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Biscotti-day anche per i tarpani di WordPress

Come forse ben sapete, il 2 giugno scadeva il termine entro il quale bisognava mettersi in regola per notificare l’eventuale utilizzo di cookie da parte di siti, blog, pagine, ecc…

Io, come tanti altri, faccio parte della categoria “blogger tarpani”, ovvero quelli che hanno un proprio spazio sul web ma che è fornito gratuitamente da una piattaforma madre, in questo caso “wordpress”.

Da quello che ho potuto capire, in questi giorni di affannata ricerca, non c’era alcun problema per chi aveva un blog worpress con dominio proprio, e le spiegazioni trovate su altri blog erano tutte riferite a questo. Scaricavi un plugin, lo aggiungevi, e il gioco era fatto.

Per chi, come me, aveva un blog gratuito, non era possibile installare plugin aggiuntivi e quindi non era ben chiaro come adeguasi alle disposizioni. Ora, sbatti di qua e sbatti di là, nel forum italiano di wordpress ho letto una lunga discussione tra quelli che si trovavano nella mia situazione.

La situazione mi è sembrata chiara: wordpress ha fatto poco e nulla per aiutarci, e non è sembrata nemmeno tanto allarmata dalle scadenze. Un generale “tranquilli, poco a poco vi faremo sapere”.

Ad oggi, qualche buon’anima ha creato stringhe html da aggiungere al proprio blog, per adattarsi comunque e cercare di far capire che la volontà, di mettersi in regola, c’è stata ed è stata tanta.

Personalmente non faccio fatica a dire che ho solamente copiato e riadattato tutto quanto scritto da “il perdilibri” in questo articolo, più qualche scopiazzata tra rinnovamento livorno e giuseppe merlino. Non riuscirò mai a benedirvi abbastanza. Per tutti gli altri che sono nel momento dello smadonnamento, che iddio vi assista, ma ne uscirete.

Aggiornamentone di luglio: i ragazzi di Toxnetlab.com vi guideranno anche all’installazione del widget che ha rilasciato, direi finalmente, la piattaforma WordPress per gli utenti free.

42 km e 195 metri

Però, prima che mi diciate che parlo sempre di corsa, vorrei ribadire un concetto che ho già espresso più volte: dovrebbe essere obbligatorio correre UNA maratona nella vita. La gara, ma soprattutto il percorso di avvicinamento, sono un tale viaggio fisico e mentale che rappresentano un’emozione che pochissime altre esperienze vi possono regalare. Una sola, poi potete tornare al vostro divano.

VIA: Linus Blog

Il tiro al Montezemolo

 

Sulla brutta, anzi bruttissima, questione Marchionne-Montezemolo-Ferrari sento di affidarmi completamente alle parole di un “insider” d’eccezione come Leo Turrini dalle colonne del suo blog:

…Quanto è successo, mediaticamente e ovviamente anche in pista, nel week end di Monza non è stato triste. E’ stato penoso. E voglio essere onesto fino in fondo.
Di Marchionne condivido una cosa: quando dice che due (due, accidenti, ha detto due!!!) campioni come Alonso e Raikkonen non possono essere mandati a gareggiare con una Rossa tanto scadente.
Però, la ricetta non è tagliare un’altra testa, stavolta la più illustre.
Così come non abbiamo risolto nada liquidando Baldisserri-Dyer-Mazzola-Costa-Domenicali-Marmorini, prossimamente non risolveremo nada mandando in pensione LCDM…

Marchionne pensa che tutto si possa gestire come un’azienda qualsiasi, ma forse mai come nel caso della Ferrari si dovrebbe tener conto della variabile più importante: la passione.

Alla Ferrari, come alla Juve, vincere è l’unica cosa che conta. Luca di Montezemolo lo sa bene, e non credo abbia problemi a mettersi in discussione in quanto a risultati SPORTIVI, anche perché ci si potrebbe attaccare solo a quelli, visti gli eccellenti andamenti economici dell’azienda.

Quello che Marchionne sta facendo non è altro che buttarlo dalla finestra come un sotto-manager qualsiasi, facendolo passare per uno sprovveduto che vive di rendita essendo da sempre in orbita Maranello, senza tener minimamente conto di quello che è riuscito a portare in casa Fiat quando pioveva solo merda da qualsiasi settore produttivo della grande famiglia.

E’ stata una tipica uscita in “stile-Agnelli” (ricordate l’annuncio del fine rapporto tra Del Piero e la Juve?) di cui avremmo volentieri fatto a meno, ma che segue un percorso in cui il manager col golfino è stato spesso protagonista.

Ricordate a Sergio Marchionne, piuttosto, che c’è solo una macchina, anche oggi, che qualsiasi pilota di F1 desidererebbe guidare un giorno, e si tratta della Ferrari. E’ così da sempre, grazie anche a gente come Montezemolo. Faccia il suo lavoro, ma faccia anche in modo che questo pensiero non muti nel tempo.

Foto: Ansa.it

Un blog come pochi

Molti (troppi) parlano di calcio, pochi parlano del “gioco del Calcio” in sé.

Nella striminzita schiera di quelli che fanno parte della seconda categoria, merita una menzione d’onore il blog “L’Ultimo Uomo“.

Per chi lo vive da dentro, il calcio ha anche una sua bellezza nella tattica, nella strategia e nell’approccio psicologico. E’ facile parlare dei personaggi dai loro risultati, molto meno farlo spiegando perché le loro squadre giocano in un determinato modo, e come sono arrivate a farlo.

Il mezzo miracolo del Liverpool di quest’anno, e tante altre storie di pallone, assumono un valore superiore se analizzate anche sul piano schematico e prettamente tecnico.

Il blog, tra l’altro, non parla solo di calcio e si avvale del contributo di alcuni eccellenti giornalisti. Gli articolo sono a volte lunghissimi, ma forse il bello sta proprio lì.

Tempismo e trasparenza

Oggi sul blog di Beppe Grillo appare un articolo che invita ad una consultazione tra gli iscritti per decidere quale sistema elettorale sia migliore tra maggioritario e proporzionale.

Per fine febbraio la legge elettorale del M5S nelle sue linee essenziali sarà pronta.

Ricordo ancora un post, sempre nel medesimo blog, che invitava tutti ad una consultazione per formulare una legge elettorale idonea a rappresentare la volontà popolare.

La legge elettorale è fondamentale per il funzionamento dello Stato e la stessa legittimità delle istituzioni. Per questo deve essere il MoVimento 5 Stelle nel suo complesso a deciderla. ..Il percorso informativo/decisionale durerà qualche mese e definirà la legge elettorale ufficiale del M5S.

Il post era del 26 settembre. In mezzo sono passati 4 mesi.

Matteo Renzi è diventato segretario del PD l’8 dicembre. Il 2 gennaio ha proposto 3 tipi di riforma della legge elettorale, ed ha presentato una bozza quasi definitiva il 20 gennaio.

Capisco la filosofia alla base del Movimento, ma è anche vero che se bisogna fare una consultazione popolare per ogni decisione che si vuol prendere, il rischio è di essere poco tempestivi. Così ci si ritrova ad inseguire il bistrattato Renzi su un punto cardine della propria proposta politica originaria.

Credo non se lo aspettassero nemmeno loro, un impatto simile. E credo sia chiaro a molti che il gioco delle prese per il culo, del Renzie-Fonzie, è finito, e che si giocano una bella fetta del proprio elettorato ora che qualcuno sta provando a fare qualcosa ed ha decisamente smosso le acque.

Per contro, è doveroso dare atto ai Cinquestelle della loro operazione trasparenza, con pubblicazione online di tutti i rendiconti dei propri parlamentari. Una rivoluzione che spero costringerà tanti altri a conformarsi in futuro.

Prima di loro, su questo tema, c’era il nulla assoluto.

Baratto

Se il mondo reale è pieno di falsi amici o presunti amici che in realtà tali non sono, il mondo dello spettacolo può essere ancora peggio.

Linus, parlando del suo programma su Rai2 dalle colonne del suo blog, ci illumina su quanto ci sia poco di vero e molto di falso in certa gente “perbene” che gravita nello showbiz, a cui ha chiesto di essere ospite e che ha rifiutato.

No, quelli a cui mi riferisco sono quelli del baratto. Quelli del “cosa ci guadagno”. Quelli che “vengo se mi metti il disco”. E sono proprio quelli che non ti aspetti a deluderti. Per loro, ovviamente. Perché a certe condizioni meglio perderli che trovarli. Diffidate di quelli che si vendono come delle brave persone. È per questo che mi piace fare lo stronzo.

Sarebbe bello sapere i nomi, ma è troppo bravo per farli. Lunga vita a Linus.

#NightReview

C’è un blog (o meglio, un tumblr), che ho scoperto da poco e vi consiglio di seguire. Riporta articoli di approfondimento, su argomenti più disparati, soprattutto dagli USA. Vengono anche segnalati interessanti articoli su quotidiani e periodici italiani.

Si chiama Night Review, e potete seguirlo anche su twitter.

Il problema, per quanto mi riguarda, è sempre lo stesso: trovare del tempo per leggere certi articoli.

L’utilità dei commenti nei blog

Francesco Costa, giornalista del Post e di altre testate, ha recentemente “ristrutturato” il suo blog ed ha posto un’interessante questione, vista la decisione di non consentire più i commenti all’interno degli articoli che pubblicherà.

La novità di cui qualcuno si accorgerà tra poco è che non ci sono più i commenti. Ci ho pensato parecchio – per anni, direi – e c’è da molto tempo un esteso e interessante dibattito sul loro uso e la loro utilità. Nel mio piccolissimo, ho concluso che nel 2013 per un blog personale i commenti siano uno strumento inadeguato ai tempi, in certi casi persino dannoso: generano la formazione di comunità di commentatori molto ristrette, enormemente più ristrette del numero totale di persone che leggono il blog, che finiscono spesso per parlarsi addosso e rendere il luogo un po’ inospitale. Quando si riesce a portare avanti una discussione costruttiva, fatto piuttosto raro, lo si fa dribblando il commento aggressivo di quello che ha letto solo il titolo del post, il commento di Gino che vuole solo prendere in giro Pino, gli insulti rituali dei soliti due o tre, il commento di quello che scrive una cosa che non c’entra niente, quello livoroso e basta: e tutti quelli che rispondono a ciascuno di loro. Se ne avete visti di meno, negli ultimi tempi, è grazie alla moderazione preventiva: che però è un lavoraccio che rovina le giornate. Insomma, anche al di là di alcune cose molto episodiche ma molto spiacevoli che sono accadute negli anni (minacce di ogni tipo, e altre giornate rovinate a occuparsene), sono arrivato alla conclusione che nel 2013 i commenti non siano un gran servizio né per la grandissima parte di chi legge questo blog né per chi lo scrive, e che ne peggiorino la sua qualità generale (tesi che ormai poggia su basi piuttosto concrete).

Chi vuole scrivere qualcosa in risposta a un mio post può farlo ancora con almeno tre strumenti diversi, tutti a loro modo migliori e più efficaci dei commenti su un blog, e che spesso coinvolgono già oggi molte più persone di quelle poche decine che scrivono qui: la mia pagina pubblica su Facebook, dove i commenti a un post appaiono tutti nella stessa conversazione (come su un blog); il mio account su Twitter, interpellando direttamente me ma in pubblico; il sempre valido indirizzo email, interpellando direttamente me e in privato. Attraverso questi tre canali già oggi cerco di rispondere sempre a tutti, cosa che sui commenti ormai non faccio da tempo.

A pensarci bene, la sua scelta è condivisibile. E’ già difficile trovare il tempo per scrivere quello che si ha in testa, se poi ci metti altro tempo a filtrare i commenti dei soliti rincitrulliti, off-topic oppure spammer e provi a moltiplicare questo lavoro per 2/3 piattaforme social, capisco benissimo che la sua decisione va solamente rispettata.

Nel mio piccolissimo, il flusso di commenti del blog non è minimamente paragonabile al suo. La condivisione che metto in pratica è volutamente tramite twitter senza postare su facebook. Riesco ancora ad apprezzare i pochi commenti che giungono sul blog senza doverne cancellare alcuno e non vedo motivi per seguire il suo esempio. Quindi, come diceva qualcuno, “Continuate a sparare, stronzi!!”

Via: Francesco Costa Blog