L’ultimo allenamento

A differenza di quanto fatto per la Collemarathon, mi accingo ad affrontare la maratona di Firenze senza aver mai scritto una sola riga del mio percorso di avvicinamento su questo blog.

Domenica si corre la 32esima Firenze Marathon e dovrei essere ai nastri di partenza, assieme ad altri miei compagni di squadra. Il condizionale è d’obbligo, viste le ultime vicissitudini.

In due settimane:
– ho comprato un nuovo paio di scarpe che si son rivelate indigeste per i miei piedi, dovendo rimediare con un nuovo acquisto dello stesso modello delle mie Asics precedenti, riportando il piede alle vecchie abitudini in pochissimi giorni;
– mi hanno respinto l’iscrizione per un cavillo sul certificato medico ritenuto non regolare, dovendomi far correre ai ripari in tempi brevissimi;
– ho in mano da 4 mesi i biglietti di andata e ritorno già pagati per i treni, e arriva puntuale lo scioperone a rendere tutto incerto. Sarà un viaggio della speranza, ci attendiamo il peggio ma non sto riuscendo a trovare alternative;
– dolori in due parti del corpo molto delicate, l’alluce del piede destro che si è gonfiato e un improvviso dolore alla parte alta della schiena che mi sta bloccando da ieri sera.

Comunque sia, speriamo di arrivare a Firenze decentemente e con la testa abbastanza preparata. Ho fatto l’ultimo allenamento, che è di una surrealità unica. Non so gli altri, ma io lo faccio a sensazione, senza guardare l’orologio, ripensando da dove son partito e dove sono arrivato. Ieri sera ho ripercorso tutti i posti principali del mio lungo allenamento, è stata una bella uscita. Ho iniziato questo percorso svegliandomi alle 5:30 nelle afose mattinate di luglio, e chiudo uscendo vestito da cosacco durante la prima vera settimana a clima invernale.

Personalmente il mesetto di “scarico” che va dal lunghissimo alla Maratona lo metto tra le cose più difficili da gestire, quando ci si prepara per questo evento. La tensione scende, hai benzina ma hai paura di strafare, se fai un po’ meno ti senti in colpa perché forse ti sei allenato male, diciamo che in generale si rischia di rovinare tutto se non si sta anche attenti con l’alimentazione. Una sensazione di rilassatezza relativa, che deve essere gestita bene.

Vada come vada, ormai ci siamo. Non si torna indietro, ammesso e concesso che mi facciano arrivare a Firenze entro domenica in qualche modo.

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