Mese: aprile 2015

I Nobraino e il 1 maggio a Taranto

I Nobraino non saranno al concerto del 1 maggio di Taranto, anche se in realtà fino a 2 settimane fa erano tra le band accreditate.

Sono stati esclusi da Roy Paci, uno degli organizzatori, a seguito di un loro infelice status apparso su Fb e scritto dal chitarrista Nestor.

La vicenda è riassunta in gran parte qui, esaustivamente.

Per farla breve, possiamo dire questo:
se Roy Paci e il gregge di pecore che ha inveito contro i Nob, avesse minimamente conosciuti il loro stile, tutto questo non sarebbe accaduto.

Vorrei avere il tempo per vedere, nelle bacheche di tutti gli haters, quanti di loro a gennaio pubblicavano il #jesuischarlie…scommetto siano un mucchione.

E comunque i ragazzi hanno risposto a modo loro, senza vittimismi e con l’unica cosa che vale la pena fare. Cantare, e mandare un messaggio.

Lunga vita ai Nobraino!!

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ROAD TO COLLEMARATHON – CHAPTER 9

In netto ritardo sulle pubblicazioni antecedenti, ma anche stavolta mi prendo il compito di compilare il capitolo riguardante l’avvicinamento alla mia prima maratona.

Meno 9 giorni alla gara, poco più di una settimana.

Confido che mi sentivo molto meglio alla fine del periodo dei lunghi, da un paio di settimane il mio fisico non sta rispondendo bene alla corsa. Stanchezza in partenza, poca reattività, gambe pesanti e soprattutto anche un distacco mentale che un pochino preoccupa, perché se mi stanco a fare 10km non voglio pensare cosa potrà succedere a fare quattro volte tanto.

La settimana dal 13 al 19 aprile è trascorsa tra le solite uscite di martedì sera (con un lavoro di fartlek da 7+7 ripetute in 15 minuti circa) e giovedì (progressivo a ritmi via via più elevati, al campo sportivo, per un totale di 40 minuti circa). Per finire, la domenica avevo in programma di fare 18 km.
Risveglio presto, partenza h8 da casa in direzione Fano centro. Giro turistico nelle zone più importanti della città, soprattutto quelle dove passerà la corsa, con le vie “ciottolate” che creano non pochi problemi alla postura e il ritmo corsa (posso solo immaginare cosa vorrà dire fare quei tratti quando si tratterà di essere sopra il 35° chilometro) e poi ritorno a casa.

Questa settimana, due uscite con lavori differenti.
Martedì sera, in una pausa/intermezzo di un’ora circa durante un servizio serale al Palas, sono uscito sempre in zona Fano centro, cercando di fare conoscenza con il percorso cittadino, per un totale di 8 km.
Ieri sera, ripetute in salita e in piano in zona Monte Giove.

Ora il programma prevede gli ultimi sforzi. Domani gara di 10km a Lucrezia, classico appuntamento del Trofeo Liberazione. Poi, altri 10km domenica mattina, in pieno scarico, solo per fare andare le gambe.

E poi ci saremo quasi, ma andiamo un passo alla volta.
Quanti sacrifici, per una di queste benedette medaglie

Il vulcano della provvidenza

Accadeva in questi giorni, 5 anni fa.

Un vulcano islandese, dal nome impronunciabile, si risvegliava tutto incazzato dopo anni di torpore eruttando una quantità esagerata di polveri, che costrinsero ad annullare tantissimi voli aerei in tutta Europa e non solo.

Tra questi voli, c’era pure quello dell’imbattibile Barcellona allenato da Josep Guardiola, che doveva recarsi a Milano per l’andata della semifinale di Champions League contro l’Inter di Josè Mourinho.

I catalani furono costretti, anche grazie ad un grandioso lavoro di squadra operato dai treni francesci in sciopero, a recarsi a Milano con l’autobus.

Qui la cronaca di quel viaggio inopportuno: Barcellona, ecco il traguardo. Il pullman arriva a Milano.

Il vulcano islandese Eyjafjallajokull e la sua nube che avvolge l’Europa impazzano. Per la cronaca, l’Enac ha disposto nuovamente e con urgenza la chiusura dello spazio aereo del Nord Italia dalle 9 di stamattina alle ore 8 di domani. A trarre potenziale vantaggio dalle ceneri è l’Inter, impegnata domani sera nell’andata della semifinale di Champions League contro il Barcellona di Leo Messi. La nube vulcanica che ha bloccato i cieli europei (e un concomitante sciopero ferroviario in Francia) ha infatti costretto i blaugrana a rinunciare ad un comodo volo per Milano e ad intraprendere una odissea in pullman di mille chilometri e 12 ore di strada per la sfida di Champions contro i nerazzurri. I catalani sono partiti ieri pomeriggio a bordo di due bus, hanno trascorso la notte a Cannes e stamattina sono ripartiti alle 10.00 per la seconda ed ultima tappa del viaggio, 350 chilometri ed arrivo a Milano.

Il resto è storia.

 
L’Inter vinse 3-1 in casa col Barcellona stracotto nel secondo tempo, poi una settimana dopo voli riaperti e si andò a fare barricate in Spagna uscendo con uno 0-1 comunque sufficiente per arrivare in finale.

In finale si batté il Bayern e si alzò La Coppa.

Caro Vulcanone, io non mi dimentico di te. Ti voglio bene come quei giorni di 5 anni fa.

Foto: Mondoaereoporto.it

Road to ColleMarathon – Chapter 8

Otto capitoli significa otto settimane, che in pratica significa 2 mesi.

Mi trovo in sincera difficoltà nel spiegare le sensazioni che girano in testa ora, giunto alla fine del periodo più tosto, perché è un miscuglio di soddisfazione, compiacimento, timore, attesa, eccitazione e curiosità.

Se ben ricordate, su Ritorno al Futuro il buon Doc aveva tracciato una linea entro la quale la DeLorean doveva raggiungere le 88 m/h, altrimenti il rettilineo disponibile nel 1955 sarebbe terminato. Ecco, non esiste paragone migliore per descrivere la mia situazione, dato che il 12 aprile era la deadline prefissata per effettuare l’ultimo lungo in vista della maratona.

L’ottava settimana l’ho affrontata in maniera completamente diversa da quanto prefissato nel capitolo scorso. Eravamo rimasti a Pasquetta, con un lungo medio spaccagambe. Poi, due giorni di riposo, giovedì allenamento al campo con ripetute sui 1.000m al massimo del ritmo sostenibile. Infine, mi mancava l’ultimo lungo pre-gara, ma nello stesso tempo la società aveva richiesto una bella partecipazione alla gara domenicale ad Urbino, podistica a cui tengo particolarmente avendo sempre partecipato.

Ho optato per un ibrido “homemade”, sabato sera al ritorno dagli impegni calcistici sono uscito dalle 18:45 alle 20:30 percorrendo 16km nei dintorni di casa, salendo a MonteGiove e scendendo a Carrara. Domenica mattina trofeo “Vivicittà” nella sempre suggestiva Urbino, con percorso sali/scendi allungato di 1km rispetto agli anni scorsi. Senza tirare, senza strafare, solo a sensazione.

Ora, settimana di lavoro molto variabile, ma comunque in discesa e in “scarico progressivo” da qui al 3 maggio, 3 settimane per concludere al meglio questo lungo percorso sportivo ed umano.

E comunque tanta stima per “chel por” Michel, che di Urbino aveva già capito tutto nel 1581…

Urbino…..in cima a un monte di media altezza, ma adagiantesi da ciascun lato secondo ogni piega del pendio, di modo che non ha nulla su un medesimo piano e dovunque si deve salire e scendere

(Michel de Montaigne, Journal de Voyage en Italie, 1581)

Urbino 2015

F•R•I•E•N•D•S

“Meglio tardi, che mai”, recita il detto. E mai detto fu più profetico per il caso in questione.

Come ho scritto spesso, io guardo poca Tv, ultimamente direi pochissima rispetto al passato. Non guardo i talent, non ho Sky, non seguo le serieTV e non ne ho mai seguita una in vita mia (tranne una parentesi al tempo di “Doctor House”). Qualche film, ogni tanto, e quel poco Sport che viene trasmesso.

Stesso discorso per la mia ragazza, che però ha un background di tutto rispetto per quanto riguarda una famosa sit-com americana: Friends. L’ha seguita, amata, vista e rivista tante volte, al punto da diventarne una vera esperta. Io invece nulla, zero totale.

Com’è possibile che io, quasi 33 enne, non abbia mai visto una puntata intera? Eppure faccio parte di quella generazione che ne fu investita in pieno, com’è potuto accadere tutto ciò? Ora vi spiego.
Ricordo che tutti, o comunque tantissimi della mia generazione, passavano le serate a guardarsi le puntate dei 6 ragazzi newyorkesi alle 20 su Rai2. In casa mia, purtroppo, è da sempre in vigore la legge per cui alle 20 vada in onda il TG1, è l’unica parte della giornata in cui mio padre detiene il controllo assoluto del telecomando. E’ stata dura da digerire, per tanti anni, ma obiettivamente o mangiavo con la famiglia oppure andavo in camera a guardarmi Friends tutte le sere da solo. Ho preferito preservare l’unità famigliare.

Nel settembre scorso ricorrevano i 20 anni dal lancio della fortunata serie, ed abbiamo colto l’occasione per provare a rimediare a questo mio buco nero. Ci siamo comprati le prime 3 serie, per guardarle a tempo perso, qualche puntata alla volta. Devo ammettere che, per quanto sia dura reggere più di un episodio alla volta (spesso le guardiamo a mezzanotte inoltrata), è davvero difficile non riconoscerne l’assoluta genialità.

E’ spassosa, difficile trovare un aggettivo più adatto. Fa ridere, anche a distanza di tanti anni, e capisco anche il perché abbia avuto un successo crescente fino all’ultima puntata. Attualmente siamo a più di metà della seconda stagione, il bello deve ancora venire ma sono ad un buon livello di conoscenza dei personaggi e delle dinamiche che regolano i rapporti tra di loro. L’obiettivo massimo sarà rivedermi le serie in lingua originale, cosa suggeritami da tutti i fanatici per godere appieno dei dialoghi brillanti.

SerialMinds.com ha provato a descrivere in questo modo il travolgente successo della sitcom:

Fino a quel momento, la stragrande maggioranza delle comedy statunitensi poggiava sulle famiglie: famiglie già formate, di cui si raccontavano le peripezie quotidiane lasciando quasi sempre ai genitori il ruolo di protagonisti. Poco o nulla veniva detto di “come” quelle famiglie si erano formate, di come avevano fatto gli adulti protagonisti a… diventare adulti.
Gli autori di Friends, invece, tolsero quasi completamente i genitori dall’equazione, prendendo i “figli” e lanciandoli senza rete di protezione a New York, la città universalmente riconosciuta come più caotica e insieme più affascinante del mondo.
In un efficacissimo miscuglio di realismo (del contesto) e fiaba (degli sviluppi), Friends diventava specchio di una generazione che finalmente poteva relazionarsi con dei personaggi a cui somigliare fin da subito, non tra vent’anni.

Condivido appieno. Non ho altro da aggiungere.

Vi lascio il mio pezzo preferito, per quanto visto finora. Grandioso.

Road to Collemarathon – Chapter 7

Di nuovo qui, settimo capitolo della saga del maratoneta provetto.

La settimana santa ha portato meno chilometri e più carico di lavoro, ho variato i programmi e per quanto martedì abbia fatto il solito giro corto veloce da 10 km, le restanti due sedute sono state differenziate.

Giovedì mi sono dedicato ad alcune ripetute in salita sui 100 metri, e non ho faticato a trovare il terreno ideale. Abito a praticamente 500m da una delle strade che arrivano a Monte Giove, che è attrezzata sia per effettuare la ripetuta in salita che per fare l’allungo sul piano. Non so se potrò fare a meno di Monte Giove, un giorno che mi sarò trasferito, lo dico e lo penso sempre, è un posto di inesauribile bellezza ed utilità, che ti chiede tanto ma ti regala sempre qualcosa in più, sia nello spirito che nel fisico.

Per il lungo di fine settimana, ho atteso il giorno di Pasquetta, ed ho deciso di farlo da solo. Volevo variare, fare meno chilometri con più qualità, nei giorni prima avevo pensato un percorso di circa 25km con ritmi alternati. La cosa buona è che ho concluso il giro prefissato percorrendo 25km spaccati, manco l’avessi misurato con il gps. La cosa cattiva è che sono stato accompagnato da un freddo bestiale per tutta la durata, e che il percorso scelto non era proprio dei più agevoli. Per chi fosse della zona, ho fatto un giro di riscaldamento in zona Rosciano per 4 km, sono salito verso Monte Giove/Prelato da Centinarola, ho “scalato” il Monte fino alla cima, sono passato per Magliano e sceso in picchiata verso Carignano bassa, nuova salita ripida verso Carignano paese e poi gli ultimi passaggi verso casa nelle zone di San Cesareo, Carrara e Cuccurano. Bellissimo giro, ma quanta fatica, soprattutto nel periodo Post Pasqua.

Cosa mi attende questa settimana? Due giorni di lavoro non esagerato (oggi e domani), in attesa dell’ultimo lunghissimo di domenica, che probabilmente farò sul luogo del misfatto, ovvero partenza da Barchi e arrivo in zona Tombaccia passando per ogni paesino, per un totale di circa 35 km.

P.S.: in tema di corsa, non posso non citare il mio incontro con il colpevole di questa passione nata da alcuni anni. Ieri sono andato a Riccione, sul lungomare, a vedere la diretta di Deejay Chiama Italia con lo staff al completo. Nonostante il freddo della madonna e l’attesa di due ore, ho resistito e da vero ignorante ho saltato le transenne e mi sono fatto largo tra i presenti…tutto questo per una foto insieme a Pasqualino di Molfetta, in arte Linus.

linus foto

Cortili Letterari 2015

E’ un grande piacere segnalare da queste pagine le (forse poche) cose interessanti che accadono qui a Fano, lo è ancor di più quando si tratta di una rassegna come “Cortili Letterari”, che torna anche per il 2015 raddoppiando gli appuntamenti rispetto all’anno scorso.

La rassegna è dedicata agli scrittori under35, questa edizione sarà composta da un incontro al mese per un totale di 4 incontri in 4 diversi cortili privati della città, motivo per cui ogni volta è anche interessante andare a scoprire dei posti che difficilmente ti sarebbe concesso visitare ed ammirare.

L’idea della fondatrice Elisa Sabatinelli è senz’altro originale, ma quello che spiazza veramente è la sua realizzazione, dato che grazie al finanziamento di un main sponsor ed altri partner privati è addirittura concesso il privilegio di avere GRATUITAMENTE in anticipo le copie dei libri partecipanti alla rassegna, per poterli leggere prima dell’incontro con l’autore.

Trovate tutte le info nel sito ufficiale, che è fatto davvero bene.

Si parte il 25 aprile con “Osnangeles” del “nongiovane” Francesco Mandelli, si chiude il 25 luglio con un libro dedicato al calciatore brasiliano Socrates.

Il quartetto di #cortililetterari 2015 #libri #lettura #fano

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Road to Collemarathon – Chapter 6

Da un capitolo all’altro, con poco spazio ad altre questioni. Purtroppo l’aggiornamento del blog deve sottostare alle mie disponibilità, che ultimamente sono scarsissime data la concentrazione totale sul discorso casa.

Capitolo 6 di questa marcia di avvicinamento, manca praticamente un mese alla “Collemarathon” e continuo nel mio allenamento settimanale, le solite due uscite più il lungo del fine settimana.

Anche settimana scorsa ho seguito la routine, ovvero martedì uscita per un corto veloce di 10km e giovedì 4×2.000 metri più qualche allungo in salita giusto per caricare un pochino i muscoli.

Il fine settimana invece è stato stravolto rispetto a quanto avevo previsto. I miei calcoli precedenti sono saltati per aria dopo che buona parte del gruppo ha deciso di fare il “lungo” tutti assieme, organizzando sia il percorso che i rifornimenti nel tragitto ogni 10 km. Io avevo previsto di fare 30 km, in realtà ne ho fatti 33.

Partenza da Barchi, nel punto dal quale partirà la corsa, e arrivo a Tombaccia di Fano. Ritrovo h 7:20, dopo che durante la notte era pure cambiato l’orario. In totale ho dormito 4 ore, quindi frescone proprio. Stesso percorso della gara. 3 rifornimenti e passo medio il più vicino possibile a quello che potrei tenere. Sono arrivato benino, diciamo bene, ma il solo pensiero di dover fare altri 10 km per completare una maratona è abbastanza preoccupante.

Insieme a me hanno corso per 21 km due maratoneti esperti, mi hanno proposto di stare con loro anche il 3 maggio, dato che avranno il palloncino delle 4h15m, dicono che dovrei farcela ma io non ci credo. Magari ci provo, sarebbe importante fare un bel pezzo di strada con persone conosciute, giusto per passare il tempo.

Adesso la faccenda si fa più interessante, in questa settimana aggiungo variazioni al programma, dato che uno di loro mi ha preso a cuore e mi ha consegnato addirittura un piano di lavoro per tutto il mese. E’ intenso, ne farò una metà, ma almeno saprò inserire qualche cosa di diverso e soprattutto gestire lo scarico, che sarà fondamentale. Inoltre mi manca praticamente un solo lungo, quello del 12 aprile, e mentalmente inizio a smaltire un po’ di carico pesante.

Comunque, fine settimana riposo quasi totale, lunedì di pasquetta uscita sui 25 km, e poi vedremo. Posto la foto del calendario che mi ha compilato il mitico Remo, e se riesco anche un video della maratona di Ferrara alla quale hanno partecipato parecchi miei compagni di squadra. Li riconoscete al minuto 1:20, accendete le casse perché è l’audio che fa la differenza nel riconoscerli…che personaggi.

remo planning