m5s

Il coglione del giorno

Eccolo qui.
Mai che si perdesse l’opportunità di dire una minchiatona, quando possibile.

 

Via: @chedisagio

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Chi ci ha guadagnato?

Non comprendo i commenti entusiasti degli anti-Grillo dopo la pagliacciata della diretta streaming di ieri. Davvero, non capisco.

Credo sia abbastanza chiaro che molti di quelli che avevano chiesto l’intervento di Grillo volesse proprio quel tipo di comportamento da parte sua di fronte a Matteo Renzi e Delrio. Certo, ci saranno delusi tra i votanti del M5s, ma nessuno di questi deciderà che da oggi starà dalla parte di Renzi.

Il motivo secondo me è semplice.

Bah. “Vi meritate di più, amici”. “Le parole di comprensione del candidato premier verso gli “amici” o i “cari elettori” traditi nei fatti dalle promesse del movimento, non fanno altro che aumentare la distanza che li separa.
Non ti considerano un loro amico, non vogliono il tuo abbraccio. Voterebbero Berlusconi, pur di non passare dalla tua parte, questa è una cosa che nel PD si devono mettere bene in testa. Molti del PD sono passati o passano ai 5 stelle, ma nessuno dei 5 stelle tornerebbe al PD, soprattutto se guidato da Matteo Renzi, a me sta faccenda sembra fin troppo chiara e irreversibile.

Renzi ha fatto bene ad incontrare Beppe Grillo, e ha fatto bene ad andarsene, anzi forse è rimasto pure troppo.
Poi però, in conferenza stampa e sui social, doveva semplicemente dire la cosa che TUTTI ieri hanno pensato:

“Beppe Grillo è un cazzone e un maleducato. E oggi ne avete avuto una riprova.”

Stop. Nulla di più. Almeno sarebbe stato sincero.

Tempismo e trasparenza

Oggi sul blog di Beppe Grillo appare un articolo che invita ad una consultazione tra gli iscritti per decidere quale sistema elettorale sia migliore tra maggioritario e proporzionale.

Per fine febbraio la legge elettorale del M5S nelle sue linee essenziali sarà pronta.

Ricordo ancora un post, sempre nel medesimo blog, che invitava tutti ad una consultazione per formulare una legge elettorale idonea a rappresentare la volontà popolare.

La legge elettorale è fondamentale per il funzionamento dello Stato e la stessa legittimità delle istituzioni. Per questo deve essere il MoVimento 5 Stelle nel suo complesso a deciderla. ..Il percorso informativo/decisionale durerà qualche mese e definirà la legge elettorale ufficiale del M5S.

Il post era del 26 settembre. In mezzo sono passati 4 mesi.

Matteo Renzi è diventato segretario del PD l’8 dicembre. Il 2 gennaio ha proposto 3 tipi di riforma della legge elettorale, ed ha presentato una bozza quasi definitiva il 20 gennaio.

Capisco la filosofia alla base del Movimento, ma è anche vero che se bisogna fare una consultazione popolare per ogni decisione che si vuol prendere, il rischio è di essere poco tempestivi. Così ci si ritrova ad inseguire il bistrattato Renzi su un punto cardine della propria proposta politica originaria.

Credo non se lo aspettassero nemmeno loro, un impatto simile. E credo sia chiaro a molti che il gioco delle prese per il culo, del Renzie-Fonzie, è finito, e che si giocano una bella fetta del proprio elettorato ora che qualcuno sta provando a fare qualcosa ed ha decisamente smosso le acque.

Per contro, è doveroso dare atto ai Cinquestelle della loro operazione trasparenza, con pubblicazione online di tutti i rendiconti dei propri parlamentari. Una rivoluzione che spero costringerà tanti altri a conformarsi in futuro.

Prima di loro, su questo tema, c’era il nulla assoluto.

Scanzi folgorato sulla via di Damasco

Andrea Scanzi, uno dei pochi a godere di simpatia giornalistica da parte di quelli del M5S, oggi ha deciso di mandare a puttane tutti i crediti conseguiti facendo arakiri e passando dalla parte dei cattivi direttamente dalle pagine del Fatto Quotidiano:

Grillo deve capire che, quando si alza male e gli girano, non può scrivere un post. Non è un cittadino qualsiasi: è il co-leader di un movimento votato a febbraio da quasi nove milioni di italiani. Vada nell’orto e pianti pomodori, spacchi la legna. Faccia sesso, si sfoghi su Youporn. Scelga lui il modo, non mi interessa: non è possibile rovinare ogni volta tutto con questi post sbroccanti.

Naturalmente, condivido il suo pensiero e credo abbia pienamente ragione. Ed è proprio questo il problema, per quanto lo riguarda. Non penso che questo “ammutinamento” passerà inosservato agli occhi dei più, e da lì è un attimo essere bollato come “troll” sovversivo.

Ps: e scrivi bene bimbominkia, Andrea. Remember?

Non è colpa tua, Beppe.

“Le dichiarazioni rilasciate a SkyTg24 dalla senatrice M5S Adele Gambaro: “Due comuni conquistati non sono un successo, ma una debacle elettorale. Inoltre ci sono percentuali molto basse. Stiamo pagando – ha rincarato la dose Gambaro – i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi. Mi chiedo come possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto. Lo invito a scrivere meno e osservare di più. Il problema del MoVimento è Beppe Grillo, noi il lavoro lo stiamo facendo e questo non viene percepito. Invece di incoraggiarci, scrivendo questi post ci mette in cattiva luce. Credo che altri all’interno del Parlamento abbiano le mie stesse idee; il disagio c’è ed è evidente, ma non arriva a un dissenso vero e proprio”. Vorrei sapere cosa pensa il MoVimento 5 Stelle di queste affermazioni, se sono io il problema. Beppe Grillo

Il post di Beppe Grillo, che vi ho riportato, si riferisce all’intervista di Adele Gambaro, la senatrice del M5S che oggi ha fatto delle dichiarazioni critiche nei confronti del “megafono” del Movimento. Secondo la senatrice il vero problema è proprio lui, ed ha avuto la folle e nello stesso tempo coraggiosa iniziativa di esprimerlo senza mezzi termini. Altri la pensano come lei, ma non hanno il coraggio di dirlo.

Beppe Grillo ha riportato, ma non ha risposto, rispettando i suoi principi di ignoranza. Ha solamente chiesto se è lui il problema, lasciando carta bianca ai commenti, che si sono subito trasformati in insulti, soprattutto nella pagina Facebook della malcapitata.

Naturalmente, la vita politica all’interno del M5S della Gambaro è giunta al capolinea, verrà estromessa e bollata come eretica, così come è successo a tutti gli altri che hanno criticato il comico genovese. E’ giusto così. La Gambaro deve essere espulsa. Sarebbe ingiusto non cacciarla, perché anche con altri (Favia, Venturini, Mastrangeli) la linea è stata quella, e deve essere rispettata, ci sono delle regole chiare, chi critica si leva dai coglioni.

Ma tu, Beppe, tu sta tranquillo. Non è colpa tua. Non è colpa tua.

***Update***

h18:20: come prevedibile, Grillo in questo post pubblicato poco fa ha indemocraticamente (come al solito) invitato la senatrice Gambaro a levarsi dalle palle. La motivazione è che uno vale uno. Elementare, Watson.

La rete e la trasparenza

I pullman accendono i motori stamattina alle 9.30. Sono lì, roboanti su piazzale Flaminio, alle spalle di piazza del Popolo. Uno alla volta, i 163 eletti Cinque Stelle salgono a bordo. Per andare dove? Non lo sanno nemmeno loro. Come a mosca cieca cercheranno di toccare Beppe Grillo. Lui li aspetta in una località segreta, forse subito fuori Roma, forse a l’Aquila.

Il Fatto Quotidiano riporta in un articolo le modalità di prelievo e riunione dei parlamentari del Movimento 5 stelle. Non male davvero, sia come trasparenza che come utilizzo della rete.

E’ probabile che prima abbiano fatto un summit, o delle primarie online, anche per decidere chi guiderà i pullman.

Per fortuna, c’è Casaleggio.

Le due capre

Filippo Facci, che odiavo a morte ed ora trovo simpaticissimo, sul comportamento farsa dei capigruppo “5stelle” nell’incontro con Bersani di ieri.

“Non era neanche arroganza: quella dei capogruppo grillini, ieri, era un’ignoranza che non gli faceva neppure comprendere la figuraccia che stavano facendo e infliggendo. Le due capre di Casaleggio, ieri mattina, ci annoiavano in streaming e ci confermavano che tutte le decisioni erano già prese altrove, dopodiché sfilava l’arroganza che appunto è ignoranza: «Noi non incontriamo le parti sociali, noi siamo le parti sociali» ha detto lei, Roberta Lombardi, la peggiore. Forse la frase più boriosa pronunciata in televisione da anni a questa parte. Loro non sono due qualsiasi, non sono due catapultati in Parlamento via Porcellum – come tutti gli altri – che Grillo ha selezionato via web in dieci minuti e che conoscono il Paese come tutti noi. Loro sono «il» Paese, sono «le» parti sociali, tutte, anzi, sono gli ormai impronunciabili «cittadini» che hanno occupato il palazzo d’inverno col vestito buono.

Sociali, in realtà, sono gli assistenti che occorrerebbe chiamare, così da spiegare alle due capre la differenza tra la politica e la sua sciagurata rappresentazione mediatica, la differenza tra una postura estetizzante e un’altra che, una volta in Parlamento, ha conseguenze vere nella vita reale, quella del Paese, quella della gente che attende risposte, mica solo lo spread e le Borse, altro che Ballarò e dintorni, altro che quella piazza catodica che a quanto pare ha costituito il laboratorio del populismo grillino.”

Qui l’articolo completo.

A voi il piacere

Vito Crimi, capogruppo del M5S al Senato, ha dato la sua versione dei fatti accaduti sabato in Parlamento, dove grazie anche ai voti del Movimento è stato eletto come Presidente un candidato proposto dal PD, ovvero Pietro Grasso. Vi riporto qualche passo significativo, ma vi consiglio di leggere tutto quello che ha scritto.

Siamo caduti in una trappola, è inutile nasconderlo, dei vecchi volponi della politica. Due foglie di fico, presentabili meglio di altre, con le quali hanno cercato di metterci, in particolare al Senato, di fronte ad un ricatto morale, un ricatto che ci poneva nelle condizioni di essere determinanti per una eventuale rielezione dell’impresentabile Schifani, mettendo alcuni di noi nelle condizioni di dover scegliere se consentirlo o impedirlo a tutti i costi.
Un ricatto morale che ha portato alcuni di noi a fare questa scelta con sofferenza, ho visto persone mature piangere mentre sostenevano che non sarebbero mai più potuti tornare nelle loro terre se per colpa loro Schifani fosse tornato ad essere presidente, che non si sarebbero mai perdonati e pertanto avrebbero preferito votare Grasso e pagarne le conseguenze a testa alta. E le stanno pagando… il tritacarne mediatico e degli attivisti è in corso.

Purtroppo, ragazzi, questa è la politica. Avete insistito sul fatto che “sarà un piacere” stare in Parlamento, ora ci siete dentro fino al collo, che vi piaccia o meno questo senso di responsabilità ve lo siete meritato tramite i vostri elettori. Non so, forse sarebbe il caso di smettere di fare riunioni ogni 10 minuti ed impostare chiaramente le vostre linee politiche in anticipo, perché in quel bel tritacarne che negli ultimi anni avete contribuito a bombardare di (seppur giuste) critiche, ora ci siete anche voi e tutto quello che vi sparano addosso ve lo dovete pigliare e pagarne le conseguenze.

Come ricordava Lucacicca citando Francesco Costa, siamo solo all’inizio, benvenuti a bordo. Il PDMENOELLE, come lo chiamate voi, ve l’ha subito messo in quel posto, facendo forza su un giusto principio morale, prima che politico. Qualcuno si è assunto le proprio responsabilità, e spero gliene venga dato merito, invece di far salire a turno sul patibolo il dissidente di turno. 

Con questo non voglio condannare nessuno, il M5S è al debutto e spero che porti tante belle cose in quelle aule impolverate, deve imparare e magari imparerà con il tempo, sono giovani ed è un loro sacrosanto diritto quello di sbagliare. Si toglieranno anche delle soddisfazioni, porteranno i loro valori e terranno dure sulle loro battaglie, magari riusciranno a votare cose nelle quali credono, oppure faranno cadere un governo che ancora nemmeno c’è. Però, fossi un elettore del Movimento, mi farei alcune domande, del tipo “ma d’ora in poi, ad ogni votazione che ci sarà, chi deciderà cosa fare e per cosa votare?”, “i parlamentari riusciranno a convivere con questa costante sensazione di essere bollati come traditori?” ma soprattutto “sarete veramente liberi di cercare di fare qualcosa di costruttivo oppure resterete lì solamente per salutare tutti da dentro, passare la mano ed attendere il prossimo giro?”.

Ecco, a proposito di prossime votazioni, che ci saranno e penso nemmeno tra molto tempo, consiglierei a Grillo di dosare bene le proprie sparate e di gestire meglio la situazione. La maggior parte dei voti che avete preso derivano da un elettorato stanco, che vuole cose diverse e le vuole vedere, e non sono dei fissati appartenenti al “partito”. Non credo vengano tollerate, seppur nel breve spazio di questa legislatura, delle ottuse prese di posizione legate ad un codice di irresponsabilità più che di responsabilità, perché con questo “modus operandi”, ricco di contraddizioni, è più probabile che alla tornata successiva i voti diminuiscano e diventerete come tutti gli altri, con tutto il dispiacere che ne deriva.

Le sue dimissioni entro stasera

Credo abbiate sentito un po’ tutti la notizia che riguarda Roberta Lombardi, neo-capogruppo del M5S alla Camera, e del suo post a dir poco “leggero” sulle approssimative rivalutazioni storiche relative al fascismo.

Massimo Gramellini, non proprio l’ultimo arrivato, dalle colonne de “La Stampa” invece non ci va leggero per niente

“Questo Paese senza memoria digerisce ormai qualsiasi oltraggio alla sua storia, ma se un politico di spicco della Casta avesse pronunciato parole simili, dubito che l’avrebbe passata liscia. Nemmeno Berlusconi, per citare un caso limite, si era mai spinto a tanto…

…In particolare la seconda, perché per dire che il fascismo dei gerarchi corrotti e della retorica patriottica ammannita al popolo come una droga aveva «un altissimo senso dello Stato» bisogna avere un altissimo tasso di malafede o, peggio, di ignoranza. E non oso immaginare la reazione di Grillo. Gli avrebbe urlato da tutti i computer: sei morto, sei finito, sei circondato, arrenditi topo di fogna…

Conosco tante persone che hanno votato Grillo per dare uno scossone al Palazzo. Ma nella lista degli scossoni desiderati dagli elettori non credo rientrasse l’apologia di fascismo. Perciò sono sicuro che la signora Lombardi presenterà entro stasera le sue scuse, seguite dalle sue dimissioni.”

Quanto vale il M5S a -15 dal voto?

Oggi era l’ultimo giorno utile per pubblicare sondaggi pre-elettorali in vista delle politiche.

Sul post è stato pubblicato uno schema comparativo per fotografare la situazione al momento attuale, prendendo in esame i principali sondaggisti.

Sondaggi

Come potete vedere, le cifre ballano un po’, ma è praticamente una certezza che in realtà i sondaggi arrivino sino ad un certo punto, vuoi per chi li commissiona e vuoi per l’attendibilità del campione preso in esame.

Sicuramente da qui a 2 settimane sarà difficile uno stravolgimento vero e proprio, ma penso che saranno 15 giorni molto importanti per le percentuali del M5S.
Considerando la deprimente campagna elettorale dei candidati “principali”, parlando con amici e persone più o meno conosciute, notando diversi cambi di opinione ed escludendo clamorosi autogol o passi falsi, ho ragione di credere in una percentuale molto diversa dal 16% per il Movimento5Stelle.
Diversa, per capirci, significa fino al 20%, per non dire qualcosina di più. Potrei aver male interpretato (non sarebbe la prima volta, sinceramente) l’umore degli elettori (non solo giovani) che mi circondano, ma sento che è più di una remota ipotesi.
Non so, staremo a vedere. Pensate sia possibile?

Foto: il Post