matteo renzi

Tempismo e trasparenza

Oggi sul blog di Beppe Grillo appare un articolo che invita ad una consultazione tra gli iscritti per decidere quale sistema elettorale sia migliore tra maggioritario e proporzionale.

Per fine febbraio la legge elettorale del M5S nelle sue linee essenziali sarà pronta.

Ricordo ancora un post, sempre nel medesimo blog, che invitava tutti ad una consultazione per formulare una legge elettorale idonea a rappresentare la volontà popolare.

La legge elettorale è fondamentale per il funzionamento dello Stato e la stessa legittimità delle istituzioni. Per questo deve essere il MoVimento 5 Stelle nel suo complesso a deciderla. ..Il percorso informativo/decisionale durerà qualche mese e definirà la legge elettorale ufficiale del M5S.

Il post era del 26 settembre. In mezzo sono passati 4 mesi.

Matteo Renzi è diventato segretario del PD l’8 dicembre. Il 2 gennaio ha proposto 3 tipi di riforma della legge elettorale, ed ha presentato una bozza quasi definitiva il 20 gennaio.

Capisco la filosofia alla base del Movimento, ma è anche vero che se bisogna fare una consultazione popolare per ogni decisione che si vuol prendere, il rischio è di essere poco tempestivi. Così ci si ritrova ad inseguire il bistrattato Renzi su un punto cardine della propria proposta politica originaria.

Credo non se lo aspettassero nemmeno loro, un impatto simile. E credo sia chiaro a molti che il gioco delle prese per il culo, del Renzie-Fonzie, è finito, e che si giocano una bella fetta del proprio elettorato ora che qualcuno sta provando a fare qualcosa ed ha decisamente smosso le acque.

Per contro, è doveroso dare atto ai Cinquestelle della loro operazione trasparenza, con pubblicazione online di tutti i rendiconti dei propri parlamentari. Una rivoluzione che spero costringerà tanti altri a conformarsi in futuro.

Prima di loro, su questo tema, c’era il nulla assoluto.

Datte ‘na calmata

Stella oggi sul Corriere scrive quello che pensano un po’ tutti quelli che stimano Matteo Renzi.

Per dare un’idea: nell’ultimo anno, stando alla banca dati della Camera, ha dato 60 interviste. Una ogni sei giorni. Senza contare quelle ai giornali, alle televisioni e alle radio locali. Un record difficile da battere. La sola Ansa nel solo ultimo anno ha lanciato, con Renzi nel titolo, 4357 notizie. Molte di più di quelle dedicate a Giorgio Napolitano (4294) e perfino a papa Francesco, che pure rappresenta una «novità» addirittura più grande e vistosa che non l’irruzione del sindaco.

Come dicevo tempo fa con la storia del giubbotto alla Fonzie, va bene la presenza mediatica, va male la persistenza mediatica.

Matteo, datti una regolata, altrimenti resteranno solo parole.

Firenze e il degrado morale

“Lo abbiamo fatto, lo rifarei, lo rifaremo, anche perche’ e’ un’iniziativa che ha portato un milione di euro di indotto. Il sindaco di una citta’ deve fare delle scelte. Gia’ in passato il Ponte Vecchio e’ stato lasciato tutti gli anni ai gioiellieri per una cena. Non se lo ricorda piu’ nessuno. A Roberto Cavalli per una sfilata. A Lucio Dalla per una meravigliosa serata in ricordo di Benvenuto Cellini. Tutte queste cose sono state fatte dalle precedenti amministrazioni. Noi questa volta abbiamo anche chiesto dei soldi – ha aggiunto il sindaco di Firenze – perche’ ci sembrava naturale chiedere un ‘fracco’ di soldi. Abbiamo chiesto 120mila euro, chi dice e’ poco, chi dice e’ tanto; per due ore di cena, secondo me vale la pena e in piu’ porti la top clientela di Ferrari a Firenze per fare delle iniziative. In un mondo dove le citta’ fanno a gara per accaparrarsi chi ha potere di spesa, anche Firenze e’ importante che lavori in questa direzione”

Un Sindaco, si sa, deve prendere decisioni, anche scomode e impopolari agli occhi dei cittadini. Certo che per me, da spettatore esterno, digerire la faccenda dell’affitto temporaneo di Ponte Vecchio è un pochino difficoltoso. Si crea un precedente, significativo, sul fatto che tutto è acquistabile, anche i pezzi fondamentali dell’anima di una città, e non riesco ad appoggiarlo in pieno. Ed é chiaro che non sarà l’ultima volta. Mi chiedo, tra le altre cose, se questa faccenda si stata discussa in giunta.

Logicamente, come fa notare qualcuno, dietro alcune delle critiche più aspre rivolte al sindaco Matteo Renzi (molte delle quali da parte di esponenti della Chiesa) ci sono prospettive politiche legate alle amministrative del prossimo anno. Certo che sentire certe persone parlare di degrado morale…indubbiamente fa un certo effetto.

Capire il limite, e fermarsi prima

Matteo Renzi gode della mia stima e della mia attenzione politica, come quelli di tanti altri giovani che lo stanno seguendo, grazie anche ad una puntuale e fresca presenza mediatica.

Ora, io capisco voler piacere ai ragazzi, ma esiste un limite anche nel sembrare forzatamente al passo coi tempi. La comparsata ad Amici e le foto per il settimanale “Chi” mi fanno pensare che questo limite mediatico, oltre il quale si passa da stimato e geniale all’essere ridicolo e fuori dal tempo, sia stato ampiamente oltrepassato.

Via: Disambiguando

Attacco frontale

Matteo Renzi ha iniziato la prima battaglia della campagna elettorale, quella interna con la radice storica del PD. E’ conscio che prima deve sistemare le faccende di casa, e poi uscire fuori e affrontare il resto del paese. In questo contesto, gli attestati di non-stima di Bersani, ma soprattutto di Finocchiaro e Fioroni, sono ottimi viatici per creare quella spaccatura che Renzi ritiene necessaria per il suo futuro politico come esponente del Partito Democratico.

Non capisco quanto ci sia di ragionato e quanto di incosciente nel comportamento del sindaco di Firenze, ma in questo limbo politico in cui siamo finiti, forse è proprio un po’ di “cosciente incoscienza” quella che ci vuole per emergere in un panorama politico che ha incassato pure la deludente normalità dei parlamentari a 5 stelle.

A pochi giorni dalle votazioni per il nuovo presidente della repubblica, spicca la lettera che lo stesso Renzi ha scritto oggi a Repubblica, che va ben oltre il discorso immediato del Quirinale. Renzi ha voluto mettere in chiaro alcune cose riferendosi direttamente all’elettorato del mondo cattolico, casomai si aspettassero qualcosa in futuro.

“Non mi interessa che il prossimo presidente sia cattolico. Per me può essere cristiano, ebreo, buddista, musulmano, agnostico, ateo. Mi interessa che rappresenti l’Italia…

…I politici che si richiamano alla tradizione cattolica, invece, sono spesso propensi a porsi come custodi di una visione etica molto rigida. Non c’è peggior rischio di incrociare il cammino con i moralisti, specie quelli senza morale. Personalmente dubito di chi riduce il cristianesimo a insieme di precetti, norme etiche alle quali cercare di obbedire e che il buon cristiano dovrebbe difendere dalle insidie della contemporaneità. Questo atteggiamento, così frequente in larga parte del mondo politico cattolico, è a mio giudizio perdente…

Troppo facile

“Ho più di un milione di motivi per dirvi grazie. Più di un milione come i voti che abbiamo preso al primo turno. Più di un milione come i voti che abbiamo preso al ballottaggio. Eravamo soli e contro di noi c’era tutto il gruppo dirigente del PD e del centrosinistra. Ma abbiamo ottenuto il 35% al primo giro e il 40% al secondo. Fossi un politico vecchio stile, direi che si tratta di un grande risultato e brinderei al successo.  Ma non è così. Riconosco lealmente la vittoria di Bersani e dico che io ho perso. Già. Perché noi non abbiamo fatto questo lungo viaggio per fondare una correntina dentro il PD. Neanche se questa correntina ha il 40% dei consensi dell’intero centrosinistra. No! Noi volevamo governare l’Italia. Per cambiarla come abbiamo detto fin dal primo giorno. Non ce l’abbiamo fatta. Allora è giusto riconoscere la sconfitta, senza troppi giri di parole in un Paese in cui tutti vincono e nessuno cambia. Chi ha vinto ha l’onore e l’onere di rappresentare anche gli altri, senza alcun inciucio e impiccio. Chi ha perso deve dimostrare di saper vivere la dignità e l’onore proprio quando la maggioranza sta da un’altra parte.”
(
Matteo Renzi – Enews del 03/12/2012)

E’ l’esercizio dei democratici del day-after: invocare Matteo Renzi e piangersi addosso per l’ennesimo fallimento.

Renzi ha perso le primarie, ed io l’avevo votato. Bersani “non ha vinto” le politiche, ed io l’ho votato. Ora sarei contento e curioso di vedere come gestisce questa situazione, perché mi sembra troppo facile prepararsi per gli onori e poi sfuggire agli oneri, gravosi, che si presentano davanti. E sarebbe pure ora di ammetterle, queste sconfitte, perché di questo si tratta, hai voglia a mandare avanti gli altri, quando si perde.

Troppo facile invocare i tempi del “Matteo Renzi” che poteva essere e non è stato. Vediamo come ve la cavate voi, “adesso”. Sarò qui a giudicarvi, ma stavolta senza pietà, visto che mi date meno soddisfazioni dell’Inter.