Mese: gennaio 2015

Black Mamba

Grandicello, visibilmente sovrappeso e forse privo di stimoli.
Samuel Eto’o è un giocatore della Sampdoria e già questa è una notizia incredibile, ma su quanto possa contribuire alla causa in pochi sanno dare delle previsioni.

Per quanto mi riguarda, se c’è un giocatore che identificherei nel mio immaginario con il triplete dell’Inter, quello è Samuele. Più di Milito o di altri, vederlo in campo con la maglia nerazzurra era un sogno divenuto realtà.

Vada come vada quel suonato (e non solo) del presidente Ferrero oltre che essere un gran casinaro ha pure fatto il colpo dell’anno, che sicuramente gli renderà parecchio in termini di immagine.

Bentornato in Italia, campionissimo.

L'hanno visto in #blucerchiato… #BenvenutoCampione. #Etoo.

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Lo schifo normativo sull’Imu agricola

Quello che è andato in scena, da più di un mese a questa parte, in merito alle regole di versamento sull’Imu dei terreni agricoli è davvero ingiustificabile.

Abbiamo assistito inermi ad una delle più gigantesche schifezze normative fiscali da parecchi anni a questa parte, sicuramente per quanto mi riguarda da quando lavoro in uno studio commerciale.

La volontà iniziale era quella di modificare le regole per l’Imu dei terreni, in modo da poter raschiare il qualche modo il fondo del barile e ricavare qualche altro soldo da questa tassa. Questa l’idea, ma la realizzazione è stato un delirio continuo e crescente.

Prima lo spostamento dal 16 dicembre al 26 gennaio, poi l’attesa di una “sospensiva-bis”, poi la pronuncia del Tar del Lazio che in realtà non è una pronuncia quindi tutto rimane invariato, infine la modifica con decreto-legge in extremis venerdì 23, ultimo giorno utile prima della scadenza di lunedì 26. prorogando il versamento al 10 febbraio ma cambiando le regole di esenzione.

Mettetevi nei panni nostri: arrivi questa mattina, hai già consegnato buona parte dei modelli di versamento, devi andare a ricontrollare tutti i comuni interessati, bloccare i pagamenti F24 telematici ancora non inviati, verificare chi ha già pagato e chi no (e se doveva farlo).

Un inferno, per noi del settore. L’incompetenza del Governo Renzi sotto questo aspetto è davvero preoccupante. Su qualsiasi cosa sia stata emessa c’è sempre stata un’attesa di chiarimento, una circolare esplicativa richiesta, la domanda di un’interpretazione normativa o cose del genere.

A volte mi metto nei panni dei programmatori delle software-house dei nostri gestionali che si trovano di fronte a questi quotidiani sconvolgimenti normativi continui, mi chiedo come facciano a lavorare senza una dose elevatissima di imprecazioni.

WhatsApp a portata di mouse

Led di notifica che lampeggia.
Messaggio Whatsapp.
Prendi cell, magari di nascosto.
Leggi messaggio.
Rispondi al messaggio, magari di nascosto.

Da oggi molto di tutto questo, specialmente per chi lavora in ufficio, cambia e si semplifica.

WhatsApp for Web è una trovata tanto geniale quanto semplice da usare.

L’ho attivata da 45 minuti e non ho mai toccato il cellulare. E non è male male.

Non è ancora disponibile per sistemi iOs, ma credo arriverà presto.

Non è sempre razzismo

Un piccolo spunto di riflessione in ambito socio/culturale/calcistico.

Voglio farvi notare la differenza tra queste due interviste ma soprattutto questi 2 personaggi.

La prima è stata fatta a Balotelli nel 2010, alla fine di una partita contro il Chievo Verona in cui fece gol e fu fischiato e insultato dal pubblico veronese. Balotelli al tempo aveva 20 anni, si faceva le creste e si tingeva i capelli.

La seconda è molto recente, è stata fatta domenica scorsa a Pogba dopo la partita contro il Verona. Pogba ha fatto gol e giocato la solita grande partita, non credo sia stato fischiato dal pubblico veronese presente allo stadio, ma se anche lo fosse stato, non ne fa riferimento. Pogba ha 21 anni, si fa le creste e si tinge i capelli.

Riflettiamo un pochino sulla differenza che intercorre tra questi 2 atteggiamenti, perché qui si misura la differenza anche tra i campioni e finti campioni.
Il pubblico di Verona è da sempre notoriamente incline al “buu” razzista, e non credo ci sia tanta differenza da questo punto di vista tra uno del Chievo e uno dell’Hellas.
Se l’hanno fischiato, Pogba non ne ha fatto menzione. Se non l’hanno fatto, è perché hanno riconosciuto il valore del giocatore, espresso con la massima umiltà e professionalità.

L’esempio di Balotelli e dei suoi atteggiamenti, della sua cattiva reputazione che si porta dietro per quello che fa in campo e soprattutto fuori sono la vera causa degli insulti che si prende.
L’esempio di Pogba, mai fuori posto sia dentro che fuori dal campo, massima abnegazione e continua crescita sportiva sono la vera causa degli insulti che non si prende.

Non chiamatelo sempre razzismo, per favore.

Istituzione fanese

Ieri sono tornato allo stadio Mancini dopo alcuni anni (non tantissimi a dire il vero). Era in programma il derby al vertice tra l’Alma (ovvero il Fano Calcio) e la Maceratese, entrambe ai primi posti della serie D. Per la cronaca è finita 0-0 dopo diverse emozioni.

C’era tantissima gente, la più grande partecipazione da parecchi anni a questa parte, e mi sono veramente divertito in curva in mezzo a tanti volti noti e diversi amici.

In curva, appunto, dove regna il grande Baldo.

Sinceramente, la cosa più difficile che mi sia mai capitata durante un incontro di calcio è successa a livello amatoriale. Marcare il Baldo in alcune partite è stata una vera prova di sopravvivenza, un ritorno all’essere primitivi, un duello senza esclusione di colpi, che ricordo sempre con nostalgia mista a sollievo.

Alla fine, scattava sempre la stretta di mano e il massimo rispetto.

Per capirci, parliamo del signore con il cappellino nero che guida il coro nel video qui di seguito.
Provateci voi a marcarlo in area di rigore durante gli ultimi minuti di partita, vi voglio vedere come ne uscite.

“Chiamami Jena”

Riporto da “The Verge”:

John Carpenter reportedly on board to produce an Escape From New York remake

Secondo i beninformati, la Fox avrebbe ottenuto il SI da John Carpenter per divenire produttore e supervisore di un prossimo remake del suo capolavoro “Fuga da New York”.

Se venisse confermata, ci sarebbe da iniziare a strofinarsi le mani. Vero anche che Carpenter ha già prodotto e diretto un sequel non molto fortunato, e che dopo “Escape” non ha fatto granché nel mondo del cinema, ma credo che con una grande produzione dietro e qualche buon interprete…beh si potrebbe tirar fuori un prodotto degno dell’originale.

Il film fu girato nel 1981, è da considerare un misto tra fantascienza e azione in una futura New York del 1997 molto tetra e superviolenta. L’incipit del film mi ha sempre entusiasmato, ve lo riporto:

1988: l’indice di criminalità negli Stati Uniti raggiunge il 400%. Quella che un tempo fu la libera città di New York diventa il carcere di massima sicurezza per l’intero paese. Un muro di cinta di 15 metri viene eretto lungo la linea costiera di Jersey, attraverso il fiume Harlem, e giù lungo la linea costiera di Brooklyn. Circonda completamente l’isola di Manhattan, tutti i ponti e i canali sono minati. La forza di polizia statunitense, come un esercito, è accampata intorno all’isola. Non vi sono guardie dentro il carcere. Solo i prigionieri e i mondi che si sono creati. Le regole sono semplici: una volta entrati, non si esce più.

Fu accompagnato da una colonna sonora azzeccatissima. Kurt Russel, dopo questo personaggio, ha praticamente campato di rendita per altri 10 film con stessa impostazione, ma mai raggiungendo i vertici di Jena Plissken.

Se non l’avete mai visto, la faccenda è abbastanza grave ma comunque rimediabile. Ve lo consiglio.

Ritorno al Futuro II e i droni del 2015

La notizia è questa:

Il drone per la tv – Dopo aver ricevuto l’ok dal governo degli Stati Uniti, la Cnn comincerà a usare i droni per la produzione di notizie (Cnn).

Tutto ciò, come tante altre cose SOLAMENTE IN PARTE riepilogate in questo articolo, era stato previsto nel 1989 dal film “Ritorno al Futuro II”.

La scena, per i pochi che non lo sapessero, è quella che si svolge tra Marty e Griff Tannen nella Hill Valley del 2015. Sfida, inseguimento, e arresto del bullo e della sua gang. L’arresto viene ripreso immediatamente in diretta e spedito sul giornale virtuale, una copia di Usa Today futuristica.

Parliamo di un film girato 26 anni fa, credo che quella di oggi sia sicuramente una coincidenza, ma quanto poteva essere “scontata” una previsione del genere?

Ritorno al Futuro si conferma una saga geniale, assolutamente geniale, in tutte le sue infinite sfaccettature.

Fonte notizia: GMI

Foto: Atmel Blog

Meritare

A parte le frasi commerciali ad effetto, il senso dello slogan racchiude molto di quello che è Cristiano Ronaldo, fresco vincitore del suo terzo Pallone d’Oro.

Poteva vincere Neuer, ma ci sarebbe stato da ridire. Se vinceva Messi, se ne sarebbe discusso per giorni. Ha vinto Ronaldo, nessuno può dire nulla.

Credo sia enormemente difficile restare il più forte del mondo a distanza di 6 anni dalla prima volta. Per Ronaldo si aggiungono una serie interminabile di altri motivi, dal quanto sia difficile restare con piedi e testa sulla terra, a quanto sia difficile migliorarsi tecnicamente e caratterialmente, nonostante tutto quello che si ha per mano. E lui ci è sempre riuscito, anno dopo anno, mai in calo, sempre al top aggiungendo qualche caratteristica per completare un percorso di crescita totale.

Ci sono almeno 2 dei 4 palloni d’oro vinti da Messi che io avrei assegnato ad altri (Xavi e Iniesta, per la precisione). Nel caso di CR7, non ricordo di aver mai avuto dubbi sulle sue vittorie finali.

Messi l’abbiamo scoperto già fenomeno, Ronaldo lo è diventato.

Vi dirò, da alcuni anni mi risulta anche simpatico, tanto mi era “odioso” prima.

Poco da aggiungere. Complimenti.

Chi siamo e chi non siamo

Dopo giorni di riflessione, ieri ho sentito di aver definitivamente plasmato il mio pensiero sui fatti di Parigi.

Sinceramente, nel giorno dell’assalto alla redazione di Charlie Hebdo, il mio pensiero di fondo era uno: siete stati stupidi. Stupidi a non capire che tutto questo era prevedibile, annunciato e frutto di un mancato rispetto verso un punto troppo sensibile del pensare ed agire di alcuni. Stupidi a non smettere di provocarli e sfidarli, quando già i segnali erano stati diversi ed espliciti.

Per quanto potessi maledire gli attentatori, provavo a ricercare dove stava il profondo del loro odio, quel rispetto mancato verso il loro credo più intimo, e da qualche parte trovavo anche qualche giustificazione.

E poi si, #JeSuisCharlie come hanno detto in tanti, ma anche no, che non lo sono, come hanno scritto e pensato in altrettanti. Cioè, io vi capisco e sono dalla vostra, però io non le avrei fatte quelle vignette, non mi interessa prendere in giro la religione, quindi perché devo essere dei vostri?

Infine, le ondate di persone di questi giorni e di ieri pomeriggio a Parigi.
Questo si, mi ha fatto riflettere e capire da che parte guardare la faccenda.
Credo che il senso di tutto stia nel cartello più scemo che ho visto ieri, ovvero questo:

“Non sono nè a favore nè contrario, mi piace solo girare per strada con un cartello”

E’ tutto qui.
Mi prende voglia di scendere in strada con un cartello, non me ne frega un beato delle vignette, della religione, delle bombe e del terrore…beh, che c’è di male?
E’ un concetto immenso, più grande di noi.
Non si paga perché non ha prezzo.
Crea invidia, soprattutto in chi non la può possedere.

Si chiama Libertà, ed è una grande cosa.

Ecco, a me piace stare qui, dalla parte della Libertà.