Imu

Lo schifo normativo sull’Imu agricola

Quello che è andato in scena, da più di un mese a questa parte, in merito alle regole di versamento sull’Imu dei terreni agricoli è davvero ingiustificabile.

Abbiamo assistito inermi ad una delle più gigantesche schifezze normative fiscali da parecchi anni a questa parte, sicuramente per quanto mi riguarda da quando lavoro in uno studio commerciale.

La volontà iniziale era quella di modificare le regole per l’Imu dei terreni, in modo da poter raschiare il qualche modo il fondo del barile e ricavare qualche altro soldo da questa tassa. Questa l’idea, ma la realizzazione è stato un delirio continuo e crescente.

Prima lo spostamento dal 16 dicembre al 26 gennaio, poi l’attesa di una “sospensiva-bis”, poi la pronuncia del Tar del Lazio che in realtà non è una pronuncia quindi tutto rimane invariato, infine la modifica con decreto-legge in extremis venerdì 23, ultimo giorno utile prima della scadenza di lunedì 26. prorogando il versamento al 10 febbraio ma cambiando le regole di esenzione.

Mettetevi nei panni nostri: arrivi questa mattina, hai già consegnato buona parte dei modelli di versamento, devi andare a ricontrollare tutti i comuni interessati, bloccare i pagamenti F24 telematici ancora non inviati, verificare chi ha già pagato e chi no (e se doveva farlo).

Un inferno, per noi del settore. L’incompetenza del Governo Renzi sotto questo aspetto è davvero preoccupante. Su qualsiasi cosa sia stata emessa c’è sempre stata un’attesa di chiarimento, una circolare esplicativa richiesta, la domanda di un’interpretazione normativa o cose del genere.

A volte mi metto nei panni dei programmatori delle software-house dei nostri gestionali che si trovano di fronte a questi quotidiani sconvolgimenti normativi continui, mi chiedo come facciano a lavorare senza una dose elevatissima di imprecazioni.

Annunci

Confusione

Capita sempre più spesso, stamattina è già successo due volte.

Diversi clienti dello studio commerciale vedono le diverse trasmissioni di attualità e approfondimento della sera (La7 regna sovrana, in questo campo) che si occupano sempre più spesso dei disservizi del paese. Guardano i servizi e fanno propria la disperazione della gente alle prese con Tares, Imu, Mini-Imu, IUC, ecc. e si precipitano in ufficio con la domanda “top trend” degli ultimi periodi “ma scusate, sicuri che io non ho nient’altro da pagare oltre a quello che mi avete consegnato?”.

Io stesso, ieri sera, facendo zapping ho visto le scene apocalittiche di un ufficio tributi di Roma preso d’assalto dalle 5:15 nel mattino, con tanto di lista di attesa improvvisata e totale caos all’interno con ressa collettiva di fronte agli sportelli, con il contribuente accerchiato da 10 persone che lo pressano da dietro, in barba a privacy e civiltà.

Spiace dirlo, ma posso solo dare ragione a queste persone. Io stesso, lo ammetto, faccio fatica a distinguere ormai le sigle, le periodicità e le competenze delle tasse che sono state introdotte negli ultimi scandalosi periodi di malgoverno. Provo a mettermi nei panni di un 75enne, e la prima cosa che farei è chiedere aiuto.

Se vogliamo iniziare a mettere in chiaro alcune cose, mettiamo tra i primi posti una seria revisione del sistema fiscale. Non è più accettabile una gestione simile, né da parte dei contribuenti, né da parte dei consulenti e di chi cerca di avvicinare le parti. E in tutto questo, in pochissimi mesi il governo Letta ha fatto solamente disastri, perché non va bene essere populisti, ma ci vuol poco ad essere realisti vedendo ogni giorno la realtà da dentro.

Foto | TvBlog