corriere

Titoli e contenuti

Elezioni politiche in Norvegia. Il titolo dell’articolo su Corriere.it: “Norvegia, voto choc: il partito di Breivik verso il governo”.

Quindi, stando al titolo, il folle Breivik avrebbe fondato un partito che avrebbe pure partecipato alle elezioni e vinto, guadagnandosi l’incarico di formare il governo.

Poi, leggendo il pezzo, ecco il contenuto:

Un voto che sdogana definitivamente la formazione anti-immigrati alla quale nel 1999 aderì l’autore del doppio attacco di due anni fa, Anders Behring Breivik che osserva dalla cella del carcere di massima sicurezza di Ila…

…Dopo Utoya, il partito ha condannato senz’appello la peggiore strage sul suolo norvegese dalla Seconda guerra mondiale, rimosso i dirigenti più controversi, abbassato i toni sull’immigrazione e spostato il focus sulle riforme economiche e sul ridimensionamento del ruolo dello Stato.

C’è una differenza abissale tra titolo e contenuto.

La mediocrità delle testate giornalistiche online, alimentata dalla crescente necessità di avere più “click” possibili nelle loro pagine, ha raggiunto livelli mai raggiunti prima. E temo potremo solo peggiorare andando avanti nel tempo.

Coraggio

Devo pensare a me e a guarire il più possibile, lo devo a me stessa. Voglio riordinare la vita partendo proprio da quello che mi è successo. Devo dire la verità, non sto morendo dalla voglia di tornare al mio lavoro di avvocatessa, e invece mi piacerebbe moltissimo aiutare in qualche modo gli ustionati, occuparmi delle donne schiacciate da uomini inetti e incapaci di convivere con le loro fragilità…Il 18 settembre compio 36 anni e per me questo sarà anche l’anno zero. Sarò un’altra Lucia per tutta la vita, non posso continuare a nascondermi. Che vedano pure come mi hanno ridotta, non sono certo io che devo vergognarmi…»

La voglia di rivalsa sulla vita di Lucia Annibali, ragazza pesarese sfigurata con l’acido, raccontata dal Corriere in questo articolo.

Un esempio di coraggio autentico ed invidiabile. Ti auguro tutto il meglio, qualsiasi cosa sia.

Datte ‘na calmata

Stella oggi sul Corriere scrive quello che pensano un po’ tutti quelli che stimano Matteo Renzi.

Per dare un’idea: nell’ultimo anno, stando alla banca dati della Camera, ha dato 60 interviste. Una ogni sei giorni. Senza contare quelle ai giornali, alle televisioni e alle radio locali. Un record difficile da battere. La sola Ansa nel solo ultimo anno ha lanciato, con Renzi nel titolo, 4357 notizie. Molte di più di quelle dedicate a Giorgio Napolitano (4294) e perfino a papa Francesco, che pure rappresenta una «novità» addirittura più grande e vistosa che non l’irruzione del sindaco.

Come dicevo tempo fa con la storia del giubbotto alla Fonzie, va bene la presenza mediatica, va male la persistenza mediatica.

Matteo, datti una regolata, altrimenti resteranno solo parole.

Essere commercialisti oggi

Perché da quando è cominciata la precedente legislatura, nella primavera del 2008, sono state varate qualcosa come 288 norme fiscali che hanno avuto come conseguenza quella di complicare la vita alle imprese. E’ un numero pari al 58,7 per cento di tutte le disposizioni di natura tributaria (491) introdotte attraverso 29 differenti provvedimenti. Oltre quattro volte superiore a quello delle 67 «semplificazioni» fatte nello stesso periodo: ogni norma approvata per snellire la burocrazia ne ha quindi portate con sé 4,3 capaci di riversare altra sabbia negli ingranaggi.

Se volete farvi giusto un’idea di cosa significhi lavorare in uno studio commerciale, ai giorni nostri, leggetevi l’articolo di Sergio Rizzo sul Corriere di oggi.

La colpa non è sempre nostra, quindi provate a capirci, almeno un pochino, quando vi comunichiamo gli importi delle tasse.