capitolo

Road to Collemarathon – chapter 10

Ultimi giorni, ci siamo quasi e poi sarà ora di correre, senza pensare ad altro.

Come da programma, ho seguito i passi di avvicinamento che mi ero prefissato. Sabato 25 aprile ho fatto la “Corrilucrezia”, gara di 10 km, correndo un progressivo forzato con primi 7 km a ritmo maratona e poi progressione sempre più veloce negli ultimi 2 km. Poi, domenica mattina altri 10 km in scarico completo, senza forzare nulla, solo facendo andare le gambe.

Martedi e giovedi ho seguito un “non programma”, perché ho deciso di lasciare spazio alla spensieratezza e uscire in entrambe le occasioni per meno di un’ora senza riferimenti temporali, senza ritmo medio e senza distanze.
Gambe, respiro, sensazioni, programmazione della gara.
Mi è piaciuto parecchio, ed è stata la parte migliore degli allenamenti che ho seguito in questi mesi, il completamento verso l’evento finale.

Domenica si va. Appuntamento a Sassonia alle 7:15, partenza con bus navetta in direzione Barchi, riscaldamento e partenza h9.

Non c’è più spazio per recriminazioni, progetti o improvvisazioni per poter modificare la propria situazione…o si è pronti, o niente.

Un progetto lungo 2 anni e mezzo, un planning preciso che volevo mi portasse a correre la mia prima maratona in questi tempi, con questa maturità e consapevolezza. Ma il bello, in fondo, è che pure l’esperienza, di fronte all’imprevedibilità della maratona, perde a mani basse.
Sarà sicuramente una grande esperienza di vita, comunque vada.

Chiudo con il pezzo con cui tutto iniziò, quando uscivo per le prime volte a correre con iPod alle orecchie e questo album appena uscito che pompava a cannone.

A presto!

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ROAD TO COLLEMARATHON – CHAPTER 9

In netto ritardo sulle pubblicazioni antecedenti, ma anche stavolta mi prendo il compito di compilare il capitolo riguardante l’avvicinamento alla mia prima maratona.

Meno 9 giorni alla gara, poco più di una settimana.

Confido che mi sentivo molto meglio alla fine del periodo dei lunghi, da un paio di settimane il mio fisico non sta rispondendo bene alla corsa. Stanchezza in partenza, poca reattività, gambe pesanti e soprattutto anche un distacco mentale che un pochino preoccupa, perché se mi stanco a fare 10km non voglio pensare cosa potrà succedere a fare quattro volte tanto.

La settimana dal 13 al 19 aprile è trascorsa tra le solite uscite di martedì sera (con un lavoro di fartlek da 7+7 ripetute in 15 minuti circa) e giovedì (progressivo a ritmi via via più elevati, al campo sportivo, per un totale di 40 minuti circa). Per finire, la domenica avevo in programma di fare 18 km.
Risveglio presto, partenza h8 da casa in direzione Fano centro. Giro turistico nelle zone più importanti della città, soprattutto quelle dove passerà la corsa, con le vie “ciottolate” che creano non pochi problemi alla postura e il ritmo corsa (posso solo immaginare cosa vorrà dire fare quei tratti quando si tratterà di essere sopra il 35° chilometro) e poi ritorno a casa.

Questa settimana, due uscite con lavori differenti.
Martedì sera, in una pausa/intermezzo di un’ora circa durante un servizio serale al Palas, sono uscito sempre in zona Fano centro, cercando di fare conoscenza con il percorso cittadino, per un totale di 8 km.
Ieri sera, ripetute in salita e in piano in zona Monte Giove.

Ora il programma prevede gli ultimi sforzi. Domani gara di 10km a Lucrezia, classico appuntamento del Trofeo Liberazione. Poi, altri 10km domenica mattina, in pieno scarico, solo per fare andare le gambe.

E poi ci saremo quasi, ma andiamo un passo alla volta.
Quanti sacrifici, per una di queste benedette medaglie

Road to ColleMarathon – Chapter 8

Otto capitoli significa otto settimane, che in pratica significa 2 mesi.

Mi trovo in sincera difficoltà nel spiegare le sensazioni che girano in testa ora, giunto alla fine del periodo più tosto, perché è un miscuglio di soddisfazione, compiacimento, timore, attesa, eccitazione e curiosità.

Se ben ricordate, su Ritorno al Futuro il buon Doc aveva tracciato una linea entro la quale la DeLorean doveva raggiungere le 88 m/h, altrimenti il rettilineo disponibile nel 1955 sarebbe terminato. Ecco, non esiste paragone migliore per descrivere la mia situazione, dato che il 12 aprile era la deadline prefissata per effettuare l’ultimo lungo in vista della maratona.

L’ottava settimana l’ho affrontata in maniera completamente diversa da quanto prefissato nel capitolo scorso. Eravamo rimasti a Pasquetta, con un lungo medio spaccagambe. Poi, due giorni di riposo, giovedì allenamento al campo con ripetute sui 1.000m al massimo del ritmo sostenibile. Infine, mi mancava l’ultimo lungo pre-gara, ma nello stesso tempo la società aveva richiesto una bella partecipazione alla gara domenicale ad Urbino, podistica a cui tengo particolarmente avendo sempre partecipato.

Ho optato per un ibrido “homemade”, sabato sera al ritorno dagli impegni calcistici sono uscito dalle 18:45 alle 20:30 percorrendo 16km nei dintorni di casa, salendo a MonteGiove e scendendo a Carrara. Domenica mattina trofeo “Vivicittà” nella sempre suggestiva Urbino, con percorso sali/scendi allungato di 1km rispetto agli anni scorsi. Senza tirare, senza strafare, solo a sensazione.

Ora, settimana di lavoro molto variabile, ma comunque in discesa e in “scarico progressivo” da qui al 3 maggio, 3 settimane per concludere al meglio questo lungo percorso sportivo ed umano.

E comunque tanta stima per “chel por” Michel, che di Urbino aveva già capito tutto nel 1581…

Urbino…..in cima a un monte di media altezza, ma adagiantesi da ciascun lato secondo ogni piega del pendio, di modo che non ha nulla su un medesimo piano e dovunque si deve salire e scendere

(Michel de Montaigne, Journal de Voyage en Italie, 1581)

Urbino 2015

Road to Collemarathon – Chapter 7

Di nuovo qui, settimo capitolo della saga del maratoneta provetto.

La settimana santa ha portato meno chilometri e più carico di lavoro, ho variato i programmi e per quanto martedì abbia fatto il solito giro corto veloce da 10 km, le restanti due sedute sono state differenziate.

Giovedì mi sono dedicato ad alcune ripetute in salita sui 100 metri, e non ho faticato a trovare il terreno ideale. Abito a praticamente 500m da una delle strade che arrivano a Monte Giove, che è attrezzata sia per effettuare la ripetuta in salita che per fare l’allungo sul piano. Non so se potrò fare a meno di Monte Giove, un giorno che mi sarò trasferito, lo dico e lo penso sempre, è un posto di inesauribile bellezza ed utilità, che ti chiede tanto ma ti regala sempre qualcosa in più, sia nello spirito che nel fisico.

Per il lungo di fine settimana, ho atteso il giorno di Pasquetta, ed ho deciso di farlo da solo. Volevo variare, fare meno chilometri con più qualità, nei giorni prima avevo pensato un percorso di circa 25km con ritmi alternati. La cosa buona è che ho concluso il giro prefissato percorrendo 25km spaccati, manco l’avessi misurato con il gps. La cosa cattiva è che sono stato accompagnato da un freddo bestiale per tutta la durata, e che il percorso scelto non era proprio dei più agevoli. Per chi fosse della zona, ho fatto un giro di riscaldamento in zona Rosciano per 4 km, sono salito verso Monte Giove/Prelato da Centinarola, ho “scalato” il Monte fino alla cima, sono passato per Magliano e sceso in picchiata verso Carignano bassa, nuova salita ripida verso Carignano paese e poi gli ultimi passaggi verso casa nelle zone di San Cesareo, Carrara e Cuccurano. Bellissimo giro, ma quanta fatica, soprattutto nel periodo Post Pasqua.

Cosa mi attende questa settimana? Due giorni di lavoro non esagerato (oggi e domani), in attesa dell’ultimo lunghissimo di domenica, che probabilmente farò sul luogo del misfatto, ovvero partenza da Barchi e arrivo in zona Tombaccia passando per ogni paesino, per un totale di circa 35 km.

P.S.: in tema di corsa, non posso non citare il mio incontro con il colpevole di questa passione nata da alcuni anni. Ieri sono andato a Riccione, sul lungomare, a vedere la diretta di Deejay Chiama Italia con lo staff al completo. Nonostante il freddo della madonna e l’attesa di due ore, ho resistito e da vero ignorante ho saltato le transenne e mi sono fatto largo tra i presenti…tutto questo per una foto insieme a Pasqualino di Molfetta, in arte Linus.

linus foto