Poi fate un po’ come vi pare

La scorsa settimana Facebook ha aggiornato di nuovo le sue politiche sulla privacy. Nel comunicato di Facebook si legge: «Siamo in grado di suggerire a un tuo amico di taggarti in una fotografia esaminando e comparando le foto di quello stesso amico con le informazioni che abbiamo messo insieme dalle foto del tuo profilo e da altre foto in cui sei stato taggato». In pratica questo significa che Facebook riconosce le facce nelle foto: ogni volta che i genitori di Kate caricano una foto, stanno (involontariamente) aiutando Facebook a unire il mondo digitale della figlia a quello reale. Gli algoritmi analizzeranno le persone attorno a Kate, i riferimenti fatti, e nel tempo determineranno il gruppo di persone in più stretto contatto con lei.

Slate e Il Post riportano un articolo di Amy Webb in cui spiega, per l’ennesima volta, perché non è consigliabile inserire foto dei propri figli sui social network, e della scelta (a mio parere estrema ed inutile) che ha fatto per sua figlia a riguardo.

Si parla di profilo digitale, bio-identificazione ed identità virtuale. Molte cose che girano dietro Facebook ed altri Social sono difficili da interpretare per chi queste cose le mastica, figuriamoci per chi condivide tutto senza alcun freno e con un alto tasso di menefreghismo.

Vi consiglio di leggerlo tutto, anche se non avete figli o non ne vorrete avere, perché magari avete dei nipoti, dei cugini o dei figli di amici, ed è a loro che potreste creare un potenziale danno futuro.

Via: Il Post

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