francesco costa

Nuova vita, nuove crisi

Nuova casa, nuova vita ma anche nuovi problemi.

Al momento le crisi più rilevanti sono quelle strettamente connesse ai nuovi doveri domestici, ovvero fare le lavatrici, stendere, stirare, pulire e…cucinare.

Può capitare, come stasera, che Chiara lavori sino a tardi e che i galloni di cuoco ricadano sul sottoscritto. La frase peggiore che mi si possa rivolgere, a quel punto, è senz’altro “vedi tu, per cena fai quel che ti pare”.

Essendo un tipo abbastanza schematico, soprattutto dal punto di vista mentale, l’avere carta bianca mi spiazza, preferisco di gran lunga avere un piano da seguire. Sicché che sono andato al supermercato e ho comprato una lista imbarazzante di cose molto diverse tra loro, sperando che in seguito ne fosse venuto fuori qualcosa di commestibile.

Tra le cose, ho preso due hamburger al banco dei freschi. Tornato a casa, mi son trovato in frigo anche la lattuga, la pancetta, i pomodori, il formaggio, la maionese, l’erba cipollina (coltivata in terrazzo) e due panini adattabili per contenere il tutto. Dovevo solo trovare un modo giusto per cuocere il tutto, utilizzando possibilmente soltanto una padella.

Cercando su internet, mi è venuto in soccorso il buon Francesco Costa, che in questo post d’annata spiegava come preparare e cuocere un hamburger in maniera molto semplice. Ho seguito i suoi consigli, e ma la sono cavata. Stavolta, la prossima sarà tutta da vedere.

P.s.: continuano le mattinate violente in ambito sportivo. Ho impostato 3 uscite settimanali, tutte con sveglia alle 5:30 e partenza h6. Stamattina sono andato a fare le ripetute in salita nella zona del Carmine, a Gimarra. Il problema galattico è che ho i minuti contati, e mi tocca fare sempre un ritorno a ritmi altissimi per poter incastrare tutto il resto ed essere in ufficio per le 8 già docciato, vestito e colazionato. Se non arrivo alle ferie, sapete da cose ne deriva.

E’ sempre un piacere

José Mourinho ha completamente stravolto il ruolo e l’importanza delle conferenze stampa nel mondo del calcio.

Lo scontro mediatico è un suo marchio di fabbrica, e continua ad alimentare la sua leggenda con lezioni di rapporto con i media come quella di ieri, spiegata benissimo da Francesco Costa nel suo blog.

Vi consiglio di leggere l’articolo e vedere il video, perché in Italia cose del genere non accadranno mai, almeno per parecchi anni a venire, e secondo me è un peccato.

Fonte: Francesco Costa Blog

L’utilità dei commenti nei blog

Francesco Costa, giornalista del Post e di altre testate, ha recentemente “ristrutturato” il suo blog ed ha posto un’interessante questione, vista la decisione di non consentire più i commenti all’interno degli articoli che pubblicherà.

La novità di cui qualcuno si accorgerà tra poco è che non ci sono più i commenti. Ci ho pensato parecchio – per anni, direi – e c’è da molto tempo un esteso e interessante dibattito sul loro uso e la loro utilità. Nel mio piccolissimo, ho concluso che nel 2013 per un blog personale i commenti siano uno strumento inadeguato ai tempi, in certi casi persino dannoso: generano la formazione di comunità di commentatori molto ristrette, enormemente più ristrette del numero totale di persone che leggono il blog, che finiscono spesso per parlarsi addosso e rendere il luogo un po’ inospitale. Quando si riesce a portare avanti una discussione costruttiva, fatto piuttosto raro, lo si fa dribblando il commento aggressivo di quello che ha letto solo il titolo del post, il commento di Gino che vuole solo prendere in giro Pino, gli insulti rituali dei soliti due o tre, il commento di quello che scrive una cosa che non c’entra niente, quello livoroso e basta: e tutti quelli che rispondono a ciascuno di loro. Se ne avete visti di meno, negli ultimi tempi, è grazie alla moderazione preventiva: che però è un lavoraccio che rovina le giornate. Insomma, anche al di là di alcune cose molto episodiche ma molto spiacevoli che sono accadute negli anni (minacce di ogni tipo, e altre giornate rovinate a occuparsene), sono arrivato alla conclusione che nel 2013 i commenti non siano un gran servizio né per la grandissima parte di chi legge questo blog né per chi lo scrive, e che ne peggiorino la sua qualità generale (tesi che ormai poggia su basi piuttosto concrete).

Chi vuole scrivere qualcosa in risposta a un mio post può farlo ancora con almeno tre strumenti diversi, tutti a loro modo migliori e più efficaci dei commenti su un blog, e che spesso coinvolgono già oggi molte più persone di quelle poche decine che scrivono qui: la mia pagina pubblica su Facebook, dove i commenti a un post appaiono tutti nella stessa conversazione (come su un blog); il mio account su Twitter, interpellando direttamente me ma in pubblico; il sempre valido indirizzo email, interpellando direttamente me e in privato. Attraverso questi tre canali già oggi cerco di rispondere sempre a tutti, cosa che sui commenti ormai non faccio da tempo.

A pensarci bene, la sua scelta è condivisibile. E’ già difficile trovare il tempo per scrivere quello che si ha in testa, se poi ci metti altro tempo a filtrare i commenti dei soliti rincitrulliti, off-topic oppure spammer e provi a moltiplicare questo lavoro per 2/3 piattaforme social, capisco benissimo che la sua decisione va solamente rispettata.

Nel mio piccolissimo, il flusso di commenti del blog non è minimamente paragonabile al suo. La condivisione che metto in pratica è volutamente tramite twitter senza postare su facebook. Riesco ancora ad apprezzare i pochi commenti che giungono sul blog senza doverne cancellare alcuno e non vedo motivi per seguire il suo esempio. Quindi, come diceva qualcuno, “Continuate a sparare, stronzi!!”

Via: Francesco Costa Blog