2014

Invernalissima

Domenica intensa, quella appena trascorsa. Sono stato in provincia di Perugia, per l’Invernalissima 2014.

Sveglia h 5:15, ritrovo h 6:00 a Calcinelli, colazione con gli altri 6 del gruppo che componeva la spedizione podistica in Umbria. Partenza per Bastia Umbra alle 6:15, arrivo, sistemazione, riscaldamento e tutti pronti per la partenza alle 9:30 sotto un cielo parzialmente coperto ed un clima strano che rendeva difficile la scelta dell’abbigliamento.

Veniamo alla gara, molto bella e ben organizzata. Fa piacere partecipare a corse che funzionano, con ristori ben forniti, diversi punti musica, chilometraggio costantemente segnalato e traffico bloccato su tutto il percorso. Il percorso è suggestivo, mezza maratona di 21 km con partenza dalla zona Fiera di Bastia, passaggio nel piccolo centro cittadino, la Basilica di Santa Maria degli Angeli, San Damiano, un lungo tratto proprio sotto la città di San Francesco ed infine ritorno da dove eravamo partiti.

Personalmente,  mi sento di aver corso una delle più belle gare della mia inesistente carriera. Non ero allenatissimo, ma sapevo che potevo finirla, in qualche modo. Ho corso a ritmo più o meno costante, ho saputo gestirmi all’inizio senza seguire ritmi che mi avrebbero bruciato, e soprattutto ho tenuto con la testa nei 4 chilometri finali in cui le gambe mi avevano quasi totalmente abbandonato.

Son stato sempre in gara da solo, non conoscevo nessuno di quelli che andavano al mio ritmo e pochi di quelli attorno avevano voglia di parlare. Due ore di solitudine a parlare con me stesso, con il mio corpo, pensando alla respirazione, ai movimenti, calcolando i tempi medi e i potenziali tempi di arrivo. La sintesi della corsa, il dialogo con il proprio corpo.

Il tempo finale mi ha premiato. Volevo migliorarmi e potenzialmente stare sotto le 2 ore. Il mio unico precedente sulla mezza maratona era di 2h03m alla mezza di San Benedetto, disputata ad Aprile. Ieri ho chiuso in 1h56m di real time. Insomma, mi ritengo soddisfatto per aver centrato entrambi gli obiettivi.

Naturalmente, la corsa faceva da scusa per potermi sparare un bel pranzo dai nostri amici di Assisi che gestiscono l’Agriturismo “Le Mandrie di San Paolo”, dove io e Chiara ci siamo fermati per un ristoro.

Credo pure che la faccenda meriti qualche dedica, sparsa quà e là. Un grazie va a chi si è allenato con me diverse volte alle 8 di domenica mattina, chi guidava il gruppo e mi ha dato consigli all’interno della squadra del Calcinelli Run, al bel rapporto che si è formato e che continua a crescere tra noi “atleti”. Grazie alle mie gambe, che seppure ai loro ritmi, mi portano dappertutto…e non è poco. Grazie soprattutto a chi non mi ha ancora chiesto di scegliere tra lei e questa mia passione, pur sapendo che tutto potrebbe peggiorare in vista di un obiettivo ancora più grande, che è quello della prima maratona nel 2015.

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StraFosso 2014

Torno a parlare di podistica, questo strano mondo che un poco mi appartiene. Domenica sono tornato in strada, ho partecipato alla “StraFossombrone”, una gara storica di questa zona, giunta alla 39a edizione, un appuntamento fisso del circuito locale.

Era la mia prima partecipazione, non ero allenato e non conoscevo il percorso. Ho chiuso i 9.6 km in 52:40 (real time 52:32, ci tengo a dirlo), arrivando assieme ad un gruppo che solitamente mi sta dietro, dato che ormai ci conosciamo tutti molto bene nelle retrovie.

Che dire, ormai la situazione è questa, si corre per fare qualcosa che mi mette alla prova e sfogare le tensioni settimanali, i miglioramenti non ci sono e faccio pure fatica a mantenere i miei (seppur scarsissimi) livelli minimi. Non sono soddisfatto, ma faccio buon viso a cattivo gioco consapevole del fatto che se riesco a sorridere adesso con questi tempi, posso pensare positivo per un futuro in cui possa trovare almeno il tempo per allenarmi.

Il percorso, per inciso, è davvero bello, vario e mai esagerato in dislivelli. Il tempo era perfetto, con cielo nuvoloso e temperatura anomalmente mite per una cosa di metà luglio che parte alle 9:30.

Vi lascio il percorso, come sempre, casomai vi venisse voglia di farci un giro.

Cosa resterà di Brasile 2014

Ogni mondiale, specialmente per chi è appassionato come me, assume un appuntamento imperdibile, lo resta anche se l’Italia se ne va anzitempo, e soprattutto regola il passare degli anni nei ricordi successivi, quasi a marchiare a fuoco un periodo, un’annata. Provo a ripercorrerli tutti, con le cose più indelebili che sono rimaste nella mia mente per ogni edizione.

Il primo mondiale di cui ho ricordo è quello del ’90, in casa. Le notti magiche cantate dalla Nannini e Bennato, Toto’ Schillaci e l’Argentina che ci giustizia in semifinale.

Poi il 1994, in America, con Baggio stratosferico, le partite tutte di giorno con le telecamere quasi squagliate e la fatale lotteria dei rigori contro il Brasile.

Del 1998 ricordo bene la “sofferenza” di avere a che fare per la prima volta con la difficoltà di conciliare lavoro (estivo in un supermercato) e le partite, che ero solito vedere tutte, qualsiasi squadra giocava. Ricordo la tristezza di aver visto l’eliminazione in una tv appoggiata tristemente ad una sedia del magazzino, la crisi pre-finale di Ronaldo e la Francia meritatamente vincitrice in casa.

Korea/Giappone 2002 a memoria il Mondiale più triste, le partite erano spesso all’ora di pranzo, l’arbitro Moreno e la rivincita del Brasile 4 anni dopo.

Inutile stare a dare aggettivi a Germania 2006. Il gruppo di amici ormai maturo per festeggiare, la nazionale di Lippi finalmente vittoriosa, le uscite in scooter in una città bloccata ma comunque felice. Il gol di Totti contro l’Australia e il gol di Del Piero contro la Germania ricordo che furono quelli che mi fecero sbroccare più di altri. Il Poo-poroppoppopoopoo.

Pure il 2010 si contende un posto tra i mondiali peggiori. Il SudAfrica con i mondiali in inverno, la Spagna imbattibile, il polpo Paul che azzecca tutti i risultati.

Ed ora, cosa resterà di questa edizione brasiliana?

Il 7-1 della Germania in semifinale, sicuramente. Ricorderò anche la bellezza di un’edizione con praticamente tutte le partite giocate almeno sino a metà con luce naturale. Capisco il problema del caldo, ma per chi si gode lo spettacolo non c’è niente di meglio di una partita giocata al sole e senza illuminazione artificiale. Il fallimento di Prandelli, prima dell’Italia, che aveva a disposizione una squadra da almeno prime 8, ed inspiegabilmente ha perso la bussola nel periodo più tosto. Anche da queste cose si capisce la grandezza di un selezionatore, ed anche la caratura di un uomo. Prandelli ha deluso molto, e molti. Me compreso, che l’ho sempre sostenuto, ma è innegabile che si è giocato malissimo la chance più grande che avesse mai avuto in carriera.

Il pronostico per stasera è veramente difficile. La testa, la ragione, la tecnica e i grandi numeri dicono Germania. Hanno la squadra più forte, da anni, e non hanno mai vinto niente. Giocano meglio, ma gli è sempre mancato qualcosa e soprattutto rischiano di far passare una generazione “mostruosa” di talenti senza aver conseguito un solo titolo con la nazionale, il che sarebbe una beffa soprattutto per un movimento che ad ora sta davanti a tutti, in programmazione, risultati ed idee. Il problema è che gli argentini sono affamati, forse quanto i tedeschi, ma hanno dalla loro una cattiveria agonistica che in questi casi può fare la differenza. Temo che l’Argentina si possa trasformare nella fatale Italia che in questi anni ha causato tante delusioni ai teutonici, squadre chiuse, rognose, che non ti fanno giocare e poi ti sfiniscono a livello nervoso, rivelandosi vincenti sugli episodi chiave.

Vedremo, Una cosa è sicura, comunque vada a finire, sarà stata l’edizione del “decime que se siente”. E non oso pensare cosa possa succedere in caso di vittoria dell’Argentina.

Tornano i Cortili Letterari a Fano

Anche questa estate torna l’appuntamento con i “Cortili Letterari” a Fano, un modo per parlare di libri direttamente con gli autori in cortili, giardini e luoghi particolari della nostra splendida cittadina.

Una bellissima iniziativa curata da Elisa Sabatinelli con il supporto di altri appassionati di scrittura e la collaborazione con la libreria “Il Libro” di Corso Matteotti.

Il primo appuntamento è fissato per domenica 29/6 alle ore 18:30 presso il cortile di Via de Borgogelli n.8, si parlerà di “La Collina” con l’autrice Andrea Delogu.

Sto leggendo il libro proprio in questi giorni, mi aveva incuriosito la bella recensione di Lucacicca, narra dell’esperienza di vita e di storie che la scrittrice ha vissuto direttamente nella comunità di San Patrignano, essendo nata lì dentro e pure cresciuta sino ai 12 anni circa. E’ un libro forte, ma d’altronde, parlare di recupero dalla tossicodipendenza negli anni ’80, significa aver a che fare con storie di vita al limite ed una piaga sociale terribile ed inaffrontabile per molti.

San Patrignano ci provò, per alcuni ci riuscì, per altri no. Questo libro aiuta a farvi un’idea di cosa succedeva all’interno, con gli occhi e le testimonianze di chi ci ha vissuto.

E la corsa?

E’ un po’ che non scrivo di corsa. Non lo faccio da tempo, anche perché c’è poco da scrivere, dato che non sto praticamente facendo più attività come si dovrebbe.

Dopo la CorriLucrezia del 25 aprile non ho disputato nessuna podistica, mi sono allenato a intervalli molto irregolari, con distanze mai troppo lunghe ed inserendo diversi giorni di vuoto tra un’uscita e l’altra.

La motivazione è molto semplice: non basta comprare casa per poterne godere, specialmente se si ha a che fare con dei lavori di ristrutturazione. Al momento gli unici pochi scampoli di tempo libero extra-lavoro sono quasi interamente dedicati a progettare, valutare, discutere e sistemare faccende “domestiche”.

Nel frattempo mi sono allenato alla meno peggio, e proprio ieri ho provato a disputare nuovamente una corsetta di 10km ad Urbania, cittadina a me carissima, partecipando anche quest’anno al “Giro dei 4 ponti”. Anno scorso andò malissimo, quest’anno almeno il caldo soffocante ce lo siamo risparmiati, ma non posso dire sia andata molto meglio.

Da cronometro ufficiale ho migliorato 3 secondi (54:54 nel 2013, 54:51 nel 2014), pur considerando che all’ultimo chilometro ho avuto un attacco terribile di mal di fegato che mi ha costretto a fermarmi per circa 300 metri (probabile scotto pagato per la tirata davanti alla tv con la Nazionale della notte precedente, e le conseguenti 4 ore di sonno). Dovrei essere soddisfatto, ma non lo sono pienamente.

Ho migliorato solamente perché ho imparato a correre e conoscevo il percorso (che comunque resta particolarmente ostico nel suo totale), quindi ho perfezionato la gestione pur non avendo una forma ideale, ma resto dell’idea che io e la corsa siamo completamente incompatibili in quanto ad attitudine di base. Non vado forte, e la cosa a volte sconforta, a volte semplicemente si accetta.

Magari un giorno avrò tempo e modo per dedicarmi a migliorare tempi e metodi di allenamento, al momento non posso metterlo in cima alle mie priorità e prendo il buono di fare comunque attività fisica. Resta il fatto che niente ti appaga quanto raggiungere il culmine della salita e sapere che sta per iniziare la tanto meritata discesa. Credo si capisca da questa foto di ieri mattina.

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Il punto su Fano a -3 dalle Amministrative

Ci siamo quasi, 3 giorni al doppio voto per le Amministrative ed Europee 2014.

La mia città, Fano, rinnova la giunta comunale dopo gli ultimi due mandati targati Aguzzi, con uno sfavillante primo quinquennio ed un deludente e quantomai controverso, discusso e pessimamente concluso secondo mandato.

Cosa ci attende, ora? L’incertezza regna sovrana. Abbiamo 7 candidati sindaco, di cui ben 4 legati chi più e chi meno ad una politica di centrodestra, ovvero Paolini, Delvecchio, D’Anna e Carloni. Un esule dal PD, Sanchioni, che è rimasto in una terra di mezza chiamata lista civica Prima Fano.
Mentre i restanti due sono Seri (che ha vinto le primarie per la coalizione di centrosinistra) e Omiccioli, candidato del Movimento 5 stelle (che include pure Bene Comune).

Le vicissitudini che hanno portato a così tanti candidati sono molteplici, su tutto a me è parsa evidente e vitale per tutti l’importanza di ricavarsi un posto in Consiglio e perseguire interessi personali, anche stracciando accordi tra partiti in origine raggruppati sotto la stessa lista. Alcune di queste candidature sono la diretta conseguenza della disastrosa faccenda riguardante la lista “Uniti per Fano”, naufragata dopo lo strappo di Mirco Carloni.

Provo ad andare al sodo, facendo alcune considerazioni personali.
L’unica cosa certa è che si andrà al ballottaggio. La frammentazione della destra ha sicuramente avvantaggiato Seri su tutti gli altri, ma allo stesso tempo gli impedirà sicuramente di vincere al primo turno.
Con Seri, pare intuire che se la possano giocare in molti, inizialmente io avevo dato per scontato un ballottaggio Seri-Carloni, ma le voci che si rincorrono negli ultimi giorni sembrano dare molto ravvicinati lo stesso Carloni, Delvecchio e la variabile “Fanoa5stelle”, per me sempre difficile da intercettare. Considero fuori dai giochi gli altri tre candidati.

Personalmente, ho fatto la mia scelta: voterò Fano a 5 stelle, sia come candidato sindaco, ovvero Hadar Omiccioli, sia per la preferenza come consigliere, che andrà ad un amico con cui ho avuto il piacere di parlare di politica e confrontarmi in questi mesi.

E’ una scelta strana, per quanto mi riguarda, dato che mi vedo abbastanza lontano dal Movimento5stelle nazionale e non lo voterò alle Europee (a differenza di molti, io credo nell’Europa e nell’Euro), ma che a carattere locale ho voluto ripensare, sia per la vicinanza a chi vi partecipa attivamente, sia per alcune proposte (una su tutte, data l’incompetenza che ha regnato in alcuni assessorati chiave) che hanno fatto in campagna elettorale. Non riesco a votare il PD fanese, non sono abbastanza di sinistra per spingermi verso SEL, non ho valutato bene la proposta di Massimo Seri ed escludo a priori il voto per Delvecchio Sanchioni e Carloni, autori di una commedia grossolana che a distanza di pochi mesi ancora faccio fatica a dimenticare.

Credo sia arrivata l’ora di capire effettivamente se quelli dei cinque stelle sono capaci di fare qualcosa, è ora che si prendano le loro responsabilità per almeno 5 anni. Criticarli senza averli prima messi alla prova mi sembra fin troppo facile, e sinceramente mi sono anche rotto le balle di dare nuova fiducia a coalizioni che purtroppo l’hanno puntualmente tradita, chi prima e chi dopo. Preferisco sbagliare puntando su una variabile sconosciuta.

Foto: VivereFano

Diplomato

Alla fine, la mia tanto sospirata ed attesa prova sulla mezza maratona, è finalmente arrivata.

E’ stata una domenica intensa, quella di ieri. Sveglia alle 5:30, partenza assieme a due compagni di squadra alle 6:15 per San Benedetto del Tronto. Arrivo in forte anticipo, ritiro pettorali con calma e poi giretto di perlustrazione sul percorso prima della partenza delle 9:15 circa.

Tempo nuvoloso e variabile, temperatura e condizioni perfette per correre. Percorso lineare, con zero dislivello e un circuito di 2 giri con 2 rettilinei, di cui uno lunghissimo, con poche variazioni per la visuale, il che lascia poco svago alla testa nei momenti difficili.

In partenza buone sensazioni, primi 10 regolari con media consueta e forse anche troppo alta per quello che mi attendeva. Poi, nuovamente, lo scoglio dei 16 km si è fatto terribilmente sentire. Non mi ero preparato a dovere, e lo sapevo, avendo fatto 20 km una sola volta, per giunta fermandomi. Poi altre volte 15 e 16 km ma sempre faticando sul finire. Insomma, sapevo che quello era il “punto di non ritorno”. Sicché crisi al 16esimo e 18esimo, con conseguente pit stop per rifornimento e tanti metri senza correre ma solo camminando.

Poi dal 19esimo in poi mi son detto “dai, piano piano arrivi come arrivi ma devi farlo”. E’ davvero difficile spiegare cosa si sente in quei momenti, è tutto un conflitto tra il corpo che ti dice “ti prego, porca puttana, fermati!” e la testa che dice “dai, se molli adesso sei uno stronzo”. Alla fine ha vinto la testa, e con me ha vinto un altro ragazzo con il quale ho fatto gli ultimi 3 e con il quale ci siamo abbracciati all’arrivo. Non ricordo nemmeno il suo nome. Ricordo di aver urlato di gioia al traguardo e aver baciato il suolo, in alcuni momenti quasi mi son sentito mancare, ma la volontà ha vinto su tutto. Ho chiuso in 2:02:49 da mio crono personale.

Naturale che si possa e si debba fare meglio, ora l’obiettivo si sposta sul farne una in meno di 2 ore, ci lavorerò su ma diamo tempo al tempo. Ho voglia di svagarmi un po’, senza obiettivi precisi e concedermi qualche domenica in libertà, dato che ultimamente ne ho “sacrificate” parecchie alla corsa.

Eravamo tremila alla partenza, sono arrivato in mezzo, tra gli scarsi, ma sono arrivato. Che strano, consapevolmente scarso, ma contento. Non ho foto della gara, avevamo altro a cui pensare. Ma ho il diploma, lo pubblico a fine articolo.

P.s.: complimenti sinceri all’organizzazione, davvero ottima. Grande partecipazione, bel pacco gara, villaggio ben fornito, docce (seppur fredde, ma vabbè) e tante buone cose. Bravi.

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Progressi

Ieri mattina ero ad Urbino, per la Vivicittà 2014, gara che si svolge a livello nazionale e che ho corso per il secondo anno consecutivo.

L’obiettivo stagionale, come già detto, è correre una mezza maratona, possibilmente arrivando alla fine, e domenica prossima ci proverò a San Benedetto del Tronto con la Mezza Maratonina dei Fiori.

Nel frattempo, ho voluto fare i quasi 12km (in 2 giri) di ieri per tenermi allenato e “tastare il polso” in generale dopo alcune uscite altalenanti delle ultime settimane. Naturale che quando parti con l’idea di allenarti, è la volta buona che le gambe rispondono. Ho chiuso in 1h00m42sec, l’anno scorso nello stesso percorso chiusi in 1h05m55sec.

Sono 5 minuti di progresso, ma soprattutto sono 2 giri corsi a tempo identico, il che mi conforta in vista della faticaccia di domenica prossima. Speriamo bene, anche se io metto le mani avanti: non ho mai corso più di 20km e soffro terribilmente il caldo. Ai posteri l’ardua sentenza.

Vi regalo il report di ieri, tiè.

Il tabellone più bello di sempre

La Champions League di calcio si appresta a vivere la sua fase conclusiva. Ieri ci sono state le ultime sfide degli ottavi di finale, dal 1 aprile si passa ai quarti.

Otto squadre rimaste a giocarsi la finale di Lisbona: Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Chelsea, Manchester United, Paris Saint German.

Sono tutti top team assoluti, sicuramente i migliori in circolazione. Per quanto debba essere così, erano anni che non capitava un tabellone così spettacolare, perché per tantissimi motivi alcune delle squadre migliori si perdono per strada ogni anno.

Ora, qualsiasi sorteggio butterà fuori delle sfide di livello altissimo tra i migliori giocatori del mondo. In fondo, alla Champions League si è da sempre chiesto solamente questo. E questa è davvero un’ottima annata.

Buon divertimento.