Politica

Usa 2016

Sono iniziate stanotte (in Italia) le primarie tra i candidati democratici e repubblicani, che porteranno a nominare i due candidati che si sfideranno a novembre per la Casa Bianca.

Penso, come molti, che l’eredità lasciata da Obama sarà tremendamente difficile da gestire, anche e soprattutto per un impatto mediatico costantemente di primissimo livello. Sarà dura, per chiunque arriverà dopo di lui, diventare un grande Presidente.

Detto questo, un nome dovrà venir fuori, e la corsa vera e propria è iniziata in Iowa con i caucus del 1 febbraio.

Se siete appassionati, o se solamente volete capirci qualcosa di più e siete curiosi di approfondire alcune questioni, non potete farvi mancare gli aggiornamenti di Francesco Costa, che segue in maniera approfondita la politica Usa.

Qui trovate la pagina dove inserire la vostra mail per iscriversi alla newsletter, che ha una cadenza settimanale (ogni sabato) ma che viene utilizzata anche per avvenimenti extra, tipo stamattina fornire i risultati con spogli ancora da ultimare ma già ben delineati.

E’ fatta molto bene, con inserti video e richiami a vecchie campagne elettorali o fatti significativi accaduti nel passato. Soprattutto è fatta con passione, ed è un piacere leggerla a prescindere da quel che ne pensiate sui candidati presi singolarmente. La consiglio vivamente.

Jiro e l’arte del Sushi

Come già detto altre volte, ho Netflix. Lo sto usando soprattutto per le serie e per i documentari.

Se vi piace il sushi (ma anche se non vi piace), vi consiglio di vedere “Jiro e l’arte del sushi”, che racconta chi sia e cosa faccia Jiro Ono e come si possa avere 3 stelle Michelin in un locale che fa sushi situato praticamente nei sotterranei di una metro e con 7/8 commensali al massimo. Obama ha gradito, per dire.

Lo schifo normativo sull’Imu agricola

Quello che è andato in scena, da più di un mese a questa parte, in merito alle regole di versamento sull’Imu dei terreni agricoli è davvero ingiustificabile.

Abbiamo assistito inermi ad una delle più gigantesche schifezze normative fiscali da parecchi anni a questa parte, sicuramente per quanto mi riguarda da quando lavoro in uno studio commerciale.

La volontà iniziale era quella di modificare le regole per l’Imu dei terreni, in modo da poter raschiare il qualche modo il fondo del barile e ricavare qualche altro soldo da questa tassa. Questa l’idea, ma la realizzazione è stato un delirio continuo e crescente.

Prima lo spostamento dal 16 dicembre al 26 gennaio, poi l’attesa di una “sospensiva-bis”, poi la pronuncia del Tar del Lazio che in realtà non è una pronuncia quindi tutto rimane invariato, infine la modifica con decreto-legge in extremis venerdì 23, ultimo giorno utile prima della scadenza di lunedì 26. prorogando il versamento al 10 febbraio ma cambiando le regole di esenzione.

Mettetevi nei panni nostri: arrivi questa mattina, hai già consegnato buona parte dei modelli di versamento, devi andare a ricontrollare tutti i comuni interessati, bloccare i pagamenti F24 telematici ancora non inviati, verificare chi ha già pagato e chi no (e se doveva farlo).

Un inferno, per noi del settore. L’incompetenza del Governo Renzi sotto questo aspetto è davvero preoccupante. Su qualsiasi cosa sia stata emessa c’è sempre stata un’attesa di chiarimento, una circolare esplicativa richiesta, la domanda di un’interpretazione normativa o cose del genere.

A volte mi metto nei panni dei programmatori delle software-house dei nostri gestionali che si trovano di fronte a questi quotidiani sconvolgimenti normativi continui, mi chiedo come facciano a lavorare senza una dose elevatissima di imprecazioni.

Top of the Tops 2014

Lo fanno tutti, perché mai non dovrei farlo io? Il titolo è schifoso, ma è partito così e non mi va di tradirlo per pudore.

Mi sembra giusto condividere con voi la mia lista “Top” relativa all’anno 2014. Le categorie sono a cazzo di cane, inutile starlo a precisare.

  • LIBRO DELL’ANNO

“Il desiderio di essere come tutti”, di Francesco Piccolo.

Per me è il libro dell’anno. Lo so che per molti lo era già nel 2013, come per molti è stato il libro dell’estate (soprattutto dopo aver vinto il Premio Strega), ma io sono arrivato in ritardo e quindi così è, se vi piace. E’ una biografia raccontata insieme ad un bel pezzo di storia italiana. E poi si parla di sinistra, per farla breve se ne parla “per come la intendo io”, dato che tantissime volte mi sono trovato ad annuire mentre leggevo le critiche (tante) e le cose buone (non tantissime) che vengono fuori dai pensieri politici dello scrittore. E’ la storia di una sconfitta, ed è una bella storia.

  • DISCO DELL’ANNO

Temo sia una categoria in via d’estinzione. Mai come da quest’anno è difficile “localizzare” un disco preciso, perché Spotify ha cambiato tutto, non si comprano più dischi e non si ascolta più un solo disco. Si va di playlist o di singoli brani. Però, anche se in netto calo rispetto agli anni passati, alcuni dischi me li sono comprati ugualmente.

Tra questi, il mio preferito del 2014 è stato “Turn Blue” dei Black Keys. Una piacevole riconferma dopo “El Camino”, un suono inconfondibile a differenza di molti altri artisti di stampo indie.

Il singolo dell’anno, per quanto mi riguarda, è “Take me to Church” di Hozier.

  • FILM DELL’ANNO

Italiano: “Il Capitale Umano” di Paolo Virzì. Paurosamente reale. Una trama scritta benissimo e molto adatta ai tempi che stiamo vivendo, una fotografia notevole ed alcuni attori in grande forma. Amaro capolavoro del regista toscano, secondo solo a “Ovosodo”, ma di tutt’altro genere.

Straniero: “Grand Budapest Hotel” di Wes Anderson. Che dire oltre che è un film di Wes Anderson? Colori, immagini, simmetrie, personaggi. Tutto nel suo stile inconfondibile. Un cast interminabile diretto con grande maestria. Superbo.

Locale: “Gli Sbancati” di Herry Secchiaroli è la cosa più riuscita nel contesto fanese degli ultimi 10 anni almeno. Un film nostrano, con attori protagonisti del teatro dialettale che io ho sempre seguito con interesse. Una storiella spensierata, ma su tutto una FANO maiuscola e stupendamente confezionata. Il regista si merita come minimo un abbraccio caloroso da parte di ogni fanese che ama questa città.

  • EVENTO SPORTIVO DELL’ANNO

Il 7-1 della Germania al Brasile basta e avanza per racchiudere un intero anno di sport. Non è stata una partita di calcio solamente, è stata un qualcosa di surreale nel quale, da spettatore esterno, era difficile sia godere che soffrire. Indimenticabile, a dir poco.

Qui il Liveblog che ne fece il post, dal titolo inequivocabile.

A memoria eterna, il post di Francesco Costa, sintesi TOTALE del mio pensiero post-partita.

IL SITO/BLOG/PAGINA DELL’ANNO

Nessun dubbio. “L’Ultimo Uomo” è un blog in cui riuscirei a perdere ore e ore leggendo i dettagli post-partita e le analisi tattiche dei match relativi al calcio. Oltre a questo, offre una grande quantità di ritratti personali, di sportivi e non solo. Fantastico, ad esempio, uno degli ultimi articoli che ho letto, in cui parlano della crisi degli stadi italiani in un dettagliato rapporto.

L’ARTICOLO DELL’ANNO

Una categoria alla quale mi sono avvicinato grazie alle lunghe letture di NightReview ed i consigli nel weekender su Good Morning Italia. Gli articoli lunghi, se ben fatti, sono una della cose più interessanti in sostituzione di un libro, con il vantaggio che puoi risolvere la faccenda in una sola botta.

Ne cito due, uno in inglese e uno in italiano. Il primo è in realtà un articolo del 1944. Era stato pubblicato sull’Economist dopo lo sbarco in Normandia. E’ stato riproposto in originale in occasione del 70esimo anniversario dello sbarco. Molto semplice. Il secohndo si chiama “Le mie terrazze” e racconta la ricerca di una casa a Roma,  l’incontro grottesco con gli agenti immobiliari e le stronzate che ti rifilano. Mi ha ricordato le mie esperienze di ricerca casa.

Auguri a tutti voi, Buon Natale di tutto cuore!

Un anziano in ciabatte

La foto di un anziano, in ciabatte, davanti casa, che guarda un cane, magari appena tornato dal bar oppure da un giretto attorno a vedere i lavori in corso.

E’ lo stesso tipo simpatico che 2 mesi fa veniva ricevuto alla Casa Bianca da Obama.

E’ José Mujica, presidente dell’Uruguay. Un personaggio.

Fonte: Il Post

Lettera aperta al nuovo Sindaco di Fano

Durante questa campagna elettorale per le amministrative di Fano, è andata tanto di moda la comunicazione tramite “lettera aperta”. Mi accodo agli altri, e pure io mi permetto di scrivere il mio pensiero, diretto al nuovo sindaco, Massimo Seri.

Caro Massimo, 

Auguri. Ne hai bisogno.

Marco Ceppetelli

Foto: FanoInforma

Analisi flash del voto comunale a Fano

Una sola lista, solamente 24 candidati come consigliere comunale, meno di 5.000 euro di budget per spese elettorali. Risultato: 6.923 voti. Ovvero Ballottaggio con il candidato di centro sinistra, Massimo Seri.

“Fano a 5 Stelle” ha dato vita ad un piccolo miracolo elettorale locale di cui sono fiero di aver fatto parte, arrivando davanti a coalizioni molto più blasonate e sulla carta con numeri, candidati, e mezzi a disposizione molto più potenti.

Si ritorna a votare domenica 8 giugno. Farò la mia parte fino in fondo.

Foto: Occhio alla Notizia

Il punto su Fano a -3 dalle Amministrative

Ci siamo quasi, 3 giorni al doppio voto per le Amministrative ed Europee 2014.

La mia città, Fano, rinnova la giunta comunale dopo gli ultimi due mandati targati Aguzzi, con uno sfavillante primo quinquennio ed un deludente e quantomai controverso, discusso e pessimamente concluso secondo mandato.

Cosa ci attende, ora? L’incertezza regna sovrana. Abbiamo 7 candidati sindaco, di cui ben 4 legati chi più e chi meno ad una politica di centrodestra, ovvero Paolini, Delvecchio, D’Anna e Carloni. Un esule dal PD, Sanchioni, che è rimasto in una terra di mezza chiamata lista civica Prima Fano.
Mentre i restanti due sono Seri (che ha vinto le primarie per la coalizione di centrosinistra) e Omiccioli, candidato del Movimento 5 stelle (che include pure Bene Comune).

Le vicissitudini che hanno portato a così tanti candidati sono molteplici, su tutto a me è parsa evidente e vitale per tutti l’importanza di ricavarsi un posto in Consiglio e perseguire interessi personali, anche stracciando accordi tra partiti in origine raggruppati sotto la stessa lista. Alcune di queste candidature sono la diretta conseguenza della disastrosa faccenda riguardante la lista “Uniti per Fano”, naufragata dopo lo strappo di Mirco Carloni.

Provo ad andare al sodo, facendo alcune considerazioni personali.
L’unica cosa certa è che si andrà al ballottaggio. La frammentazione della destra ha sicuramente avvantaggiato Seri su tutti gli altri, ma allo stesso tempo gli impedirà sicuramente di vincere al primo turno.
Con Seri, pare intuire che se la possano giocare in molti, inizialmente io avevo dato per scontato un ballottaggio Seri-Carloni, ma le voci che si rincorrono negli ultimi giorni sembrano dare molto ravvicinati lo stesso Carloni, Delvecchio e la variabile “Fanoa5stelle”, per me sempre difficile da intercettare. Considero fuori dai giochi gli altri tre candidati.

Personalmente, ho fatto la mia scelta: voterò Fano a 5 stelle, sia come candidato sindaco, ovvero Hadar Omiccioli, sia per la preferenza come consigliere, che andrà ad un amico con cui ho avuto il piacere di parlare di politica e confrontarmi in questi mesi.

E’ una scelta strana, per quanto mi riguarda, dato che mi vedo abbastanza lontano dal Movimento5stelle nazionale e non lo voterò alle Europee (a differenza di molti, io credo nell’Europa e nell’Euro), ma che a carattere locale ho voluto ripensare, sia per la vicinanza a chi vi partecipa attivamente, sia per alcune proposte (una su tutte, data l’incompetenza che ha regnato in alcuni assessorati chiave) che hanno fatto in campagna elettorale. Non riesco a votare il PD fanese, non sono abbastanza di sinistra per spingermi verso SEL, non ho valutato bene la proposta di Massimo Seri ed escludo a priori il voto per Delvecchio Sanchioni e Carloni, autori di una commedia grossolana che a distanza di pochi mesi ancora faccio fatica a dimenticare.

Credo sia arrivata l’ora di capire effettivamente se quelli dei cinque stelle sono capaci di fare qualcosa, è ora che si prendano le loro responsabilità per almeno 5 anni. Criticarli senza averli prima messi alla prova mi sembra fin troppo facile, e sinceramente mi sono anche rotto le balle di dare nuova fiducia a coalizioni che purtroppo l’hanno puntualmente tradita, chi prima e chi dopo. Preferisco sbagliare puntando su una variabile sconosciuta.

Foto: VivereFano