Scott Weiland

Aprire un social la mattina e scoprire che è morto Scott Weiland. Molti direbbero: Scott chi?

Non era un famosissimo, ma nell’ambiente rock/grunge era ben conosciuto. Non lo amavo chissà quanto, ma non mi lascia indifferente questa notizia, che in realtà è una sorpresa quanto lo possa essere la morte di uno dei tanti artisti notoriamente dipendenti dalle droghe pesanti.

Weiland era uno di questi, e ne ha fatte di cotte e di crude. Lo conobbi dalla sua entrata nei Velvet Revolver, in cui brillò nel primo album, e non si ripete’ nel secondo. Un bel progetto, durato il tempo che doveva durare.

Poi andai a riscoprire quanto fatto con gli Stone Temple Pilots, e rimasi piacevolmente sorpreso.

In questi casi si consigliano degli album o dei brani. Per quello che posso dirvi, “Purple” degli Stp e “Contraband” dei Velvet Revolver meritano di stare in qualsiasi collezione rock che si rispetti.

L’ho visto dal vivo una sola volta, a Milano con i VR. Si muoveva sul palco in maniera inconfondibile, con i suoi balletti uniti a movimenti ondulati.

La tristezza maggiore è che stiamo nuovamente ad aggiornare il conto di quelli che ci hanno lasciato anzitempo dopo aver continuato a vivere pesantemente il periodo grunge di inizio anni ’90. Cobain, Stailey, Hoon, Weiland…a farla breve facciamo prima a fare il conto di chi è rimasto. D’altronde è il rock, che porta con se’ sicuramente tanti falsi miti, ma che vive e si alimenta anche di questi eccessi.

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