

Succede quindi che dentro un vecchio scatolone ieri sera ho trovato parecchi numeri, quasi un centinaio, di “SportWeek”, il magazine settimanale che esce tutt’ora ogni sabato con la Gazzetta dello Sport. Si parte dal n.1 del 2000, il primissimo numero, e per alcuni anni i numeri sono tanti, mi piaceva (e mi piace) tanto quella rivista ma non ricordavo di averne messe da parte così tante copie. Chissà se hanno un valore al mercato dell’antiquariato…

Tra tutte queste riviste, sotto e ben nascosti, giacevano anche alcuni numeri de “La Gazzetta dello Sport Magazine”, allegato settimanale antesignano di SportWeek. Uno di questi numeri, datato 1996, è quello di cui vedete la copertina nella foto sopra.

Mister Futurbol non era altro che Luis Nazario da Lima, alias Ronaldo, alias il Fenomeno. Il reportage contenuto all’interno è un qualcosa che ancora oggi mi fa brillare gli occhi. L’inviato va alla ricerca delle sue origini, la sua famiglia, il Brasile e poi si passa alla sua crescita in Olanda al Psv,  in cui arrivò giovanissimo e con l’immancabile saudade. Al tempo Ronaldo giocava nel Barcellona ed era esploso come prototipo di giocatore del futuro, un mix letale di tecnica, velocità, potenza ed intelligenza. Mister Futurbol, che poi divenne realmente tale anche se solo per pochi anni nella sua espressione massima, fece vedere al mondo un campionario di meraviglie che resta tutt’ora non paragonabile con nessun’altro venuto dopo di lui.

L’anno seguente finì all’Inter, ci fece sognare e piangere come nessuno più da allora. Vinse quasi tutto con Brasile e Real Madrid, vinse tanto anche individualmente e divenne il miglior giocatore potenziale della storia del calcio. Senza infortuni, Ronaldo sarebbe stato probabilmente il migliore di sempre, discorso che si può fare per tanti, vero, ma per Ronaldo di più. Divenne “solo” uno dei migliori giocando poco e segnando tantissimo con mezzo ginocchio buono a disposizione.

Nell’epoca dei “falsi nueve”, è bello ricordare cosa erano i “veri nueve”, i centravanti, gli attaccanti puri, i bomber di razza. Oltre questa categoria, un gradino sopra, bello distante dal resto, è sempre bene ricordare Ronaldo, il Fenomeno.

 P.s.: scusate per la pessima qualità delle foto, ma pur con diversi tentativi c’è stato poco da fare, purtroppo fotocamere di merda fanno foto di merda, avoja insistere.

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