cuccurano

I piccioni del sindaco

In questo periodo faccio fatica ad aggiornare il blog, ma oggi mi è tornato in mente un servizio grandioso della nostra tv locale.

Uno spaccato di realtà di periferia. Il problema dei piccioni che tormentano la coltivazione di un campo agricolo ai confini di Cuccurano (diciamo lower west side).

E’ andato in onda alcuni giorni fa, per chi se lo fosse perso lo ripropongo.

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Il Parco Rebecca di Cuccurano

Tra le cose più belle che mi sono capitate nell’ultimo periodo, una menzione d’onore spetta per la storia del parco di Via del Pietrisco, a Cuccurano. Preciso subito che non ho contribuito operativamente in alcun modo alla realizzazione dell’impresa, mi sono limitato a dare il mio contributo in altro modo.

Vivo a Cuccurano, una piccola frazione di Fano, da sempre (32 anni). Nascere nel 1982 in Via del Pietrisco significa aver avuto a che fare per almeno 13/14 anni della mia vita con il parco che è posto alla fine della strada, creato verso la fine degli anni ’70.

Negli anni della nostra giovane gioventù giovanissima è stato teatro di epiche sfide calcistiche, scontri tra fazioni rivali (Via del Pietrisco vs Via della Scuola, manco fosse “The Warriors”), partite di baseball, nottate intere a giocare a nascondino, giravolte sul dorso degli scivoli, grattate clamorose alle articolazioni, ecc… Poi, con gli anni, il lento è penoso declino, con un parco lasciato in stato di abbandono e totale incuria, e quindi reso praticamente inutilizzabile anche alle famiglie che hanno dei bambini piccoli da far giocare e che si sono trasferite da poco nella zona. La situazione iniziale, per capirci, era questa.

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Proprio da un’idea di queste famiglie, nel mese di marzo, è partita un raccolta fondi destinati al riammodernamento del parco e l’installazione di nuovi giochi. Si è creato un gruppo su Facebook per coinvolgere i conoscenti, sono state messe delle scatole per offerte in alcuni esercizi vicini alla struttura e poi il classico passaparola che comunque riesce sempre a raggiungere tante persone.

Fatto sta, che grazie all’intervento di molti, grazie all’appoggio di un’associazione culturale locale ed all’impegno costante e instancabile dei promotori, si è arrivati ad un risultato strabiliante. Alberi ripuliti e potati, panchine ricostruite, scivolo restaurato e colorato, giochi nuovi, riposizionamento delle pietre per il camminamento e soprattutto un’aria generale di nuovo che mancava da troppo tempo.

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Mancava la ciliegina finale sulla torta. Il Parco è stato inaugurato alla presenza del Sindaco e del Vescovo una settimana fa, ed è stato intitolato alla memoria di una ragazza della Via, scomparsa tragicamente e improvvisamente un anno fa a soli 13 anni.

Una cosa di cui andare orgogliosi, se non altro per il grande valore sociale che ricopre un atto come questo, dove è il cittadino che mette a posto il pubblico e lo fa a suo spese e nel poco spazio di tempo libero che si ritrova tra lavoro e famiglia.

Bentornato Parco di Via del Pietrisco, ma soprattutto benvenuto Parco Rebecca.

Panorama

Ieri mattina sono uscito per il consueto “lungo” del fine settimana. Non sapevo esattamente dove andare di preciso,  l’idea era di farmi circa 12km sofferti (quindi non pianeggianti) e questo, nelle vicinanze di casa mia, significa salire a Montegiove di Fano, con la variante di poter decidere diverse vie d’accesso per arrivarci e poi discendere e tornare verso casa.

E’ una zona che frequento spesso in allenamento, solitamente faccio quasi sempre lo stesso giro per strade conosciute. Ieri, pur essendo reduce da una cena impegnativa in uno dei miei ristoranti preferiti, ho cercato di modificare l’itinerario e quindi una volta in “vetta” di scendere da Ferretto/San Cesareo/Carrara piuttosto che da Cuccurano “via fornaciotto” o “via pattuccia” (per chi conosce bene la zona).

Mi son goduto quasi tutto, dalla salita difficoltosa al passaggio a Ferretto davanti la villa di un nostro caro amico, dove mi son fermato a dare una sbirciata e dove i ricordi mi hanno riportato alle decine e decine di pomeriggi estivi passati in piscina durante l’adolescenza.

Nota particolare per una parte della sessione, in cui ho deciso di addentrarmi verso una stradina che avevo percorso solo una volta (nella gara di agosto 2013), e che ho seguito “alla cieca” solo per la curiosità di vedere dove mi potesse portare, dato che i ricordi  di quel giorno non erano proprio limpidi.

Il risultato è che mi son trovato, dopo una salita terribile, a godermi un paesaggio spettacolare. Mi son fermato pure lì, 10 secondi, a guardarmi intorno estasiato. Son tornato nel pomeriggio per fare alcune foto con la funzione “panorama”. Non male, eh?

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Ps: il track della sessione, con la mappa.