calcinelli

Restart

Settembre, sei proprio tu?

Ho sempre un misto tra malinconia e piacere nell’affrontare settembre, da un lato i ricordi dell’estate che si va a spegnere, dall’altra parte la voglia di ricominciare i ritmi invernali, fatti di cose noiose ma anche completati da tante attività che mi rendono la vita più completa.

E’ stato un buon periodo di ferie, vissuto prevalentemente in zona, sono solamente uscito 3 giorni in moto attraversando Marche e Umbria per giungere nell’amata Toscana. Val d’Orcia e Val di Chiana, per la precisione. Un viaggio on the road tra paesi quali Chianciano, Sarteano, Radicofani, Bagno Vignoni, Montalcino, San Quirico, Sant’Angelo in Colle…per finire un giorno intero a Siena, un gioiello che ci attira sempre particolarmente.

Nel frattempo, ho continuato a tenermi in forma come meglio potevo, partecipando a diverse gare podistiche anche ad agosto, principalmente perché sono le mie preferite di tutto il circuito annuale. La prima si è svolta il 16 agosto ed era la “Colle di Montegiove”, durissima e bellissima alla quale non potevo rinunciare. Poi, ho ripetuto la doppietta della “Olivi e Vigneti”, il 22 e 23 agosto. Due giorni consecutivi a sgarruppare per i colli di Ripalta e di Piagge. Abbastanza massacrante, ma ha un sapore unico, la benedici e la maledici allo stesso momento, è diventata un appuntamento di punta, partecipatissima anche per via dell’iscrizione agevolata alla prossima Collemarathon.

Non è andata benissimo, nel senso che non va mai benissimo soprattutto per quanto riguarda Ripalta, percorso che non digerisco e sul quale fatico all’inverosimile, però il secondo giorno me la sono goduta ed ho fatto una gara soddisfacente. A fine doppietta, cosa che non faccio mai, ho guardato il tempo e l’ho confrontato con anno scorso. Sul totale della 2 giorni ho migliorato di 8 minuti. E io che mi dicevo che le mattinate all’alba erano solo sofferenza nel correre e non portavano frutti. Ora sotto con il programma tosto, si smette di scherzare e si va lentamente verso i lunghi, il 29 novembre è ancora lontano ma nemmeno così tanto. Firenze, proverò a meritarmi la tua ospitalità.

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Road to ColleMarathon – Chapter 1

Quello che inizia oggi, con questo articolo catalogato “alla Kill Bill”, è un piccolo diario personale del cammino di avvicinamento alla mia prima maratona.

L’obiettivo fissato è la ColleMarathon, la maratona dei valori, che si correrà il 3 maggio 2015. Il percorso è quanto di più vicino mi si presenti, si parte da Barchi a si arriva a Fano.

Ho una paura fottuta di tanti km, non li ho mai fatti e non ho la più pallida idea di come possa fare a passare da 21km al doppio nel giro di pochi mesi. Ho passato la parte centrale dell’inverno ad allenarmi su distanze che mi permettessero di mantenere un buon “bagaglio” di chilometri, in modo da poter partire da una base consolidata di 21km e salire gradualmente.

Fino a gennaio tutto questo ha funzionato, correvo con regolarità e senza particolari problemi, cercando di mettere solo benzina nelle gambe.

Purtroppo, con l’arrivo di febbraio, tutto è cambiato. Giornate brutte, impegni, allenamenti infrasettimanali composti solo di partitelle a calcio, qualche prima crisi nei lunghi della domenica ed infine pure una settimana di stop per via dell’influenza.

Molte certezze se ne sono andate portandomi ad un punto in cui preferivo non arrivare, quasi un “ricomincio da capo”, anche se meno traumatico.

Martedì ho ripreso l’attività, con un’uscita di pochi km, giusto per il gusto di scappare via da casa e far ripartire le gambe. Stessa cosa ieri sera, breve escursione ma per più tempo, poi nel weekend mi aspettano più chilometri, che per quanto mi riguarda sarà di meno di 20 km, diciamo sui 15 tanto per riadattarmi al lungo.

Poi, da settimana prossima, speriamo di incanalare la via giusta. Saranno settimane intense e sempre più dure, ci vorrà pazienza ma soprattutto entusiasmo. E’ da mesi che stresso i miei compagni più esperti cercando di carpire più segreti possibili, anche dal punto di vista alimentare, per avvicinarmi nei modi e nei tempi giusti.

Non so se ce la farò, al momento vedo la deadline molto vicina e mi trovo in sincera difficoltà. Essendo la prima esperienza in maratona, non dovrò guardare il tempo, il passo medio e via dicendo…dovrò solo pensare ad arrivare al traguardo.  E questo è un bene. Per il resto, una sola cosa non mi manca: la voglia di correre.

Nell’attesa, ci siamo “vestiti bene” per la foto di inizio stagione. Grande gruppo!

gruppo calcinelli 2015

calcinelli run 2015

-14

Domenica mattina. Sveglia ore 7. Dalla Velux capisci subito cosa ti attende fuori, pioviggina e c’è pure nebbia. Colazione da solo, radio a volume basso con gli stessi Deejay che hanno voce assonnata. Cambiarsi. Prima di partire, la classica domanda che ti si pone alle 7:50: “ma chi cazzo te lo fa fare?”.

Arrivo in piazza a Calcinelli, gruppetto quasi pronto a partire, in totale siamo una decina. Si va per circa 20 chilometri. Ognuno al suo passo, io mi metto in fondo e mi stacco dopo 3 km circa, dato il ritmo per me troppo elevato dei battistrada, impossibile da reggere per tutto il percorso prestabilito.

Alla fine mi ritrovo per i restanti chilometri da solo, passando in alcune stradine che circondano la Palazzina Sabatelli, paesaggio spettrale con zero auto, nebbia bassa, silenzio assoluto. In mezzo alla nebbia mi vedo venire incontro una sagoma incappucciata che passeggia con cuffie e sguardo basso. Ci sfioriamo con lo sguardo, ci riconosciamo, un amico di scuola di vecchia data. Due parole, al volo, la stessa incredulità nel ritrovarci così dopo alcuni mesi. Riparto. Gara di boccia alla lunga. Devono sospenderla per farmi passare. Mi guardano tutti e faccio per passare il più veloce possibile, lascio quattro/cinque “Buongiorno” e tra i denti sento partire qualche vaffanculo. Sentirsi coglione due volte, la domenica mattina, è impresa ardua.

Allungo il giro perché prevedo che al ritorno in piazza non arrivo ai 20 che mi ero prefissato. Mentre percorro il 18esimo km mi torna in mente di aver fatto partire il Gps con un km di ritardo. Torno indietro e arrivo alla base.

Questo è il racconto della sola ultima domenica mattina vissura correndo. Ce ne sono state diverse, ultimamente. Il 14 dicembre mi attende una mezza maratona ad Assisi, l’Invernalissima, la mia ultima gara del 2014. L’obiettivo è finirla, possibilmente sotto le due ore, avendo un solo precedente sulla mezza di 2h02m.

Tutti questi “sacrifici”, d’altronde, li puoi fare solo con degli obiettivi. Poi mi riposerò per un bel pezzetto, soprattutto la domenica mattina. E vorrei ben vedere, porca troia.

Il track del giro di ieri.

Tra Olivi, Vigneti e Amici

Finite le ferie, e siamo già alle prese con un settembre traumaticamente invernale.

Scusate la perdurante assenza dal blog, ma la faccenda “casa” regna sovrana.

Nell’attesa di raccontarvi brevemente le mie ferie 2014, vi parlo delle mie ultime fatiche sportive. Dopo un lungo periodo di inattività, quasi un mese tra metà luglio e metà agosto, sono uscito un paio di volte a correre e poi ho deciso clamorosamente di iscrivermi alla corsa a tappe “Tra Olivi e vigneti – Edizione 2014”.

Scelta estrema, dato che si tratta di 2 gare podistiche disputate in 2 giorni consecutivi, da 10 km circa l’una, su tracciati impegnativi, il primo quasi esclusivamente trail (sterrato) ed il secondo un sali/scendi dalle parti di Cartoceto con una minima parte di trail ed il resto su asfalto.

Percorsi tosti, sicuramente i più impegnativi che mi son capitati da parecchio a questa parte. Contava esserci, ed arrivare alla fine di entrambe, ce l’ho fatta soffrendo da bestia, arrancando specialmente nella seconda tappa, ma alla fine ci sono arrivato.

Risultato pessimo per il sottoscritto, in quanto a tempi e prestazione, ma ottimo per il team Calcinelli Run che è arrivato primo nella classifica a squadre. Tanti bei ricordi da portarmi dietro: correre davanti a panorami unici lungo i percorsi, la valle del Metauro è uno spot meraviglioso per la nostra provincia, ed in più il vantaggio di finire le gare in due aziende agricole (Guerrieri e Lucarelli) dove fermarsi a gustare i prodotti dopo la fatica della corsa.

E’ andata bene anche per ci ospitava, nel senso che il nostro gruppo già alla fine della prima tappa aveva ampiamente fatto la sua parte, anche nel dopo-gara.

gruppo guerrieri

Una tranquilla Domenica in scioltezza

Io e la corsa, epopea infinita di storie.

Succede che accetto l’invito del mio gruppo podistico per un’uscita di gruppo la domenica mattina. Si parte alle 8 dalla piazza di Calcinelli. Vado col Lodo, un amico fidato, e decidiamo di fare circa 10 km.

Poco prima di partire, si creano due gruppetti, quelli da meno vanno per 15km, che é tanto per me al momento attuale, ma che accetto comunque di provare non avendo alternative valide e non conoscendo bene il percorso.

Morale della favola: giro che si è allunga troppo, crisi fisica clamorosa con gambe che si inchiodano dopo i 15 km e mi costringono a fermarmi almeno 3 volte. Vengo recuperato in auto a quasi 20 km sul ponte di Calcinelli dal Lodo che aveva intuito le mie difficoltà non vedendomi tornare alla base. Un calvario inaudito, la peggiore crisi della mia breve carriera. Questo il giro di oggi.

Immagine

Sciolto e decontratto

Domenica mattina, dopo un nebbioso risveglio, ho partecipato al “Giro dei 3 colli”, podistica organizzata dalla società in cui sono iscritto, la UPD Calcinelli.

Le premesse erano le peggiori, dato che mi trascinavo da alcuni giorni problemi di raffreddamento, e soprattutto visto che erano 2 settimane che non correvo come si deve, non avendo potuto farlo nemmeno durante la settimana.

Tempo sereno, caldo (forse troppo per essere metà ottobre) e nebbia mattutina che si dirada via via che ci si avvicina alla partenza. Percorso davvero tosto, ma indubbiamente bello. Partenza dalla piazza di Calcinelli, passaggio a Saltara e salita fino alla Villa del Balì, con discesa finale in picchiata per tornare al punto di partenza.

Dislivello notevole, distanza pure. Crisi personale arrivata puntuale come da copione, forse anche troppo presto secondo i miei calcoli. Cardio spaventoso dato che al secondo km in leggero falsopiano sfioravo i 180bps, roba da ricovero. Nella testa iniziano ad affiorare intenzioni di ritiro, riesco a tener duro, affronto Saltara nel miglior modo possibile e svallo dal Balì in discesa per un ritorno alla base mai tanto sofferto.

Tempo vicino agli 1:08:00, distanza di 12km e 600m circa, un fiatone clamoroso. La foto che vi lascio testimonia il mio arrivo, sciolto e completamente decontratto.

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