casa

Primavera 2015

Oggi entriamo ufficialmente nella primavera. Non vedo l’ora che sia estate, dentro mi sento un po’ autunno.

Magari un giorno scriverò un libro di memorie su questo periodo che sto vivendo, forse lo spunto me lo darà proprio questo blog, che è solo una parte infinitesimale di scarico riguardante la quotidianeità.

Estate potrebbe (e dovrebbe) voler dire principalmente una cosa: fine dei lavori in casa.

Un anno fa esatto io e la mia ragazza abbiamo comprato un appartamento da ristrutturare. Un anno dopo ci troviamo ancora alle prese con la sequela di lavori interni, progetti, pagamenti, gioie e dolori quotidiani che solo una ristrutturazione può darti, e che solo chi c’è passato può comprendere fino in fondo.

Lavori in casa, periodo pre-dichiarazioni in ufficio e preparazione alla maratona tutto insieme. Oltre a questi, altri impegni quotidiani che si prova ad incastrare ma che non sempre si riesce a fare nel modo giusto.

Ci si alza tranquilli e si finisce sclerando. Ci si alza sclerando e si finisce tranquilli. Non esistono giorni “normali”, i dialoghi con chiunque frequenta il tuo mondo ruotano solamente attorno alle solite questioni e sinceramente dopo la domanda “come va?” fai fatica a non rispondere “così così, sto ristrutturando…”, ti viene automatico, è un pensiero fisso.

Per restare in tema, mi eclisserei per un paio di mesi.

Foto: Nicolò Canestrari

Un anziano in ciabatte

La foto di un anziano, in ciabatte, davanti casa, che guarda un cane, magari appena tornato dal bar oppure da un giretto attorno a vedere i lavori in corso.

E’ lo stesso tipo simpatico che 2 mesi fa veniva ricevuto alla Casa Bianca da Obama.

E’ José Mujica, presidente dell’Uruguay. Un personaggio.

Fonte: Il Post

Ancora 24h

Sto leggendo il Sole24Ore e penso proprio che vorrei andare avanti di 24 ore, da adesso, per liberarmi di un po’ di cose dalla testa.

E’ una di quelle giornate antipatiche, piena di cose da fare pur avendo la testa altrove. Son quasi tutte faccende controvoglia, sia durante che dopo il lavoro, e sarà una giornata lunga. I clienti peggiori, gli impegni presi e quelli a cui non puoi dire di no.

E poi, domani mattina, se tutto fila liscio, compro casa.