Mese: marzo 2015

road to collemarathon – chapter 5

Ridendo (poco) e scherzando (altrettanto poco) sono giunto al periodo “clou” della mia preparazione per la maratona del 3 maggio.

E’ arrivato il momento degli ultimi lunghi tosti, prima del temuto “lunghissimo” della seconda settimana di aprile, che praticamente chiuderà i giochi in quanto ad allenamento sulle distanze maggiori. Proprio oggi, grazie ad un amico molto esperto in materia, ho programmato i miei prossimi 3 fine settimana, che saranno quelli più difficili, complicati e dispendiosi. Se tutto va bene domenica esco con il gruppo, settimana prossima (quella di Pasqua) ho un lavoro sulla media distanza alternando diversi passi ed infine si va col lunghissimo da circa 35 km.

Questa quinta settimana è stata tutto sommato buona, il feedback positivo del post mezza di Rimini mi ha seguito durante le sessioni infrasettimanali, anche se il lavoro svolto non è stato tanto, per via del poco tempo disponibile. Il martedì sono riuscito a fare un’uscita breve con delle ripetute in salita, il giovedì ho alternato un lavoro di 5 ripetute sui 1.000m a ritmo sostenuto ad un lavoro di forza per la parte superiore del corpo. Quest’ultimo tipo di esercizi, che ho inserito quasi giornalmente, si sta rivelando molto utile sia in fase di corsa che in fase di scarico, dato che prima avevo sempre male alle spalle e alla schiena.

Infine, ho chiuso la settimana con l’uscita lunga il sabato mattina. Mi son ritrovato nuovamente da solo, la domenica ero impossibilitato ad uscire con gli altri e così mi son fatto portare ad Orciano e da lì sono sceso fino a Fano passando sul percorso della maratona, almeno fino al ponte Metauro.

Ho chiuso un totale di 28 km e rotti, il ritmo è stato sempre buono e soddisfacente almeno fino ai 25, mentre gli ultimi 3 ho accusato di colpo e non riuscivo più a mandare avanti le gambe. Lo deve fare, credo, anche perché io sopra i 25 non ero mai andato, e sarebbe strano il contrario.

Intanto sembra che il lavoro casalingo con il foam roller serva a qualcosa, sento i muscoli della coscia sinistra rispondere meglio…speriamo tengano duro, sono la mia preoccupazione maggiore, oltre al pensiero di non avere la minima idea sul come risponderà il mio corpo nei prossimi giri infernali che mi attendono.

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A me è sempre stato sulle palle

Molte volte non è così, capita che di un personaggio pubblico, in questo caso del mondo dello spettacolo, si abbia una percezione che poi con il tempo si rivela errata.
E’ stato così per Fabri Fibra, che poi ho stimato, ma anche per Kanye West, ed altri che non ricordo.

Per Giovanni Allevi, invece, dopo un download illegale e l’ascolto di uno dei suoi album, il mio istinto mi disse: “stanne alla larga”. E così feci, sino ad ora, ignorandolo completamente.

Ringrazio Saturnino per le piacevoli conferme. Mi fido ciecamente della sua biografia.

Estratto da questo articolo del Post.

In ogni caso, visto che continua a fare concerti e ad avere un ottimo seguito, alla fine ha ragione lui. Anche se certe scelte stento a capirle. Come per esempio quella volta che lo invitarono a suonare in Senato. Per l’occasione si arrabbiò persino un gran signore come Uto Ughi, che gli disse: «Sei un compositore risibile».
Questo, in effetti, è la musica di Giovanni: risibile. Certo, è una parola che le masse non capiscono, ma l’osservazione è assolutamente corretta. Fatta tra l’altro da un autentico genio: Uto Ughi è un samurai, uno che suona Vivaldi per tre ore e mezzo e poi spiega per filo e per segno ciò che ha fatto. Perché lui la storia della musica la conosce davvero. Invece se c’è da fare un concerto in Senato chi chiamano? Allevi, perché vogliono accattivarsi il pubblico giovane. Se ne deduce che non è stata una scelta basata sul valore artistico, ma semplicemente una furbata della politica.

Primavera 2015

Oggi entriamo ufficialmente nella primavera. Non vedo l’ora che sia estate, dentro mi sento un po’ autunno.

Magari un giorno scriverò un libro di memorie su questo periodo che sto vivendo, forse lo spunto me lo darà proprio questo blog, che è solo una parte infinitesimale di scarico riguardante la quotidianeità.

Estate potrebbe (e dovrebbe) voler dire principalmente una cosa: fine dei lavori in casa.

Un anno fa esatto io e la mia ragazza abbiamo comprato un appartamento da ristrutturare. Un anno dopo ci troviamo ancora alle prese con la sequela di lavori interni, progetti, pagamenti, gioie e dolori quotidiani che solo una ristrutturazione può darti, e che solo chi c’è passato può comprendere fino in fondo.

Lavori in casa, periodo pre-dichiarazioni in ufficio e preparazione alla maratona tutto insieme. Oltre a questi, altri impegni quotidiani che si prova ad incastrare ma che non sempre si riesce a fare nel modo giusto.

Ci si alza tranquilli e si finisce sclerando. Ci si alza sclerando e si finisce tranquilli. Non esistono giorni “normali”, i dialoghi con chiunque frequenta il tuo mondo ruotano solamente attorno alle solite questioni e sinceramente dopo la domanda “come va?” fai fatica a non rispondere “così così, sto ristrutturando…”, ti viene automatico, è un pensiero fisso.

Per restare in tema, mi eclisserei per un paio di mesi.

Foto: Nicolò Canestrari

La normalità di Jurgen Klopp

Spiegare un personaggio assoluto che risponde al nome di Jurgen Klopp, con una semplice foto.
 

Tweet: Max Nerozzi

ROAD TO COLLEMARATHON – CHAPTER 4

Settimana di fatiche ma anche di soddisfazioni, quella appena trascorsa.

Solite due uscite infrasettimanali, una il martedì con un 10km tirato praticamente al massimo (sempre nel mio circuito preferito), e una al giovedì con 5 ripetute sui 1.000 km, anche questa fatte ad un ritmo il più alto possibile, cercando di non strafare troppo.

Poi, per il consueto appuntamento con il lungo del fine settimana, ho deciso di puntare su una gara domenicale, partecipando alla Maratonina di Rimini, con partenza alle h 9:30.

21 km con partenza dalla zona del Gros e percorso misto collinare con salita verso la comunità di San Patrignano e discesa graduale verso la zona di partenza, mi è piaciuta molto l’alternanza di salite e discese, non ho avuto particolari problemi durante la gara ed anche le gambe hanno risposto bene. Ho chiuso in 1h e 53m scarsi, nuovo record personale nella mezza maratona, e pensare che ero partito con l’idea di tenere il passo medio da maratona e utilizzarla solo come allenamento…ma poi la gara funziona così, sei portato a tirare perché ognuno che ti passa davanti ti fa terribilmente incazzare.

Buone sensazioni soprattutto sul finale, dove ho corso praticamente a ritmo da ripetuta, sintomo che il lavoro fatto nelle ultime settimane sta pagando. Mi sento autorizzato a sperare bene per le prossime uscite lunghe, che saranno a dir poco impegnative, ma sinceramente tutto quello che verrà da qui ad un mese è davvero un grosso punto interrogativo, perché passare da 25 a 35/38 km è uno scoglio grosso.

Vediamo anche come risponderà la coscia sinistra, che sembra parecchio affaticata e che non accenna a sciogliersi granché pur massaggiandola. Su consiglio di amici ho deciso di prendere un foam roller per eseguire qualche esercizio in casa. Vi farò sapere, il timore maggiore è forzare e rovinare il tutto, vi riaggiorno settimana prossima.

 rimini

Road to ColleMarathon – Chapter 3

Terzo capitolo della saga, terza settimana di “confessioni” su questo blog.

Il programma podistico della settimana è stato il seguente:

– martedì 03/03 uscita serale post-lavoro di 10km abbastanza tirati nella mia carissima zona peep di Bellocchi;

– giovedì 05/03 mi son fatto 3 ripetute sui 1.000 nel campo sportivo di Cuccurano, ne avevo previste 5, ma sono stato chiamato in campo per giocare mezz’ora a calcio dai ragazzi che giocavano lì e che si erano ritrovati improvvisamente uno in meno a causa di un infortunio.

Per l’allenamento di domenica preferisco descriverlo a parte. Le ultime uscite lunghe le ho sempre fatte insieme al gruppo podistico, ma domenica erano previste diverse gare e molti erano fuori, così ho deciso di farmi un lungo da solo, che è sempre allenante dal punto di vista mentale per le situazioni che potrei affrontare.

Mi sono fatto portare a San Giorgio di Pesaro, e da lì sono sceso fino a Fano seguendo il tragitto della maratona, cambiano solo il pezzo finale dove non ho proseguito per il mare ma ho deviato verso casa dove mi attendeva la mia macchina. 25 km esatti, quelli che volevo fare. Il ritmo non è stato dei migliori, le gambe hanno tenuto con fatica fino alle fine anche se dopo mezz’ora circa si è alzato un vento traverso molto fastidioso.

Il percorso è davvero suggestivo, la vista che ti attende non appena scendi da San Costanzo ai piedi di Fano ti ripaga di tante cose, tutto lo splendore del mare e della costa proprio al tuo fianco.

Da ieri sono ripartito per una nuova settimana, domenica ho previsto la partecipazione alla mezza maratona di Rimini. Nessuno sguardo al tempo finale, solo voglia di farla bene e con un ritmo decente, l’obiettivo è ben altro al momento.

Da ieri ho un aiuto in più, mi sono arrivate anche le nuove calze da “fighetta” (in realtà sono gambali tecnici a compressione). Inoltre, ho fatto rifornimento al distributore di integratori. Poi smetto, eh, tranquilli.

Vi regalo il track di domenica.

Metal Gear e il mio personalissimo “comeback to 1998”

Circa 3 mesi fa, in occasione dei 20 anni del lancio di Playstation, ne scrissi in questo blog e citai anche un titolo su tutti che mi era rimasto nel cuore. Trattavasi di “Metal Gear Solid”, il primo ed inimitabile.

Da allora, eravamo ad inizio dicembre, sono successe alcune cose al riguardo. Vi ripercorro le tappe di una vicenda che mi ha occupato un poco di tempo, ma che come spesso mi accade mi porta ad ignorare ogni logica e provare a perseguirla, stavolta con successo.

Pochi giorni dopo quel post, ho tirato fuori la mia vecchia Playstation, ancora tenuta in casa, e cercato invano il gioco (craccato) di Metal Gear che ero sicuro di possedere da qualche parte. Nulla da fare, non l’ho trovato.

Ho iniziato una ricerca su internet, ho trovato su ebay una copia di Metal Gear ITA usata e tenuta apparentemente bene, ad un prezzo umano (rispetto ai non usati, ancora incellophanati e venduti carissimi). Comprato e pacco arrivato (con diverse peripezie postali) poco prima di Natale.

Durante le feste, ho iniziato a giocarci. Il gioco girava bene, sono andato avanti per diversi livelli e poi il primo problema. Il Joypad non mi permetteva più di utilizzare il tasto select, quindi impossibile salvare ed andare avanti.
Diversi giorni di stop, scrivo del mio problema su facebook e in men che non si dica trovo un nuovo joypad (addirittura con dualshock) da un parente, appartenente ad una vecchia PS2 ormai prossima alla rottamazione. Provo, funziona.

Avanti altri livelli, poi il nuovo stop, stavolta guasto al tasto START. Mi torna nuovamente in aiuto il ragazzo di prima, e mi offre anche la sua playstation2, salvata giusto in tempo dalla consegna al deposito rifiuti, magari fosse un problema della mia vecchia play1. In effetti, la 2 (che nel frattempo aveva passato diverse settimane in un sottotetto ed aveva preso acqua, freddo ed umidità) funziona e fa girare bene anche il joypad. Alcuni giorni spensierati e poi nuovo inconveniente sempre uguale.
Provo da un altro amico, che mi consegna ben 2 joystick, provo il primo e niente da fare. Con il secondo va meglio, e finalmente riesco a giocare.

Avanti senza altri intoppi fino alla fine del gioco, che ho ultimato una settimana fa.
Questo per dirvi quanto ho insistito e voluto testardamente ricalcare le orme di quasi 20 anni fa, quando mi ammazzavo di Metal Gear e poi ricominciavo da capo con i nuovi “gear” acquisiti, come la tuta stealth o la bandana.

In relazione al gioco, c’è veramente poco da dire, posso solo confermare quello già scritto ovvero che “per me sarà per sempre il gioco n.1 in assoluto”. Incredibile quanto sia ancora immutato il gusto di giocarci, è un mix letale di atmosfera, giocabilità, intuitività e praticità che ne hanno fatto un classico intramontabile. E’ un titolo che va oltre le mode, oltre lo sviluppo tecnologico e in cui non puoi non riconoscere una genialità unica.

Lunga vita a Hideo Kojima, lunga vita a Metal Gear Solid.

P.s.: volendo trovare una scena TOP in questa lunga caccia a Liquid Snake, penso che il pezzo in cui mi immedesimo di più sia contro la bella Sniper Wolf. Il ragazzo del video qui sotto ha inizialmente usato il lanciamissili…cosa che ho scartato a priori da sempre. Un duello tra cecchini in mezzo alla neve ti porta al vero spirito del gioco.

La persona, prima del giocatore

…come nel caso della finale di Champions League del 2009. Pep si trova senza laterale sinistro di difesa per via della squalifica di Abidal. Chiede a Seydou di sostituirlo. Lo immagino guardarlo negli occhi, spiare le sue reazioni, alla ricerca di una conferma, di un appoggio. Keita rifiuta la proposta: “Abbiamo altri giocatori che possono giocare meglio di me in quel ruolo (allude a Sylvinho soprattutto, che infatti giocherà, ovviamente una partita strepitosa, NdR). Non ho mai occupato quella posizione, e questa è una partita importante; non mi ci vedo, a giocare là”

Seydou Keita, giocatore arrivato in punta di piedi alla Roma all’inizio di questa stagione, è il classico uomo-squadra che farebbe la fortuna di qualsiasi allenatore.

E infatti, non a caso, ha vinto tutto quello che c’era da vincere quando era al Barcellona di Guardiola.

D’altronde, Pep Guardiola (uno che non regala elogi a vanvera) di lui ha solamente detto questo:

“Seydou Keita? La migliore persona che abbia mai allenato. Averlo conosciuto è una delle cose più meravigliose che mi sono successe da quando sono allenatore del Barcellona”

Oltre alle doti umane, vederlo giocare a pallone è un esercizio che appaga la mente oltre che gli occhi, è un calciatore che gioca pensando, lo si intuisce continuamente.

Il suo ritratto, in questo grande articolo su L’Ultimo Uomo di alcuni mesi fa.

Update del 09/03/2015: nel day-after del bruttissimo infortunio al giocatore Mattiello del Chievo Verona, scopro questa bella foto che non significa nulla, ma parlando di Keita rafforza quanto detto sopra.