Mese: settembre 2015

Al momento giusto

Dopo mesi di assenza, dovrebbe essere la volta buona per l’arrivo della TV in casa, dove ormai regna incostrato l’iPad e lo streaming di RaiTv.
Giusto in questi giorni sto preparando il terreno per l’installazione, consultando siti, volantini, misure e prestazioni alla ricerca di quella che può fare al caso nostro.

Nel frattempo, ieri abbiamo collegato il cavo per la connessione alla rete.

Stamattina, la buona notizia, che arriva proprio al momento giusto: dal 22/10 Netflix arriva anche in Italia.

La faccenda si fa interessante, o preoccupante che dir si voglia.

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Sempre sia lodato

Come si fa a non essere completamente d’accordo con questo tweet?

Il video in questione è riferito al secondo gol che il Fenomeno segnò nel gelo di Mosca, ritorno di semifinale di Coppa Uefa del 1998.
Guardate il campo, una coltivazione di patate misto a barbabietole.
Ricordo bene quella sera, tutti i veri interisti la ricordano.
Per via del fuso orario la partita andò in diretta sulla Rai all’ora dell’aperitivo e finì verso cena. Non mangiai, non si poteva mangiare.
L’andata era finita 2-1 per noi, là si mise malissimo con loro che andarono in vantaggio quasi subito.
In mezzo alla melma, abbastanza spaesato, c’era anche Ronaldo, vestito quasi fosse un venditore di frutta in pieno inverno in un centro ortofrutticolo del basso Lazio, fece quasi tutto il primo tempo con uno scaldacollo in pile sulla fronte. Sembrava la classica metafora del brasiliano che perde i poteri non appena affronta i climi rigidi.
Ad un certo punto decide di fare qualcosa per portarci in finale, così prima si fa trovare al posto giusto al momento giusto e raccoglie un rimpallo per il pareggio.
Poi, nel secondo tempo, quando meno te l’aspetti, piazza un numero gigantesco che eleva ad infinito il rapporto tra tecnica, potenza, velocità decisionale, precisione e senso del gol. Tutto ciò in mezzo alla merda, questo va ripetuto. Guardate la reazione al gol di Diego Simeone, storicamente non certo un suo amicone, per capire quanto quella giocata fosse stata immediatamente percepita come straordinaria.

Ho scritto diversi articoli su Ronaldo, il vero RONALDO.
Non riesco a starne lontano per più di tot mesi, per noi interisti dalla scorza dura è stato come un expecto patronum in un lungo tunnel che era solo buio.
Si certo, poi ci ha mollati, ci ha preso in giro, l’abbiamo preso in giro, ma in fin dei conti ci siamo sempre amati.
Nessuno lo ha amato come noi, e lui lo sa.

Il 22 settembre ha compiuto 39 anni, mi aspetto un ritorno alla casa del padre per festeggiare i 40 lustri nel 2016. Vediamo se mi accontenta.

Sportweek

Sabato se passate dall’edicola compratevi Sportweek, o meglio compratevi la Gazzetta dello Sport ed in allegato vi danno Sportweek.

Io me lo prendo, che sia in edicola o a scrocco in qualche bar.

La frase in copertina vale il prezzo di qualsiasi cosa ci sia dentro.

 

Oltre Volkswagen

Oltre a Volkswagen lo studio quali modelli riguardava?
Sul fronte americano abbiamo esaminato due macchine Volkswagen – quelle che hanno poi innescato l’indagine dell’Epa – e una Bmw. A livello europeo, abbiamo raccolto dati da altri laboratori europei per 12 macchine Euro 6 diesel di sei case automobilistiche diverse. Per 11 di queste abbiamo riscontrato emissioni molto alte – in media di sette volte superiori allo standard, ovvero il limite legale – quando erano sottoposte a guida più esigente (in salita, in autostrada, a velocità elevata, ecc), oltre cioè al ciclo di guida di omologazione europea. In sostanza: mentre nei test di laboratorio i produttori di automobili rispondono perfettamente agli standard, nei test su strada le emissioni sono nettamente superiori al limite e non coprono neanche gli standard Euro5. Questo la causa della recente modifica del regolamento Euro6.

Magari se avete tempo date una letta all’intervista che pubblica il 24ore al Sig. Vicente Franco, uno di quelli che ha messo in atto i controlli sui diesel dal quale è partito tutto lo scandalo Volkswagen.

A me pare chiaro che più che gli americani, che questi motori li odiano e li controllano quanto fossero nucleari, siamo noi europei a doverci preoccupare. Perché qua ancora siamo solo all’inizio, e vorrei capire se andremo fino in fondo (e quindi verranno messi in atto anche controlli VERI sui modelli europei) o se tutto finirà a carte bollate, lontano dagli occhi dell’informazione.

Amy

Mercoledì ho visto il documentario di Asif Kapadia sulla vita di Amy Winehouse, il titolo è “Amy – The girl behind the name“.

Avevo già visto (e rivisto…e rivisto) il precedente documentario di Kapadia su Ayrton Senna, e mi aspettavo tanto da questo lavoro. Speranze ben riposte, non mi ha affatto deluso, anzi si è confermato su altissimi livelli di narrazione. La cosa che mi ha conquistato particolarmente, anche in questo caso, è la quantità di materiale che è riuscito a raccogliere e mettere insieme, davvero tantissimo. A partire dai filmati più rari ed intimi, fino alle registrazioni vocali, le foto e gli spezzoni da live e backstage in studio, una quantità enorme di documenti.

Il film mi ha lasciato un grande senso di tristezza, non potrebbe essere altrimenti, così come Ayrton parliamo comunque di grandi talenti morti in giovane età, seppur in circostanze molto differenti. Ognuno si può fare la sua idea sulla vita di Amy, io ne avevo una discreta conoscenza ed in parte sapevo delle tappe che l’avevano gradualmente portata così vicina all’autodistruzione, che poi fatale si presentò nell’estate del 2011. Diciamo che sono arrivato alla visione con i compiti già fatti, ascolto già da anni i suoi dischi “che contano”, conoscevo le canzoni ed i testi, quasi tutti molto struggenti.

Per chi parte praticamente da zero, con questo docu-film ci si può rendere conto di tante cose, soprattutto di che tipo di persone si circondò e quanti di loro fossero interessati a lei come persona piuttosto che al “marchio” (checché ne dicano il padre o il manager). Le sue dipendenze ed i suoi errori, frutto anche di storie devastanti con persone devastate, come chi ancora oggi se ne lava le mani su tutto, sono raccontate senza tanti giri di parole. Devo ammettere che alcune immagini fanno molto male.

Insomma, credo sia un lavoro assolutamente da vedere, anche per non appassionati di musica e del suo stile di musica in particolare, perché è fatto bene. Vi potete rendere conto di quanto sia mediaticamente esposta una star di questo livello, ci sono diverse riprese durante le continue paparazzate che ha subito dopo che è divenuta globale, e rendono immediatamente l’idea della difficoltà a normalizzarsi e sopravvivere in un contesto simile.

E poi vabbè, la cosa fondamentale: la sua voce. Le sue canzoni, le sue passioni, gli idoli e le ispirazioni. Alcuni spezzoni di concerti unplugged sono da brividi, da restare totalmente ammaliati e conquistati.

Magari vi lascerà indifferente, magari farete come la mia ragazza (che non la conosceva particolarmente ed ora da 2 giorni non ascolta altro), ma il consiglio è uno solo: va visto.

Letto cose e visto cose

Non ho letto tanto, in queste ferie, devo essere sincero. Però, quello che ho selezionato per la lettura, mi ha dato soddisfazione, e sento di volerlo condividere.

Ho letto un solo libro, che ha riempito i miei ritagli di tempo a casa. Si intitola “Un giorno triste così felice” e ha fatto parte della quaterna dei “Cortili Letterari” 2015,  scritto da Lorenzo Iervolino. Narra della vita di Socrates, calciatore brasiliano degli anni ’80 che fece una breve apparizione anche in Italia verso la metà di quel decennio. Avevo sempre sentito parlare di Socrates, delle sue gesta in campo e del suo fare notizia anche fuori per diversi motivi, primo tra tutti un modo alternativo di essere calciatore e di utilizzare questa popolarità per portare avanti idee in campo sociale e culturale. E’ un libro scritto con tanta passione, come ha raccontato lo stesso Iervolino quando è stato a Fano parlarne. Ci ha messo anima e corpo, nel senso che ha visitato i posti ed ha parlato con le persone che più di tutte lo hanno frequentato e stimato. E questa cosa, nel libro, si avverte. Non è un libro sul calcio, ma usa il calcio per far capire di più su questo personaggio, un po’ come fece lui per far capire la sua personalità. Lo consiglio vivamente, tra l’altro è scritto veramente bene, particolare da non sottovalutare per un autore 35 enne.

Poi, diversi articoli che mi sono stati consigliati da GoodMorningItalia o dalla newsletter di NightReview:

  • un articolo del Times che mette in discussione il complicato discorso della scelta delle scarpe da running,  mischiando teorie alternative e sfatando miti storici
  • il punto di vista di Wired, da me condiviso, sulla faccenda dello spot di Pornhub e la citazione del Parmigiano Reggiano (che ha reagito scompostamente)
  • la storia della carriera di un grande velocista troppo poco noto, Kim Collins
  • il reportage di Quartz sulle città africane che iniziano ad assomigliare sempre di più a quelle cinesi

Chiudo con un accenno veloce a quelle che mi sono visto. Si, perché pur non possedendo ancora una Tv in casa, il mio iPad mi ha dato la possibilità di rivedermi alcune cose che mi ero perso nell’ultimo anno. Mi sono così dedicato alla scoperta degli speciali fatti da Federico Buffa per Sky. In particolare, mi son visto tutte e 10 le puntate degli speciali sui mondiali di calcio, e pure quasi tutte le puntate della serie dedicata ai grandi campioni (mi restano da vedere solo “dinastia Maldini” e “Rivera”…essendo neroazzurro tendo a lasciare i cugini un po’ addietro).

Se devo fare due nomi, vi consiglierei di andarvi a vedere questi:

Non si parla di solo calcio, e proprio qui sta il bello.

Tanti cenni storici, ambientazioni azzeccate, ma sopra a tutto, molto sopra, un narratore formidabile, capace di farti restare con testa e orecchie su quello che racconta, pure se parlasse un’ora della fioritura del castagno.

Restart

Settembre, sei proprio tu?

Ho sempre un misto tra malinconia e piacere nell’affrontare settembre, da un lato i ricordi dell’estate che si va a spegnere, dall’altra parte la voglia di ricominciare i ritmi invernali, fatti di cose noiose ma anche completati da tante attività che mi rendono la vita più completa.

E’ stato un buon periodo di ferie, vissuto prevalentemente in zona, sono solamente uscito 3 giorni in moto attraversando Marche e Umbria per giungere nell’amata Toscana. Val d’Orcia e Val di Chiana, per la precisione. Un viaggio on the road tra paesi quali Chianciano, Sarteano, Radicofani, Bagno Vignoni, Montalcino, San Quirico, Sant’Angelo in Colle…per finire un giorno intero a Siena, un gioiello che ci attira sempre particolarmente.

Nel frattempo, ho continuato a tenermi in forma come meglio potevo, partecipando a diverse gare podistiche anche ad agosto, principalmente perché sono le mie preferite di tutto il circuito annuale. La prima si è svolta il 16 agosto ed era la “Colle di Montegiove”, durissima e bellissima alla quale non potevo rinunciare. Poi, ho ripetuto la doppietta della “Olivi e Vigneti”, il 22 e 23 agosto. Due giorni consecutivi a sgarruppare per i colli di Ripalta e di Piagge. Abbastanza massacrante, ma ha un sapore unico, la benedici e la maledici allo stesso momento, è diventata un appuntamento di punta, partecipatissima anche per via dell’iscrizione agevolata alla prossima Collemarathon.

Non è andata benissimo, nel senso che non va mai benissimo soprattutto per quanto riguarda Ripalta, percorso che non digerisco e sul quale fatico all’inverosimile, però il secondo giorno me la sono goduta ed ho fatto una gara soddisfacente. A fine doppietta, cosa che non faccio mai, ho guardato il tempo e l’ho confrontato con anno scorso. Sul totale della 2 giorni ho migliorato di 8 minuti. E io che mi dicevo che le mattinate all’alba erano solo sofferenza nel correre e non portavano frutti. Ora sotto con il programma tosto, si smette di scherzare e si va lentamente verso i lunghi, il 29 novembre è ancora lontano ma nemmeno così tanto. Firenze, proverò a meritarmi la tua ospitalità.