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Una tranquilla Domenica in scioltezza

Io e la corsa, epopea infinita di storie.

Succede che accetto l’invito del mio gruppo podistico per un’uscita di gruppo la domenica mattina. Si parte alle 8 dalla piazza di Calcinelli. Vado col Lodo, un amico fidato, e decidiamo di fare circa 10 km.

Poco prima di partire, si creano due gruppetti, quelli da meno vanno per 15km, che é tanto per me al momento attuale, ma che accetto comunque di provare non avendo alternative valide e non conoscendo bene il percorso.

Morale della favola: giro che si è allunga troppo, crisi fisica clamorosa con gambe che si inchiodano dopo i 15 km e mi costringono a fermarmi almeno 3 volte. Vengo recuperato in auto a quasi 20 km sul ponte di Calcinelli dal Lodo che aveva intuito le mie difficoltà non vedendomi tornare alla base. Un calvario inaudito, la peggiore crisi della mia breve carriera. Questo il giro di oggi.

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La crisi

Sono tornato online da casa dopo un lungo disservizio. Mi rifaccio vivo solo per raccontarvi che sabato scorso ho partecipato alla podistica “Notturna dei vicoli e delle mura” di Urbino.
Bellissima. Urbino intendo. La gara per alcuni sarà stata fantastica, per me sono stati 8,5 km di calvario ininterrotto, 5 giri su e giù per i vicoli del centro.

Non vi sto a spiegare i motivi, che non li so nemmeno io, ma son partito male e arrivato malissimo, senza neppure fermare il cronometro, svuotato di tutte le forze. Vi lascio una foto che parla da sola, non prima di ringraziare il gruppo di ragazzini scalmanati che mi ha sostenuto in ognuno dei 5 giri, dando un senso al mio testardo desiderio di finire comunque la corsa.

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La crisi colpisce i grandi festival estivi

Come è normale che sia, la crisi colpisce un po’ tutti i settori, compreso lo spettacolo. Era già stata comunicata la mancata organizzazione del Gods Of Metal 2013, mentre è notizia di ieri l’annullamento del previsto e solito appuntamento estivo con l’Heineken Jammin Festival, che ormai era una consuetudine da decenni, e pure del Rock in IdRho.

Avendo partecipato diverse volte al Gods ed all’Heineken, spiace davvero tanto vedere che nemmeno questi eventi riescono a sopravvivere a questo terribile periodo finanziario.

C’é anche da dire che nessuno di noi “fans” è scemo, ci riteniamo semplici e sinceri amanti della buona musica, e ci piacerebbe anche non essere presi per il culo con dichiarazioni come quelle fatte dallo staff dell’Heineken poco tempo fa. Sarebbe altrettanto carino evitare di dire tutti in coro la frase “ci prendiamo un anno di pausa” perché una cosa del genere si dice quando una cosa si fa spontaneamente, mentre è chiaro a tutti che si tratta di uno stop forzato.

In ultima analisi, non mi è gradita nemmeno la giustificazione, davvero fantasiosa, per cui questi concerti sono poco sostenibili e andrebbero ridimensionati in modo che headliner “possenti”  non oscurino le altre band minori che vi partecipino. Casomai è il contrario, grandi headliner permettono di valorizzare gruppi spalla e comprimari della giornata, perché altrimenti ve la suonate tra di voi con 10 persone sotto.

Forse, la cosa migliore da dire era un semplice “ci dispiace, non abbiamo i soldi, dobbiamo annullare”. Troppo difficile?