firenze

Video

Asics, che ci tiene e che è stato il main sponsor di Firenze, ha fatto anche il cortese servizio di registrare qualche video qua’ e la’ durante i passaggi alla maratona, soprattutto in coincidenza dei ristori.

I miei li trovate a questo indirizzo, fate partire lo spot e poi vanno in automatico uno dietro l’altro. Se volete saltare qualche pezzo c’è il menù a tendina in alto a sinistra.

Potete anche vedere il mio arrivo, un po’ sopra le righe.

Firenze Marathon

E siamo al day after, un giorno a dir poco particolare. Bellissimo, sotto tantissimi punti di vista, ma durissimo. Il dolore che ti lascia una maratona ti accompagna dal suono della sveglia, anzi in alcuni frangenti si acuisce, e so non mi lascerà per i prossimi 2/3 giorni. D’altra parte, ti senti protagonista di un’avventura, un piccolo eroe del quotidiano, e ti senti autorizzato a fare cose deficienti, come girare da ieri pomeriggio con una medaglia al collo, e andarci pure a lavorare, come un bimbo di 5 anni col suo ultimo regalo ricevuto.

E’ la maratona, chi l’ha fatta può capire, per gli altri è più dura, e sinceramente capisco anche chi mi da’ dell’imbecille, cosa che traspare dagli sguardi di chi mi ha incrociato ieri in treno ed oggi in ufficio.

E’ stato bello, non è stato facile, e come al solito le previsioni che ti fai per mesi e mesi vanno a farsi fottere in men che non si dica. Avevo preparato un piano che mi portasse a migliorare il mio 4h36m di personale, cercando di correre ad un ritmo di 6 minuti al chilometro e provare a chiudere entro le 4h15m. Questo era l’intento.

Premessa: notte infernale, ho dormito fino alle 2:30, poi i ragazzi della stanza a fianco hanno ben pensato di indire un party con amici (prima) e poi di darci dentro con il remake di “ultimo tango a Parigi” per un totale di 1h e mezza. Alla fine, alle 4, si sono calmati, ma io non ho più dormito fino alle 6. Ritrovo ore 6:30 in sala per colazione. Vestizione con forte desiderio di recuperare le ore di sonno perse. Partenza a piedi facendo quasi 3 chilometri per il ritrovo in zona Lungarno Giraldi. Freddo, tensione, pensieri in testa, ricerca degli ultimi sorrisi con gli amici e poi pronti a partire per l’obiettivo prefissato.

La realizzazione del tutto è stata altra cosa rispetto al pensato, i consigli piovuti a decine durante l’avvicinamento mi dicevano di tenermi ben coperto con il ritmo per i primi 30 km, perché Firenze presenta diverse insidie sul finale, e arrivarci scarico avrebbe dannatamente compromesso tutto. Diciamo che la mia gara si è “guastata” dal lato del crono già in partenza, essendo inserito nell’ultima griglia avevo davanti un numero esagerato di persone (8000 circa), che dopo il via mi son ritrovato davanti per buonissima parte dei primi 10/15 km senza possibilità di sorpassarne più di un tot, dato che in alcuni pezzi (soprattutto in zona cascine) la strada era stretta e i gruppetti erano disposti a raffica, quindi era molto difficile poter correre liberamente ad un passo prefissato, pur sgomitando di continuo. Sono stato un pezzo con i palloncini dei 4h30m, almeno sapevo di fare meglio di prima…

Una volta trovato un po’ di spazio, ho cercato di impostare il ritmo, ed al 18esimo già si bestemmiava: scarica di crampo misto ad un forte dolore nel polpaccio destro, una zona che non mi ha mai dato problemi. Voglio dire, se era la coscia sinistra, me lo potevo aspettare, ma da lui no. Non volevo crederci, ho rallentato un po’, mi son fatto alcuni chilometri con un amico della squadra che nel frattempo mi aveva raggiunto, ancora fastidio, decido di cambiare passo e spingere, o la va o la spacca, avevo sentito dire che cambiare ritmo a volte funziona, accorciare i passi e mandare le gambe.

Vengo sorpassato dall’auto del Doctor a sirene spiegate, si ferma 200 metri più avanti a me, arrivato in zona vedo i teli a coprire un corpo, con i sanitari che stavano facendo massaggio cardiaco ed alcuni testimoni in lacrime. Poco più avanti, nel gruppetto in cui ero, si diceva che fosse morto, sembra invece sia stato preso per i capelli dalla prontezza dei ragazzi dell’intervento di emergenza.
Ora, non so se sia stato un meccanismo automatico nel dirmi “ci sei, ormai corri e basta”, ma da qui in poi è iniziata un’altra gara, eravamo intorno al ventesimo, ho iniziato a rimettermi in carreggiata con i tempi, poche distrazioni, passo sempre sotto i 6 minuti, recuperando tante posizioni, ho passato i 30 senza neanche accorgermi, il temuto muro dei 35 non l’ho sofferto, ho alternato ristori e spugnaggi ed in generale ho fatto la gara che sognavo, in gestione totale, lucido e consapevole, non ne avevo di più ma non scendevo mai troppo al di sotto come ritmo. Insomma, mi ero allenato per poter fare questo tipo di gara, e qui è venuta fuori tutta la preparazione sulle ripetute, sui cambi di ritmo e sul variato.

Ai 38/39 un po’ di crisi, la voglia di fermarmi per camminare fino al ristoro dei 40, ma poi dico perché camminare adesso, ormai tieni duro e al 40esimo ti riganci e fai l’ultima sparata da 2 km. E’ andata così, ultimi 2 con tanti altri sorpassi, alla fine durante questa progressione sono andato a vedere gli split ed ho sorpassato qualcosa come 100 atleti, e mi rendevo conto di poterne riprendere altri se solo avessi avuto più chilometri davanti.

Ma era ora dell’arrivo, che non arriva mai je possino castigalli, la parte finale con il lungarno finale sotto il sole a schioppo, prima dell’entrata in Santa Croce, fatta come piace a me, rallentando per mettermi a posto il pettorale e farlo vedere bene, con la gente che ti urla “daiii…hai quasi fatto daiii” eh lo so che ho quasi fatto, son 42 chilometri che ci smagono, lascia fare sant’iddio. Ho fatto un gran casino all’arrivo, c’era troppo mosciume in giro, ci voleva uno che ribaltava un po’, ho chiamato l’urlo della folla e sono arrivato gasato, a dire il vero forse un po’ troppo, ma vatti a contenere in quei momenti.

4h25m da crono totale, ma 4h19m in Real Time. Per soli 4 minuti non ho agganciato il mio obiettivo massimo, ma è stato tutto bellissimo, non esistono rimproveri per questo tipo di gare, arrivare è vincere, e le eventuali foto che troverò lo potranno testimoniare.
Ci sono migliaia di cose da dire e da scrivere che ho vissuto durante la gara, dalla partecipazione TOTALE di una città che sa vivere con la maratona e la sa far vivere a chi la corre, non a caso parliamo di una Top in Italia e anche a livello mondiale. Grande organizzazione, peccato l’arrivo “ingabbiato” senza la possibilità di poter abbracciare subito chi è venuto a vederti…ma capisco la logistica di un posto comunque abbastanza contenuto come Santa Croce.

E poi, su tutto, vince lei, Firenze. Arrivi dopo i 30km che non sai dove troverai le forze per farne altri 12, ma appena sbuchi tra due ali di folla nel punto in mezzo al Duomo e al Battistero, ti senti un re, tutti ti gridano, ti spingono, non li vedi ma li senti tutti. Attraversare Piazza della Signoria, godersi una giornata come quella di ieri passando sui Lungarni…oh ragazzi, è inutile, è Firenze.

Ora? Riposo, tanto riposo, e chiusura parentesi maratona per tanto tempo. Una gara del genere richiede tempo di preparazione, soprattutto per me che non sono propriamente un tipo da “non fai un cavolo ma vai subito in forma”. Ed ora ho altro a cui pensare, la “famiglia” chiama e da qui ad alcuni mesi dovrò correre dietro a ben altre cose, abbiamo un figlio in arrivo proprio in coincidenza della prossima Collemarathon, sicché risulta molto improbabile poter preparare una grande corsa a dovere. Mi limiterò alle corsette brevi con amici, magari qualche mezza…ma per il resto sarà dura.

Ma poi, detto francamente, frega na sega, se corri sei felice anche di fare 5 km, tornerà anche il tempo delle maratone, se è vero che c’è un tempo per tutto.

P.s.: sottolineo, con forza, il bellissimo trattamento riservato agli atleti francesi durante il percorso, che erano tantissimi. I volontari agli incroci che gridavano “Allez la France” tanto da portare me stesso, ogni volta che superavo un francese che esponeva la loro bandiera, a dire la stessa cosa e battere il pugno sul petto. E’ stato emozionante anche questo, in tutta sta gran bella giornata a Firenze.

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L’ultimo allenamento

A differenza di quanto fatto per la Collemarathon, mi accingo ad affrontare la maratona di Firenze senza aver mai scritto una sola riga del mio percorso di avvicinamento su questo blog.

Domenica si corre la 32esima Firenze Marathon e dovrei essere ai nastri di partenza, assieme ad altri miei compagni di squadra. Il condizionale è d’obbligo, viste le ultime vicissitudini.

In due settimane:
– ho comprato un nuovo paio di scarpe che si son rivelate indigeste per i miei piedi, dovendo rimediare con un nuovo acquisto dello stesso modello delle mie Asics precedenti, riportando il piede alle vecchie abitudini in pochissimi giorni;
– mi hanno respinto l’iscrizione per un cavillo sul certificato medico ritenuto non regolare, dovendomi far correre ai ripari in tempi brevissimi;
– ho in mano da 4 mesi i biglietti di andata e ritorno già pagati per i treni, e arriva puntuale lo scioperone a rendere tutto incerto. Sarà un viaggio della speranza, ci attendiamo il peggio ma non sto riuscendo a trovare alternative;
– dolori in due parti del corpo molto delicate, l’alluce del piede destro che si è gonfiato e un improvviso dolore alla parte alta della schiena che mi sta bloccando da ieri sera.

Comunque sia, speriamo di arrivare a Firenze decentemente e con la testa abbastanza preparata. Ho fatto l’ultimo allenamento, che è di una surrealità unica. Non so gli altri, ma io lo faccio a sensazione, senza guardare l’orologio, ripensando da dove son partito e dove sono arrivato. Ieri sera ho ripercorso tutti i posti principali del mio lungo allenamento, è stata una bella uscita. Ho iniziato questo percorso svegliandomi alle 5:30 nelle afose mattinate di luglio, e chiudo uscendo vestito da cosacco durante la prima vera settimana a clima invernale.

Personalmente il mesetto di “scarico” che va dal lunghissimo alla Maratona lo metto tra le cose più difficili da gestire, quando ci si prepara per questo evento. La tensione scende, hai benzina ma hai paura di strafare, se fai un po’ meno ti senti in colpa perché forse ti sei allenato male, diciamo che in generale si rischia di rovinare tutto se non si sta anche attenti con l’alimentazione. Una sensazione di rilassatezza relativa, che deve essere gestita bene.

Vada come vada, ormai ci siamo. Non si torna indietro, ammesso e concesso che mi facciano arrivare a Firenze entro domenica in qualche modo.

Firenze e il degrado morale

“Lo abbiamo fatto, lo rifarei, lo rifaremo, anche perche’ e’ un’iniziativa che ha portato un milione di euro di indotto. Il sindaco di una citta’ deve fare delle scelte. Gia’ in passato il Ponte Vecchio e’ stato lasciato tutti gli anni ai gioiellieri per una cena. Non se lo ricorda piu’ nessuno. A Roberto Cavalli per una sfilata. A Lucio Dalla per una meravigliosa serata in ricordo di Benvenuto Cellini. Tutte queste cose sono state fatte dalle precedenti amministrazioni. Noi questa volta abbiamo anche chiesto dei soldi – ha aggiunto il sindaco di Firenze – perche’ ci sembrava naturale chiedere un ‘fracco’ di soldi. Abbiamo chiesto 120mila euro, chi dice e’ poco, chi dice e’ tanto; per due ore di cena, secondo me vale la pena e in piu’ porti la top clientela di Ferrari a Firenze per fare delle iniziative. In un mondo dove le citta’ fanno a gara per accaparrarsi chi ha potere di spesa, anche Firenze e’ importante che lavori in questa direzione”

Un Sindaco, si sa, deve prendere decisioni, anche scomode e impopolari agli occhi dei cittadini. Certo che per me, da spettatore esterno, digerire la faccenda dell’affitto temporaneo di Ponte Vecchio è un pochino difficoltoso. Si crea un precedente, significativo, sul fatto che tutto è acquistabile, anche i pezzi fondamentali dell’anima di una città, e non riesco ad appoggiarlo in pieno. Ed é chiaro che non sarà l’ultima volta. Mi chiedo, tra le altre cose, se questa faccenda si stata discussa in giunta.

Logicamente, come fa notare qualcuno, dietro alcune delle critiche più aspre rivolte al sindaco Matteo Renzi (molte delle quali da parte di esponenti della Chiesa) ci sono prospettive politiche legate alle amministrative del prossimo anno. Certo che sentire certe persone parlare di degrado morale…indubbiamente fa un certo effetto.

Firenze

Ho passato il weekend a Firenze, insieme a Chiara. Faccio subito una premessa-shock: non avevo mai visitato Firenze, intendo mai con gli occhi da turista. Liberato di questo peso, lascio spazio al resto.

Sono stati 2 giorni e mezzo davvero particolari, ricchi di tante belle cose nonostante il tempo avverso (soprattutto sabato). Un solo consiglio: “Teatro del Sale“, un posto davvero particolare, direi unico, non vi sto a spiegare di che si tratta, cercate info e se siete a Firenze per un paio di sere DOVETE prenotare (importante, posti limitati) ed andarci.

Per il resto, giro turistico tra Piazza della Signoria, Santa Maria Novella, Piazza Santa Croce, gli Uffizi, i Lungarni, Ponte Vecchio ed altri luoghi turistici (tra cui il civico in cui nacquero i Litfiba, per dire…). Intermezzi enogastronomici da non sottovalutare in posticini accuratamente selezionati per le vie del centro, pieni zeppi di gente ma che si meritano tutte le file di questo mondo.

Oltre alla cultura, qualche momento di riflessione sul significativo ricordo dei 20 anni dall’attentato di Via dei Georgofili, di cui si parlava in città e sui giornali locali, un barbaro attentato mafioso che io avevo quasi dimenticato. A pensarci bene, è una delle stragi di mafia più dimenticate di sempre, ma va ricordata, celebrata, pur senza clamori, ma con la giusta misura di memoria storica e critica politica e sociale. E’ importante non scordare mai cosa successe quella notte del 27 maggio 1993 nel cuore di Firenze.

In chiusura, tornando ai piccoli piaceri, per puro sfizio personale e dopo anni di vani inseguimenti, domenica mattina mi son sparato pure la DeejayTen, la gara podistica di Radio Deejay che partiva da Piazza della Signoria ed arrivava in Santa Croce dopo un giro turistico di 10km (o 5km per i principianti) poco fuori dal centro. 10.000 iscritti, finalmente un po’ di sole, lo show del Trio Medusa, molti baffi, un percorso mozzafiato passando da piazzale Michelangelo, la festa all’arrivo…insomma, bellissimo.
Risultato sorprendente, seppure non importante: ho chiuso in 50′ 10″, migliorando il personale(!!) sui 10km, considerando chei primi 2,5 km sono tra le viuzze del centro in mezzo ad una folla oceanica, direi che è andata piu’ che bene. Sono arrivato a 6 min da Linus ed a 4 min dal sindaco Matteo Renzi, che era partito in prima fila ma comunque zitto zitto è andato forte. Beh, so’ soddisfazioni.

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