berlusconi

Tra il giubilo e il lutto

Inevitabile parlare della decadenza di Berlusconi, oggi, dopo il voto in Senato.

Poche righe per mettere nero su bianco un pensiero del momento. Leggo di persone in lutto, un lutto dichiarato dal leader stesso. Leggo di persone in festa, quelli che han sempre perso e che trovano solo questi momenti per gioire. Ecco, tra il lutto e la festa, in mezzo, mi ci metto io. Permettetemi di essere almeno soddisfatto, questo me lo dovete.

Per la portata del soggetto, di quello che ha rappresentato e che raffigura tutt’oggi, del sistema che ha costruito e di quello che ci gira attorno, dire oggi “non c’è un cazzo da festeggiare” credo sia comunque sbagliato. Per una volta, ha perso in casa, e pure male. Ha perso nel palazzo, quello che ha sempre comprato con i voti presi acquistando altri parlamentari, quello che ha rivoltato più volte quando sembrava sempre sul punto di crollare. Ha perso quello che ha creato un mondo di leggi fatte su misura che salvavano sempre situazioni già compromesse. Per una volta che gli è sfuggita una legge, quella l’ha fatto decadere. Curioso, a dir poco.

Ecco, si, magari non ci sarà proprio un cazzo da festeggiare, perché uno come Berlusconi ci fa male nel nostro vivere quotidiano, nel vedere quanti piccoli simili si sono creati in giro,. Ma almeno riconosciamo il fatto che invece si, porca puttana, in un qual senso c’è da festeggiare, perché sennò siamo sempre qua ad aspettare un domani che non viene ed un presente che assomiglia troppo al passato. Stavolta, a modo mio, sono contento.

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Cosa vi aspettate?

La recente (e anche non recente) storia politica italiana ci insegna che una supposizione sfavorevole del giorno prima, specialmente se riguardante Berlusconi e il Pdl, venga puntualmente e clamorosamente smentita il giorno dopo.

Nel contesto odierno, non vi aspettate un voto di fiducia al Senato, perché secondo me e secondo quelli che sono i “rumors” mattutini sembra che non ci sia. E non mi sorprende affatto, perché è stolto pensare ad un tradimento collettivo da parte di persone prive di coraggio, e che non credo riescano a tirarlo fuori in un momento tanto delicato. Ricordate la vicenda di Alfano premier e delle primarie per il candidato Pdl? Pensate che abbiano il fegato per tradirlo? Dai, su. Ci sarà stato l’ennesimo tentativo di convincimento andato a buon fine in cambio di chissà quali contropartite. Lo stesso metodo che da anni tiene sotto scacco tutto il nostro paese, ammaliato da promesse e da accordi che puntualmente non vengono rispettati, ma che non possiamo rifiutare nel momento in cui vengono proposti.

Quindi, vedremo che ne sarà di questo governo, ma temo che oggi si viva una giornata molto simile a quella andata in scena per il tentativo di Prodi al Quirinale. Partenza fiduciosa del PD, speranze che si dissolvono, delusione inconcepibile, ennesima sconfitta.  Vedremo.

+++Update delle 14:54 del 02/10+++

Alla fine, tra pianti e scene da libro cuore, Berlusconi ha deciso di votare la fiducia. La cronaca, qui. Il tweet del giorno, scritto da un giornalista del WSJ, è questo (ovvero, come ci vedono da fuori):

Saper comunicare in campagna elettorale

Preavviso doveroso: è un post lungo.

Ok, ci siamo fatti (quasi) tutti due risate con la #propostashock di Berlusconi relativa all’eventuale restituzione dell’IMU in caso di vittoria grazie alle risorse recuperate con un fantasioso accordo sulle tassazioni finanziarie con la Svizzera. Sono seguite poi le inevitabili goliardate, dalla twitteriana #probastashock alla sequela di divertenti foto di “improbabili restituzioni” che girano su facebook.

Ora, provando ad analizzare la faccenda dal punto di vista mediatico, mi scappa un applauso, o meglio un ceffone per tutti gli altri. Si, perché Berlusconi ha il dono della comunicazione immediata, cosa che nessun avversario diretto può vantare. Certo, lui la spara grossa. Ciononostante, miracolosamente il suo partito recupera e guadagna consensi, cresce la consapevolezza che ci siano altre persone ancora disposte a votarlo e si crea una spirale negativa (per gli altri) e positiva (per il suo partito). Come mai succede questo?

Provo ad argomentarlo in pochi punti, da puro ignorante in materia comunicativa:

– Berlusconi quando parla va al sodo, dice “aboliremo l’IMU”, “restituiremo l’IMU”, “ridurremo le tasse di un punto percentuale all’anno”, “assunzioni per gli apprendisti con contributi a costo zero”.  In questi termini, il concetto diventa immediatamente percepibile e difficilmente equivocabile. Ora, provate e prendere un Bersani, solito ad argomentare con frasi del tipo “parliamo dei problemi degli italiani”, “il lavoro al centro della questione”, “tutti promettono, noi non vi raccontiamo favole” che per carità sono concetti nobilissimi, veri e reali, ma che sono difficilmente percepibili da un medio elettorato (in pratica, cosa mi dai? Cosa mi togli? Che vantaggi avrò nel votarti?). Si rimane in un limbo comunicativo che trasmette incertezza, quindi sfiducia. A questo punto, è più comprensibile e diretto un Grillo che dice “mandiamoli tutti a casa”, che fa sicuramente demagogia, ma che arriva al cuore della questione e delle tematiche che vogliono essere affrontate dagli elettori;

– seppur lanciandosi in ardite affermazioni, sparando numeri in sequenza e fornendo schemi dalla dubbia veridicità, si può sentire legittimato nel farlo perché, a memoria, nessuno si è mai preso il compito di verificare e smentire pubblicamente i dati che vengono citati. E dire che i giornalisti spesso forniscono un aiuto insperato, dando spiegazioni con dati alla mano che possono smentire quel che è stato detto, ma tutto ciò viene snobbato, forse sottovalutato o peggio ancora considerato un inutile esercizio;

– mantiene una linea fissa. In caso di domande scomode, risponde recitando una parte, aggirandole con frasi fatte e fregandosene di quello che possono pensare gli interlocutori. E’ segnale di una limitata predisposizione al dialogo ed al ragionamento, sicuramente di ignoranza politica ed arroganza, ma il fatto di non indugiare assolutamente sulla risposta trasmette nel cosiddetto “popolo degli indecisi” quel strano senso di affidabilità riconducibile alla fiducia in sè stessi, tanto rispettata e sempre ammaliatrice;

– infine, se ne infischia delle nuove tendenze. Al diavolo social network, i socialcosi ed i luoghi di adescamento elettorale virtuale. Sa benissimo che non è quello l’elettorato di riferimento, ormai in mano al M5S oppure a fette da spartire tra altre “piccole” realtà. No, lui va in TV (naturalmente è privilegiato in questo) e punta sull’elettorato “maturo”, consapevole che è lì davanti alla TV e che è la parte più ampia di questo paese, quelli da convincere veramente a muovere il culo ed andare a votare, sperando che venga tolta l’IMU sulla seconda casa che non è stata data a nessuno della famiglia e che toglie i soldi dalla pensione. Quello che fa Bersani invece è dialogare male con entrambi, lontano dal contatto “giovanile” e difficilmente seduttore verso un pensionato che propende ad astenersi dal voto, inoltre usa la TV abbastanza male, con occhi quasi sempre abbassati e continue rassicurazioni sulle buone intenzioni del proprio partito, ma espresse senza convinzione. Possiamo discutere delle ore sull’importanza della TV, pure Grillo l’ha capito e non indugia a farsi intervistare, far partecipare giornalisti ai comizi ed annunciare un massiccio sprint finale sugli schermi televisivi.

Per chiudere: se rimonta ci sarà (c’è già stata e ci sarà, ora non so fino a che punto) non penso sia per merito di Silvio Berlusconi. Queste cose le ha sempre fatte. Piuttosto vedo tanto demerito nelle file di chi il vantaggio lo aveva e lo sta sprecando puntando a “prendere meno gol possibili”, senza usare le giuste contromosse, soprattutto adottando una politica “buona” che in questo paese non paga. E’ bellissima, ma non ti fa governare, non siamo negli USA e nessuno è Obama, prendetene coscienza. Se vuoi vincere contro questa gente qui, devi cambiare strategia. A pensarci bene poi ti ricordi che le armi per combattere sarebbero facilmente reperibili dentro l’arsenale stesso del partito, dove uno come Matteo Renzi ha dimostrato di avere tanto da insegnare a tutti in termini di praticità e facilità di comunicazione, ha lasciato spunti interessanti, pensi che magari qualcosa dovrebbero averla pure imparata…ma no, niente da fare.

Allora si, avanti di questo passo, vi meritate l’ennesima batosta. O almeno, per quanto mi riguarda, non vi meritate il mio voto.