corsa

ROAD TO COLLEMARATHON – CHAPTER 4

Settimana di fatiche ma anche di soddisfazioni, quella appena trascorsa.

Solite due uscite infrasettimanali, una il martedì con un 10km tirato praticamente al massimo (sempre nel mio circuito preferito), e una al giovedì con 5 ripetute sui 1.000 km, anche questa fatte ad un ritmo il più alto possibile, cercando di non strafare troppo.

Poi, per il consueto appuntamento con il lungo del fine settimana, ho deciso di puntare su una gara domenicale, partecipando alla Maratonina di Rimini, con partenza alle h 9:30.

21 km con partenza dalla zona del Gros e percorso misto collinare con salita verso la comunità di San Patrignano e discesa graduale verso la zona di partenza, mi è piaciuta molto l’alternanza di salite e discese, non ho avuto particolari problemi durante la gara ed anche le gambe hanno risposto bene. Ho chiuso in 1h e 53m scarsi, nuovo record personale nella mezza maratona, e pensare che ero partito con l’idea di tenere il passo medio da maratona e utilizzarla solo come allenamento…ma poi la gara funziona così, sei portato a tirare perché ognuno che ti passa davanti ti fa terribilmente incazzare.

Buone sensazioni soprattutto sul finale, dove ho corso praticamente a ritmo da ripetuta, sintomo che il lavoro fatto nelle ultime settimane sta pagando. Mi sento autorizzato a sperare bene per le prossime uscite lunghe, che saranno a dir poco impegnative, ma sinceramente tutto quello che verrà da qui ad un mese è davvero un grosso punto interrogativo, perché passare da 25 a 35/38 km è uno scoglio grosso.

Vediamo anche come risponderà la coscia sinistra, che sembra parecchio affaticata e che non accenna a sciogliersi granché pur massaggiandola. Su consiglio di amici ho deciso di prendere un foam roller per eseguire qualche esercizio in casa. Vi farò sapere, il timore maggiore è forzare e rovinare il tutto, vi riaggiorno settimana prossima.

 rimini

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Road to ColleMarathon – Chapter 3

Terzo capitolo della saga, terza settimana di “confessioni” su questo blog.

Il programma podistico della settimana è stato il seguente:

– martedì 03/03 uscita serale post-lavoro di 10km abbastanza tirati nella mia carissima zona peep di Bellocchi;

– giovedì 05/03 mi son fatto 3 ripetute sui 1.000 nel campo sportivo di Cuccurano, ne avevo previste 5, ma sono stato chiamato in campo per giocare mezz’ora a calcio dai ragazzi che giocavano lì e che si erano ritrovati improvvisamente uno in meno a causa di un infortunio.

Per l’allenamento di domenica preferisco descriverlo a parte. Le ultime uscite lunghe le ho sempre fatte insieme al gruppo podistico, ma domenica erano previste diverse gare e molti erano fuori, così ho deciso di farmi un lungo da solo, che è sempre allenante dal punto di vista mentale per le situazioni che potrei affrontare.

Mi sono fatto portare a San Giorgio di Pesaro, e da lì sono sceso fino a Fano seguendo il tragitto della maratona, cambiano solo il pezzo finale dove non ho proseguito per il mare ma ho deviato verso casa dove mi attendeva la mia macchina. 25 km esatti, quelli che volevo fare. Il ritmo non è stato dei migliori, le gambe hanno tenuto con fatica fino alle fine anche se dopo mezz’ora circa si è alzato un vento traverso molto fastidioso.

Il percorso è davvero suggestivo, la vista che ti attende non appena scendi da San Costanzo ai piedi di Fano ti ripaga di tante cose, tutto lo splendore del mare e della costa proprio al tuo fianco.

Da ieri sono ripartito per una nuova settimana, domenica ho previsto la partecipazione alla mezza maratona di Rimini. Nessuno sguardo al tempo finale, solo voglia di farla bene e con un ritmo decente, l’obiettivo è ben altro al momento.

Da ieri ho un aiuto in più, mi sono arrivate anche le nuove calze da “fighetta” (in realtà sono gambali tecnici a compressione). Inoltre, ho fatto rifornimento al distributore di integratori. Poi smetto, eh, tranquilli.

Vi regalo il track di domenica.

Road to Collemarathon – Chapter 2

Secondo capitolo del mio diario di avvicinamento alla Collemarathon, con il racconto della seconda settimana “seria” di preparazione ed allenamenti.

3 uscite, la prima martedì, poi giovedì ed infine il “lungo” di ieri mattina, domenica 1 marzo.

2 mesi alla corsa, giorni che scorrono inesorabili e sinceramente sensazioni non proprio ottime, perché ieri ho completato 20 km con molta fatica, alla fine non vedevo l’ora di arrivare. Seppure mi ritenga soddisfatto per aver tenuto un buon ritmo (visti i miei limiti) per gran parte dell’uscita, confesso di sentirmi un po’ preoccupato in vista dei prossimi chilometraggi in crescendo.

Non male il fiato, ma son proprio le gambe a non volerne più dopo i 17/18 km, e questa cosa si allena solo correndo e correndo, sperando di non forzare troppo.

Il problema principale è quello degli allenamenti infrasettimanali. L’orario di lavoro non aiuta, riesco a trovare delle finestre di 1h circa (al massimo 1h e 1/2) per poter uscire, sempre di notte, le strade attorno sono in maggior parte buie e mi ritrovo a correre nel solito dedalo di viuzzole della zona peep di Bellocchi, rischiando pure un pochino per arrivarci attraverso sentieri bui.
Non posso nemmeno correre 15 km girando in circolo per 4 volte…quindi faccio quello che riesco al massimo dell’intensità, mentre il giovedì provo a dedicarmi ad alcune ripetute nel campo sportivo vicino casa, anche questo molto ristretto con conseguente noia del girare sempre in tondo.

Insomma, non è facile mettere chilometri nei muscoli, ma devo provare a fare il più possibile.

Domani si ricomincia, oggi riposo dato che ieri, oltre alla sessione lunga, ho avuto pure la sessione pomeridiana con una tipetta che voleva assolutamente fare un giro a piedi bello lungo.
In fin dei conti è stata anche brava, io e Chiara non possiamo lamentarci più di tanto.

Cazzaro

Antefatto: circa un anno fa mi ritrovai a cena per un compleanno di una collega in un ristorante fanese. Nel bel mezzo del buffet, mentre io ed il marito della festeggiata parlavamo (guarda caso) di corsa, comparve uno dei titolari del locale per chiederci cortesemente come stava andando la serata, ed intuendo il discorso ci raccontò di essere coinvolto dalla stessa passione sportiva.

Passando in rassegna i suoi trascorsi, accennò ad una maratona di New York di alcuni anni fa. I miei occhi si illuminarono, venni subito colto da irrefrenabile curiosità e chiesi info sulla sua partecipazione. Mi disse di essere andato con il famoso gruppo di Orlando Pizzolato, storico trainer italiano. Avendo sentito nominarlo più volte da Linus, mi scappò un “ah certo, ne ho sentito parlare dal deejay Linus…”. Lui si fece subito baldanzoso, e forte delle sue convinzioni rispose “Ah si, c’era pure lui. Vabbé, lui era lì solo per pubblicità, in realtà si fece portare da un taxi per metà percorso per terminarla in scioltezza”.

Provai a dire la mia, ovvero che mi sembrava alquanto strano, che non mi sembra il tipo, e bla bla…mi chiuse la bocca citando la sua esperienza diretta, e di certo io non avevo prove per controbattere.

Caso vuole che la tecnologia avanzi e ci avvicini tutti, e che Linus abbia attivato da pochi giorni un account twitter. Io ho colto la palla al balzo, non vedevo l’ora di chiedergli questa cosa e da vero stronzo gliel’ho sparata addosso.

Ora, il sogno sarebbe presentarsi lì al ristorante con il protagonista principale, giusto per farsi raccontare di nuovo la storia e vedere se tutto torna. Perdonate l’errore grammaticale, ma il senso si capisce. Faccina da culo 😀

-14

Domenica mattina. Sveglia ore 7. Dalla Velux capisci subito cosa ti attende fuori, pioviggina e c’è pure nebbia. Colazione da solo, radio a volume basso con gli stessi Deejay che hanno voce assonnata. Cambiarsi. Prima di partire, la classica domanda che ti si pone alle 7:50: “ma chi cazzo te lo fa fare?”.

Arrivo in piazza a Calcinelli, gruppetto quasi pronto a partire, in totale siamo una decina. Si va per circa 20 chilometri. Ognuno al suo passo, io mi metto in fondo e mi stacco dopo 3 km circa, dato il ritmo per me troppo elevato dei battistrada, impossibile da reggere per tutto il percorso prestabilito.

Alla fine mi ritrovo per i restanti chilometri da solo, passando in alcune stradine che circondano la Palazzina Sabatelli, paesaggio spettrale con zero auto, nebbia bassa, silenzio assoluto. In mezzo alla nebbia mi vedo venire incontro una sagoma incappucciata che passeggia con cuffie e sguardo basso. Ci sfioriamo con lo sguardo, ci riconosciamo, un amico di scuola di vecchia data. Due parole, al volo, la stessa incredulità nel ritrovarci così dopo alcuni mesi. Riparto. Gara di boccia alla lunga. Devono sospenderla per farmi passare. Mi guardano tutti e faccio per passare il più veloce possibile, lascio quattro/cinque “Buongiorno” e tra i denti sento partire qualche vaffanculo. Sentirsi coglione due volte, la domenica mattina, è impresa ardua.

Allungo il giro perché prevedo che al ritorno in piazza non arrivo ai 20 che mi ero prefissato. Mentre percorro il 18esimo km mi torna in mente di aver fatto partire il Gps con un km di ritardo. Torno indietro e arrivo alla base.

Questo è il racconto della sola ultima domenica mattina vissura correndo. Ce ne sono state diverse, ultimamente. Il 14 dicembre mi attende una mezza maratona ad Assisi, l’Invernalissima, la mia ultima gara del 2014. L’obiettivo è finirla, possibilmente sotto le due ore, avendo un solo precedente sulla mezza di 2h02m.

Tutti questi “sacrifici”, d’altronde, li puoi fare solo con degli obiettivi. Poi mi riposerò per un bel pezzetto, soprattutto la domenica mattina. E vorrei ben vedere, porca troia.

Il track del giro di ieri.

Avanti con Asics

Non corro da almeno due settimane, in mezzo il nulla assoluto a causa di un piccolo intervento ad un dito del piede e quindi l’attesa della cicatrizzazione completa.

Dovevo trovare qualcosa da fare, sicché ho deciso di comprarmi le scarpe da corsa nuove. Ho provato 4 marche diverse (Asics, Nike, Mizuno, New Balance), tutte con il loro modello apposito per corridori pronatori come me. Alla fine della giostra, sono tornato nuovamente a comprare la Gt-2000 dell’Asics, la stessa di prima.

Il motivo è forse il più semplice in assoluto: mi son trovato bene. La scarpa è migliorata notevolmente nel complesso e la calzata è sempre la stessa perfetta di prima anche al primo colpo. Come hanno detto quelli del Living Sport di Rimini: “Se ti trovi bene con Asics, sarà dura uscirne per trovare qualcosa di migliore”.

Nuova scarpa, stesso modello, stesso corridore, stessa scarsità di prima. Ma con brio.

E la corsa?

E’ un po’ che non scrivo di corsa. Non lo faccio da tempo, anche perché c’è poco da scrivere, dato che non sto praticamente facendo più attività come si dovrebbe.

Dopo la CorriLucrezia del 25 aprile non ho disputato nessuna podistica, mi sono allenato a intervalli molto irregolari, con distanze mai troppo lunghe ed inserendo diversi giorni di vuoto tra un’uscita e l’altra.

La motivazione è molto semplice: non basta comprare casa per poterne godere, specialmente se si ha a che fare con dei lavori di ristrutturazione. Al momento gli unici pochi scampoli di tempo libero extra-lavoro sono quasi interamente dedicati a progettare, valutare, discutere e sistemare faccende “domestiche”.

Nel frattempo mi sono allenato alla meno peggio, e proprio ieri ho provato a disputare nuovamente una corsetta di 10km ad Urbania, cittadina a me carissima, partecipando anche quest’anno al “Giro dei 4 ponti”. Anno scorso andò malissimo, quest’anno almeno il caldo soffocante ce lo siamo risparmiati, ma non posso dire sia andata molto meglio.

Da cronometro ufficiale ho migliorato 3 secondi (54:54 nel 2013, 54:51 nel 2014), pur considerando che all’ultimo chilometro ho avuto un attacco terribile di mal di fegato che mi ha costretto a fermarmi per circa 300 metri (probabile scotto pagato per la tirata davanti alla tv con la Nazionale della notte precedente, e le conseguenti 4 ore di sonno). Dovrei essere soddisfatto, ma non lo sono pienamente.

Ho migliorato solamente perché ho imparato a correre e conoscevo il percorso (che comunque resta particolarmente ostico nel suo totale), quindi ho perfezionato la gestione pur non avendo una forma ideale, ma resto dell’idea che io e la corsa siamo completamente incompatibili in quanto ad attitudine di base. Non vado forte, e la cosa a volte sconforta, a volte semplicemente si accetta.

Magari un giorno avrò tempo e modo per dedicarmi a migliorare tempi e metodi di allenamento, al momento non posso metterlo in cima alle mie priorità e prendo il buono di fare comunque attività fisica. Resta il fatto che niente ti appaga quanto raggiungere il culmine della salita e sapere che sta per iniziare la tanto meritata discesa. Credo si capisca da questa foto di ieri mattina.

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