netflix

Atari

Parafrasando il grande Pozzetto, posso affermare con convinzione:  “ho scoperto che mi piacciono i documentari”.

Ho Netflix ancora attivo, ma lo sto guardando molto meno, lo sfrutto per godermi i reportage, come quello di Atari e del suo crollo verticale avvenuto nel 1983.

E’ una storia molto americana, ed è naturalmente una storia da geek, ma non solo. Credo sia una bellissima storia per chi ha toccato con mano e vissuto lo sviluppo dei giochi arcade e delle prime “consolle” casalinghe. Io non ero propriamente uno di questi, non conoscevo la vicenda e mi è piaciuta tanto.

Storia nella storia, ed è quella che tiene in piedi il racconto, è la surreale vicenda della più grande leggenda metropolitana che riguarda i video games, e che nel 2014 venne definitivamente sfatata da un gruppo di testardi appassionati: le cartucce sotterrate nella discarica di Alamogordo.

Ho trovato il documentario su youtube, preso da Dmax e doppiato in italiano. E’ in versione più corta, ma comunque esaustiva. In lingua originale (sottotitolato) ha sempre una marcia in più, ma vedete di accontentarvi.

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Jiro e l’arte del Sushi

Come già detto altre volte, ho Netflix. Lo sto usando soprattutto per le serie e per i documentari.

Se vi piace il sushi (ma anche se non vi piace), vi consiglio di vedere “Jiro e l’arte del sushi”, che racconta chi sia e cosa faccia Jiro Ono e come si possa avere 3 stelle Michelin in un locale che fa sushi situato praticamente nei sotterranei di una metro e con 7/8 commensali al massimo. Obama ha gradito, per dire.

Narcos

Come avevo scritto nel mio ultimo post, dal 22 ottobre Netflix è sbarcato in Italia.

Ho inaugurato la TV da poche settimane, ed ho attivato subito il mese di prova gratuito. Va premesso che, soprattutto per chi non ha Sky e possiede una smartTv, la prova gratuita è il minimo che moralmente si debba sottoscrivere con un servizio come quello di Netflix, anche se obiettivamente bisognerebbe anche minimamente abbonarsi ad almeno un mese a pagamento con servizio completo, perché quello che si ottiene è una gran bel prodotto (come ha detto qualcuno).

Premesse a parte, andando nel concreto, tra le tante cose che offre Netflix in Italia (compreso un parco film abbastanza limitato ma in costante espansione) vanno annoverate alcune serie che vengono prodotte autonomamente dalla piattaforma stessa. Avendo qualche giorno “libero” ho deciso di dare un’occhiata a “Narcos”, pur non essendo amante di quelli che una volta venivano chiamati “telefilm”.

Vista la prima puntata, devo dire di essere rimasto abbastanza folgorato. Dopo la seconda, posso dire di aver trovato qualcosa di molto molto interessante ed avvincente. La storia è quella del cartello di Medellin e della sua creazione e gigantesca espansione tra gli anni ’70 e ’80, sotto la guida di Pablo Escobar. Viene narrata da colui che impersonifica Steve Murphy, poliziotto americano della DEA che fece parte della task force inviata sul posto per combattere il traffico di droga dal posto in cui tutto veniva diretto.

Probabilmente, la cosa che più mi affascina è trovare i riscontri reali da quelli romanzati nelle storie, il lato narrativo è gestito benissimo, la sceneggiatura non è male, ci sono alcuni dettagli da migliorare ma soprattutto l’alternarsi di lingua originale spagnola sottotitolata ed il poco doppiaggio in italiano, rendono tutto molto più godibile e reale.

Credo che meriti almeno una chance, la prima puntata va vista. Il resto, lo deciderete voi stessi.

Al momento giusto

Dopo mesi di assenza, dovrebbe essere la volta buona per l’arrivo della TV in casa, dove ormai regna incostrato l’iPad e lo streaming di RaiTv.
Giusto in questi giorni sto preparando il terreno per l’installazione, consultando siti, volantini, misure e prestazioni alla ricerca di quella che può fare al caso nostro.

Nel frattempo, ieri abbiamo collegato il cavo per la connessione alla rete.

Stamattina, la buona notizia, che arriva proprio al momento giusto: dal 22/10 Netflix arriva anche in Italia.

La faccenda si fa interessante, o preoccupante che dir si voglia.